Un percorso pensato per accompagnare il pubblico tra epoche e stili differenti, in un dialogo continuo tra memoria e innovazione
Il fascino intramontabile dei classici e le forme più libere e sperimentali del cinema contemporaneo rappresentano il cuore della programmazione del mese di maggio promossa dal Museo Nazionale del Cinema di Torino, a cura di Grazia Paganelli e Carlo Chatrian, che inizia con un omaggio dedicato a Alfred Hitchcock, di cui saranno presentati dodici tra i suoi film più celebri, realizzati a Hollywood. Un’occasione preziosa per gustare sul grande schermo l’eleganza formale e la tensione narrativa di un autore che ha ridefinito il rapporto tra spettatore e immagine, trasformando ogni inquadratura in un dispositivo di suspense e ogni storia in un’esperienza immersiva. Da I sabotatori a L’uomo che sapeva troppo, da La donna che visse due volte all’immancabile Psycho.
Michel Gondry e la sua creatività visionaria animeranno una retrospettiva che si offre come l’altro cuore pulsante della programmazione del mese. Al regista di Eternal Sunshine On a Spotless Mind e di Be Kind Rewind il Museo attribuirà il premio “Stella della Mole” il 28 maggio. La cerimonia sarà preceduta da una masterclass che si offre un’occasione unica per condividere il suo processo creativo e il suo modo di concepire il cinema come spazio di libertà espressiva. Il programma prosegue verso terre lontane con un focus dedicato ai film indiani girati in Himalaya, realizzato in collaborazione con il Dharamshala International Film Festival fondato nel 2012 dai registi Ritu Sarin e Tenzing Sonam: una selezione che mette in dialogo cinema indipendente e il territorio, raccontando storie sospese tra natura, spiritualità e trasformazioni sociali, dove il paesaggio diventa parte integrante della narrazione.
Infine di grande interesse è uno sguardo sul presente attraverso un breve ciclo sul cinema greco contemporaneo, inserito nell’ambito del Salone Off, che restituisce la vitalità e la complessità del giovane cinema ellenico, vitale e originale sia in termini di storie, sia nelle forme narrative che propone.







































