Dopo anni di silenzio e metamorfosi, il duo Le Ossa Power II, formato da NeVRuZ JoKu e SiMMi JaRy, torna con un album autoprodotto e distribuito su Bandcamp, rifiutando ogni compromesso con le major. È un ritorno alle radici del progetto Le Ossa, nato nel 2008 come power duo e poi evoluto in collettivo. Con AllARiScOssA! i due riprendono il filo interrotto con un manifesto sonoro che chiede di essere vissuto, da cui erge chiara la consapevolezza di proporre una musica che è strumento di insurrezione.

NeVRuZ, voce e chitarra semi-baritona, è un performer totale: cantautore, attore, sperimentatore vocale. La sua voce non solo canta, urla, predica, sfida. JaRy alla batteria è il contraltare perfetto con il suo drumming tribale e anarchico. Insieme costruiscono quel neurorock, come lo definiscono loro, che fonde punk, noise e stoner in un magma di energia e visione.

Un disco come manifesto

AllARiScOssA! è un grido che dura meno di mezz’ora, ma ogni minuto è una detonazione. Si apre con Awakening, che è un’esplosiva chiamata alle armi, un invito a svegliarsi, a rompere la passività. Il ritmo entra nelle ossa, risale al cuore, scuote l’anima. Segue Burn Me Down With Fire, contro chiunque oggi si adagi nell’obbedienza: non possiamo guardare il mondo bruciare senza muoverci ed essere così complici. Poi arriva Big Big Love, che ci presenta l’amore come atto rivoluzionario, inclusivo, radicale, senza sentimentalismo. Un amore rivoluzionariamente inclusivo.

Tra gli altri brani spiccano Religion, con linee vocali potenti e un groove che ricorda i White Zombie, e I Don’t Care, già singolo e videoclip girato durante la Street Parade antimilitarista di Modena. È un inno contro la guerra, contro la neutralità, contro la paura. Frammentato e dadaista propone l’eredità più dura e senza compromessi degli Skiantos.

NeVRuZ JoKu

Neurorock e indipendenza

Il concetto di neurorock è centrale, perché vuole definire un rock che nasce dalla neurodivergenza, dalla differenza, dalla ribellione sistemica. Il sound è crudo, diretto, senza filtri. La chitarra semi-baritona di NeVRuZ costruisce muri di distorsione che sembrano respirare, mentre la batteria di JaRy è pura energia cinetica. Non c’è basso, ma non serve: il corpo del suono è pieno, pulsante. La produzione è volutamente sporca, quasi live, per restituire la fisicità del gesto.

Neurorock rappresenta anche la volontà di abbattere il muro di silenzio attorno a chi non si conforma alle regole dominanti, con una coerenza che diventa militanza. NeVRuZ aveva già rifiutato un contratto da 180.000 euro con Sony dopo X Factor nel 2010, quando si classificò al terzo posto nella compagine guidata da Elio. E oggi AllARiScOssA! è un disco che rifiuta la logica del profitto e rivendica la funzione risanatrice della musica. La scelta di Bandcamp come unica piattaforma di distribuzione del cd è una dichiarazione di indipendenza economica e morale.

Il batterista SiMoNe PRuDeNzANo, già nei A Morte L’Amore, spesso sul palco con LeOssAPowerII

La visione e il dubbio

Ogni brano è un episodio di lotta per la libertà individuale e collettiva. La scrittura di VeRoNicA Zeta Kurt, autistica di livello 2 con disabilità fisiche, mente e co-autrice dei testi in inglese della band, aggiunge profondità e taglio poetico. Le parole sono frammenti di coscienza scagliati contro l’indifferenza, l’esclusione, l’apatia, l’inerzia.

AllARiScOssA! è un atto di resistenza, un manifesto punk che parla di identità, accoglienza, guerra, amore, emarginazione, rabbia. È un album che scuote, che spinge verso una nuova insurrezione non solo sonora. Un lavoro che non si accontenta di “piacere”, sceglie di essere necessario. E allora la domanda non è se possa rientrare nei nostri gusti, se ci dia soddisfazione o meno oppure se sia un divertimento che ci coinvolge. La domanda è un’altra, molto più scomoda: siamo ancora capaci di ascoltare qualcosa che non è stato progettato per compiacerci? Perché se la risposta è no, il problema non è la musica. Siamo noi.

Raffaello Carabini
Che dire? Basta citare la cura di oltre 250 cd compilation di new age, jazz, world e quant’altro? Bastano una ventina d’anni di direzione artistica dell’Etnofestival di San Marino? Bastano i dieci come direttore responsabile di Jazz Magazine, Acid Jazz, New Age Music & New Sounds, Etnica & World Music? Oppure, e magari meglio, è sufficiente informare che sono simpatico, tollerante, intelligente... Con quella punta di modestia, che non guasta mai.

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