Grande festa a Disco Club di Genova per l’inserimento nella rete dei “Presìdi Slow Music”

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Disco Club
@Vittorio Santi

Tornare dove tutto ebbe inizio è un’emozione enorme. Il posto ovviamente ha un nome e un indirizzo: Disco Club, via San Vincenzo 20r, Genova (proprio di fronte alla stazione Brignole). Erano diversi anni che non ci tornavo. Il negozio è leggermente differente da come lo ricordavo, ma l’atmosfera è quella di sempre: gestito con grande passione da Giancarlo Balduzzi, è frequentato da appassionati di musica, persone che l’ascoltano ancora con grande entusiasmo e che andrebbero avanti a parlare per ore del loro musicista preferito.

Disco Club
Giancarlo Balduzzi @Vittorio Santi

Ma perché dico che qui tutto ebbe inizio? Perché da maggio 1973 ad agosto 1975 uscirono 21 numeri di una rivista all’epoca molto apprezzata, Pop Records, edita proprio da Disco Club. Ebbene, sul numero andato in edicola il 3 febbraio 1974 pubblicarono il mio primo articolo, un articolo sui Genesis. Era il giorno del mio diciannovesimo compleanno, e fino a quel momento non avevo ancora capito cosa avrei voluto fare da grande. Ebbi l’illuminazione! Con la rivista in mano, mostrandola con grande orgoglio agli amici, ripetevo a me stesso: «Farò il giornalista».

Da quel giorno iniziai a frequentare Disco Club regolarmente e publicai altri articoli. Era un po’ come andare al bar, solo che anziché parlare di calcio e di donne, si parlava di musica, dell’ultima uscita di Robert Wyatt o di Neil Young, di King Crimson, Pink Floyd, Area o del krautrock. Ognuno con i suoi gusti, ognuno con i suoi favoriti o con quelli che proprio non digeriva. Non si facevano sconti a nessuno. Nessuno seguiva i diktat degli uffici stampa delle case discografiche (che peraltro nemmeno conoscevamo).

Col tempo si era formato un bel gruppetto. Molti di quei ragazzi sarebbero riusciti a trasformare un sogno in un mestiere. L’elenco è lungo: Renato Tortorolo (Secolo XIX), Flavio Brighenti e Alberto Campo (Repubblica), Alberto Cantù è diventato critico di musica classica, Paolo Cherchi Usai responsabile di una biblioteca cinematografica a New York, Umberto Rossi critico cinematografico, Francesco Pincione responsabile di Filmstory, Riccardo Bergerone a Rai3 Piemonte e, per concludere, un certo Enrico Ghezzi (inventore dei contenitori televisivi Fuori Orario e Blob).

Negli anni a venire Disco Club ha avuto tra i suoi affezionati clienti parecchie persone che alla musica hanno dato molto in diversi ambiti, per esempio Luca De Gennaro (conduttore a Radio Capital), il giornalista e conduttore radiofonico John Vignola, e due pilastri della radiofonia come Rupert Bottaro e Fabio De Luca. Tra i suoi avventori ci sono stati molti personaggi famosi, per esempio lo scrittore Nick Hornby e Gino Paoli, per citarne due soltanto.

La storia di Disco Club è talmente intrigante che già da diversi mesi stanno girando un docufilm per raccontarla, con numerose testimonianze e materiale inedito o comunque raro. Il regista si chiama Vittorio Borro (foto sotto), la co-regista e operatrice Denise Pace e il fonico Fabrizio Rabacchi. Nonostante la giovane età, tutti e tre hanno già maturato diverse esperienze nel settore e – posso garantirlo avendo visto il montaggio di quanto hanno fatto finora – stanno facendo un lavoro notevole.

Disco Club
Vittorio Borro @Vittorio Santi

Ieri, sabato 18 aprile, giorno in cui in tutto il mondo si è celebrato il Record Store Day, Disco Club è entrata a far parte ufficialmente dei Presìdi Slow Music, riconoscimento dato a chi protegge l’etica e il “giusto” nella musica, contribuendo a diffondere conoscenze, tradizioni, suoni del territorio al fine di creare una filiera della qualità. Permettetemi di aggiungere: riconoscimento strameritato, considerato che questo negozio fu inaugurato il 19 dicembre 1965 («L’anno dei Beatles in Italia», ama ripetere Giancarlo Balduzzi) e che da allora ha superato ogni tipo di intemperie, dalla crisi del disco al covid. Loro sono sempre lì, e continuano a vendere dischi, preferibilmente in vinile (che peraltro qualche tempo fa tutti davano per morto, invece ha riconquistato una fetta di mercato, che cresce anno dopo anno).

Disco Club
Massimo Poggini @Vittorio Santi

Per l’occasione, dentro e fuori Disco Club c’era aria di festa. Si sono ritrovati non solo i nostalgici di un’epoca che non esiste più ma – questa una delle note più liete – anche ragazzi che i tempi di Pop Records li hanno solo sentiti raccontare, magari dai padri.

Ovviamente non poteva mancare la musica dal vivo: a partire dalle 15.30 si sono esibiti L’Albero, progetto solista del fiorentino Andrea Mastropietro che nei propri album (l’ultimo, Cielo e sfacelo, è uscito il 27 marzo) mescola abilmente tradizione della canzone italiana e influenze internazionali; il genovese Paolo Bollero con i suoi Rice on the Record, per presentare il nuovo album Keeping Patience in the Chaos (uscito il 12 marzo scorso), e il veterano della scuola dei cantautori genovesi Paolo Gerbella.

Che altro dire? Ancora adesso, mentre scrivo questa nota, sono emozionato & felice. Grazie Disco Club, grazie Pop Records, grazie Giancarlo Balduzzi, che sarai pure un burbero. Ma mi piacerebbe che ce ne fossero tante persone come te, che amano la musica e mettono tutta la passione di cui sono capaci nel mestiere che fanno.

Qui di seguito una bella fotogallery di Vittorio Santi che documenta quanto avvenuto ieri a Disco Club.

Sempre ieri, a Roma sono stati inaugurati altri due Presìdi Slow Music: la Discoteca Laziale in via Giolitti 263 (è stato apeto nel 1967, ed è uno dei negozi di dischi più forniti d’Italia) e il Monk di via Mirri, uno dei più attivi club romani: in questo caso l’inaugurazione è avvenuta prima dell’esibizione della stand up comedian Yoko Yamada. In entrambi i casi, in rappresentanza di Slow Music c’era Stefano Bonagura, attivissimo segretario dell’Associazione presieduta da Claudio Trotta.

Stefano Bonagura con lo staff di Discoteca Laziale
Raniero Pizza, direttore artistico del Monk, con Stefano Bonagura

Con quelli inaugurati ieri, i Presìdi sono ormai 22 sparsi in tutta Italia. Concludiamo con una foto “storica”: l’inaugurazione del primo Luogo della Musica, l’Arena Civica di Milano, avvenuta il 23 novembre 2019. Nella foto, da sinistra verso destra, Massimo Poggini, Claudio Trotta e Stefano Bonagura.

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