Nino

Un corpo (e la sua anima) attraversano Parigi

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Nino
di Pauline Loquès
con Théodore Pellerin, Jeanne Balibar, William Lebghil, Salomé Dewaels

Inizio forte a Parigi oggi: Nino, poco più che un ragazzo,  va in ospedale a recuperare l’esito di un esame e scopre che l’hanno già messo in lista per una chemioterapia ma si sono dimenticati di avvertirlo. Ha un cancro alla gola. Per prima cosa, se pensa in futuro d’avere figli, deve congelare il suo sperma. Dopo la chemio sarà sterile. Ma non perderà i capelli.  Da qui in poi la recensione deve celare tutto perché il tutto è il film: possiamo solo dirvi che il film non va nella direzione del melodramma che potreste avere immaginato, che la tristezza non è affrontata nei modi consueti dei film medicali, che dal momento in cui le cose della vita per Nino sembrano andare a rovescio il film con tenerezza  prende una piccola rincorsa silenziosa e decolla, vola, una sbadataggine,  un’incomprensione o complicazione dopo l’altra per mostrare, nei tre giorni tra la rivelazione e l’inizio della chemio, il corpo (ma forse l’anima) di Nino che attraversa Parigi, la sua Parigi di ricordi, affetti, amicizie,  sorprese, riconoscimenti, esitazioni, gaffes e tenerezze. Quasi un sogno attorno al pensiero fisso che sapete bene qual è. Opera prima, regista anche sceneggiatrice, film e attore premiatissimi.

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