Un ritorno a casa che aveva il sapore della celebrazione, e che si è trasformato in un abbraccio lungo due ore. Ieri sera Tommaso Paradiso ha fatto cantare il Palazzo dello Sport, nella prima delle due date romane del tour “Palasport 2026”, confermando il legame viscerale con la sua città.
Il concerto del 18 aprile è stato molto più di una semplice tappa: una vera e propria festa, costruita su nostalgia, romanticismo e una scaletta capace di unire passato e presente.
Già dalla prima canzone il pubblico ha iniziato a cantare a squarciagola e così per due ore. In scaletta, i brani del nuovo progetto Casa Paradiso si sono intrecciati ai grandi classici della sua carriera e dell’era Thegiornalisti.
Da Riccione a Questa nostra stupida canzone d’amore, passando per Non avere paura e Felicità puttana, il concerto ha seguito una traiettoria emotiva precisa: partire dalla leggerezza per arrivare a un’intimità condivisa, quasi confessionale.
Il momento speciale: Franco 126 sul palco
Uno dei picchi emotivi della serata è arrivato quando Franco 126 ha raggiunto Paradiso sul palco, riaccendendo in pochi secondi un immaginario condiviso profondamente romano. Il duetto su Stanza Singola ha trasformato il palazzetto in una scena sospesa tra malinconia e quotidianità urbana: le loro voci, diverse ma complementari, si sono intrecciate con naturalezza, mentre il pubblico accompagnava ogni parola.
Roma, d’altronde, non è una piazza qualsiasi per Paradiso: qui è nato e cresciuto, e qui il suo immaginario – fatto di estati, motorini e storie d’amore metropolitane – trova la sua forma più autentica.
Sul palco niente effetti eccessivi: luci calde, visual discreti e una band solida hanno lasciato spazio alle canzoni. Una scelta coerente con la cifra stilistica dell’artista, che punta tutto sulla scrittura e sull’immediatezza melodica.
Il risultato è un live che funziona proprio perché non rincorre lo spettacolo, ma lo lascia emergere naturalmente dal repertorio.
Quello di ieri sera non è stato un concerto rivoluzionario, ma non voleva esserlo. È stato, piuttosto, un live coerente, caldo, profondamente umano.
E in un panorama musicale spesso dominato da effetti e sovrastrutture, la scelta di puntare sulle canzoni – e sulle emozioni che sanno ancora generare – è forse la più radicale di tutte.
La scaletta del concerto di Tommaso Paradiso al Palazzo dello Sport di Roma:
- Intro
- Sensazione Stupenda
- Lasciamene un po’
- Fine dell’estate
- Promiscuità
- New York
- Ma come fanno i rapper
- Tra la strada e le stelle
- Tutte le notti
- Il tuo maglione mio
- Sold out
- Blu ghiaccio
- La luna e la gatta
- Forse
- I romantici
- Ricordami
- I nostri anni
- Stanza singola
- Questa nostra stupida canzone d’amore
- Non avere paura
- Riccione
- Dr. House
- Felicità puttana
- Completamente
Live report di Stefania Rossi





































