La proiezione è realizzata in collaborazione con il PAC – Padiglione d’Arte Contemporanea, in relazione alla mostra di Marco Fusinato “La sola vera anarchia è quella del potere!”, titolo tratto da una celebre frase del film
Amatissimo in Francia e in altri paesi Pier Paolo Pasolini, uno dei nostri più importanti intellettuali del Novecento, rimane ancora un pianeta inesplorato e misterioso circondato da una sorta di barriera invisibile. Progressista, reazionario (odiava il 68), popolare, provocatorio e polemico con il suo ultimo film uscito dopo la sua morte Salò o le 120 giornate di Sodoma, firma un’inquietante metafora sulla violenza del potere dominante nella società dei consumi e del sesso concepito come mercificazione dell’uomo. Il sadismo rappresentato sullo schermo attraverso i ricordi di orrore e di terrore evocati da Sade e dalla Repubblica nazifascista di Salò, non è altro che l’Italia senza amore degli anni Settanta. La vicenda della pellicola si svolge nello spazio di tre giorni e in due località, a Salò ultimo baluardo di Mussolini e a Marzabotto dove i nazisti uccisero gli abitanti di un intero paese. La tragica scomparsa di Pasolini ha privato la cultura italiana di una delle personalità più generose, indifese e insostituibili.







































