Il ciclo propone quattordici film che coprono un arco temporale dal 1941 fino al suo ultimo lavoro, il documentario F come Falso
“Interrompiamo la trasmissione per trasmettere un comunicato speciale. Un oggetto volante non identificato è atterrato in una fattoria nei pressi di Grovers Mills nel New Jersey. La Polizia e le Forze armate di questo Stato si stanno dirigendo sul luogo dell’avvenimento. Restate in ascolto su questa stazione per ulteriori notizie. E adesso torniamo al programma…”. È il 30 ottobre 1938, una serata come tante altre per il pubblico americano che segue le trasmissioni radiofoniche. Improvvisamente succede qualche cosa: va in onda un radiodramma intitolato Guerra dei mondi scritto, prodotto e diretto da un giovane attore e regista di nome Orson Welles. Presto attraverso l’apparecchio radiofonico il pubblico americano viene a conoscenza di un fatto sconvolgente, lo sbarco di alcuni marziani usciti da un oggetto volante nel New Jersey. Tutto è raccontato con una tale forza di autenticità che inevitabilmente il panico si diffonde per l’America. Le strade intorno a New York si intasano di gente in fuga dai pericolosi marziani. Polizia ed esercito sono mobilitati prima che gli autori della trasmissione svelino l’inganno cercando di tranquillizzare gli ascoltatori della finzione di un innocuo lavoro di intrattenimento radiofonico.
Attore e regista (Kenosha, Wisconsin, 1915 – Los Angeles 1985), Orson Welles inizia la sua carriera di attore con il Gate Theatre di Dublino nel 1931 e nel 1933 con Katharine Cornell. Allestisce poi vari spettacoli e nel 1938 si fa conoscere al grande pubblico con la già citata trasmissione radiofonica Man from Mars, della serie Hello, Americans. Nel 1941 esordisce davanti e dietro la macchina da presa nel suo capolavoro Citizen Kane (Quarto potere), violento e geniale film ispirato alla biografia del magnate R. Hearst. Il film gli procura un sacco di guai, in particolare l’emarginazione dall’industria americana statunitense, ma la sua opera, per il controllo estetico sull’intero processo creativo, per le innovazioni di linguaggio e struttura narrativa, ha già profondamente segnato il cinema contemporaneo. Sarà la critica europea degli anni Cinquanta a scoprirlo e sostenerlo. Il suo cinema rimane un maestoso mosaico di opere filmiche straordinarie di cui molte non realizzate e i cui temi più ricorrenti sono le nevrosi del potere, il senso di abbandono che matura con la vita, l’amicizia tradita.
Tra i suoi film si ricordano: L’orgoglio degli Amberson (1942); Lo straniero (1946); La signora di Shanghai (1948); Macbeth (1948); Otello (1952); Rapporto confidenziale (1955); L’infernale Quinlan (1958); Il processo (1962); Falstaff (1966); F come falso (1973). Tutti questi titoli rientrano nella rassegna al cinema Cineteca Milano Arlecchino. A questi titoli andrebbero aggiunti i film mai terminati, fra i quali va ricordato almeno Don Quixote. Come interprete, oltre che nei film da lui stesso diretti, ha offerto eccellenti prove in Il terzo uomo (1949); Moby Dick (1957); Un uomo per tutte le stagioni (1966) e Comma 22 (1970), solo per citarne alcuni.







































