I Tiromancino a Roma: una serata che ti resta addosso

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Ieri sera a Roma c’era quell’ atmosfera che si crea solo quando tutto è al posto giusto: la musica, il pubblico, le emozioni. Il concerto dei Tiromancino all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone è stato proprio questo: un momento da vivere più che da raccontare.

L’appuntamento, ospitato nella Sala Sinopoli ha dato il via al nuovo tour teatrale Quando meno me lo aspetto, un progetto che riporta il gruppo a una dimensione più raccolta e autentica, lontana dai grandi palchi estivi e più vicina all’essenza della loro musica.

Non il classico live da grandi numeri, ma qualcosa di più intimo, quasi raccolto. Appena si abbassano le luci, capisci subito che sarà un viaggio dentro le canzoni — quelle che conosci da anni e quelle nuove, che piano piano trovano spazio.

Sul palco, Federico Zampaglione guida tutto con naturalezza. Nessun eccesso, nessuna forzatura. Solo musica fatta bene.

Le luci soffuse, gli arrangiamenti eleganti e quel tocco quasi cinematografico rendono tutto più immersivo. È uno di quei concerti in cui ti perdi nei pensieri senza accorgertene.

E quando partono le prime note di La descrizione di un attimo o Per me è importante, succede quello che deve succedere: il pubblico canta, ma senza urlare. Più che altro accompagna, come se ogni canzone fosse un ricordo condiviso.

La cosa interessante è che i brani più recenti non stonano affatto. Anzi.

Hanno un suono più essenziale, meno costruito, ma forse proprio per questo arrivano dritti. Si sente che la band non sta solo “replicando il passato”, ma sta ancora cercando qualcosa.

E questa cosa, dal vivo, si percepisce tantissimo.

Giocare in casa non è mai una cosa neutra. A Roma tutto pesa di più: il pubblico è più caldo, ma anche più esigente.

Eppure ieri si respirava un’energia speciale, quasi familiare. Tra una canzone e l’altra, Zampaglione si lascia andare a qualche ricordo, qualche battuta, e il concerto diventa ancora più vicino.

Non è solo uno show. È un ritorno.

Quello di ieri è stato uno di quei concerti che non ti travolgono, ma ti accompagnano. E alla fine ti accorgi che qualcosa ti è rimasto addosso.

E forse è proprio questo il punto.

La scaletta del concerto dei Tiromancino a Roma

Scomparire nel blues
Sto da Dio
Imparare dal vento
Un tempo piccolo
Due rose
Quando meno me lo aspetto
Per me è importante
La descrizione di un attimo
Tizzo
Un amore così
Liberi
Medley: Noi casomai, Finché ti va
Gli alieni siamo noi
Immagini che lasciano il segno
Sale amore e vento
Amore impossibile
Nessuna certezza
Gennaio 2016
Due destini

Danilo D'Auria
Classe 1983, vive a Roma dal 2002. In questa città alimenta la sua passione per la fotografia, che cresce giorno dopo giorno. Attratto dall'atmosfera dei concerti, di cui è sempre stato un assiduo frequentatore, dal 2013 è fotografo di musica live. Dal 2014 collabora con la rivista Classic Rock, inoltre scatta anche per La Repubblica XL e 100DECIBEL. Altre sue foto sono state pubblicate su Drum Club e su ExitWell. Per quest'ultima testata ha scattato anche alcune copertine. Ha firmato anche la copertina del numero 41/2014 del magazine americano VENTS.

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