Il caso 137
di Dominik Moll
con Léa Drucker, Jonathan Turnbull, Solan Machado Graner, Sandra Colombo, Guslagie Malanga
Nella Francia del 2018, mentre i Gilet Gialli si scontrano con la polizia a Parigi, un ragazzo finisce all’opedale con il cranio sfondato da un proiettile antisommossa di caucciù, in teoria proiettile a letalità ridotta, ma il ragazzo avrà problemi mentali a vita. I primi rilievi indicano che il ragazzo non era particolarmente aggressivo, anzi, era in fuga e confuso. Si incarica del suo caso l’investigatrice Bertrand che appartiene all’ IGPN, la sezione affari interni che valuta le illegalità compiute dalla polizia. Stéphanie Bertrand per il suo ruolo non piace ai parenti del ferito perché è una poliziotta, non piace ai colleghi poliziotti che la trattano da spia, non piace all’ex marito e non piace neppure ai superiori. E per capire perché dovete arrivare alla fine dell’indagine. Come definire l’indagine? Secca, scientifica, umana e irreprensibile, praticamente un manuale di come dovrebbe essere la giustizia: bendata per non guardare in faccia a nessuno. Sì: ma le ragioni di chi protesta? E le ragioni di chi reprime? E la convenienza politica? E la democrazia? E perché accanto alla polizia antisommossa girano “in borghese” con caschi comprati da Decathlon squadre del BAC (l’anticrimine, intoccabile dopo l’eroico comportamento nell’eccidio del Bataclan) e perché è stato loro ordinato di difendere non l’ordine pubblico bensì “la Repubblica francese in pericolo” ? È un problema poliziesco o politico? Dominik Moll è il regista franco tedesco di La notte del 12 e anche con Il caso 137 raggiunge livelli molto alti. Passato a Cannes 2025, 2 premi e 15 candidature, Lea Drucker migliore attrice ai César e un monito da brivido dal padre della poliziotta: «Quando la democrazia sarà scomparsa vi chiederete se non avete guardato troppi gattini su internet»





































