Il direttore organizzativo del Festival è Sergio Canneto, mentre la direttrice artistica è Daniela Persico
Per la 44ma edizione, Bellaria Film Festival propone come di consueto un ricco programma articolato in cinque giornate, con oltre 60 film tra i concorsi dedicati al cinema italiano e internazionale (Casa Rossa e Gabbiano), numerosi eventi speciali e anteprime fuori concorso, affiancate da una retrospettiva (Anni Zero) dedicata agli esordi eccellenti dei primi anni duemila. In un momento storico critico per l’Europa, il Festival intende interrogarsi sul ruolo dell’arte e degli artisti nella società contemporanea, facendo emergere riflessioni sulla forza liberatoria del gesto creativo e sulla sua irriducibilità nei confronti dell’ideologia. “Senti questo battito?” è il claim della quarantaquattresima edizione del Bellaria Film Festival, che ci riconnette alla straordinaria resistenza umana, a partire dal battito del cuore come esempio di movimento perpetuo trasformativo e come impulso empatico nei confronti degli altri. Per questo il Premio Speciale BFF44 – i film che liberano la testa va a Tizza Covi e Rainer Frimmel per The Loneliest Man in Town: la coppia di autori sono un esempio di un cinema libero e umanista, che ha saputo realizzare grandi film con piccoli budget, inventandosi una nuova pratica per il cinema contemporaneo.
Film di apertura del Bellaria Film Festival sarà proprio The Loneliest Man in Town di Tizza Covi e Rainer Frimmel, presentato quest’anno in concorso al Festival Internazionale del Cinema di Berlino. Il film, un ritratto del musicista Al Cook, che non ha mai sacrificato la propria libertà creativa, intercetta un passaggio epocale che riguarda non solo le trasformazioni dello spazio urbano ma anche quelle delle relazioni umane. I due filmmaker, attualmente sul set del loro nuovo film a Roma, saranno presenti al Festival per una masterclass dedicata al loro cinema. La serata di apertura prevede l’inaugurazione della riapertura pubblica ufficiale del Cinema Apollo, struttura sul lungomare di Bellaria Igea-Marina, chiusa da più di venti anni. In occasione dell’inaugurazione sarà proiettato in sala Whipping Zombie, in un dialogo tra tempi e geografie sui riti e i corpi danzanti.
Quest’anno il Festival sarà ricco di anteprime italiane, a partire da Rose di Markus Schleinzer, film che ha visto la protagonista Sandra Hüller trionfare con il Premio per la migliore interpretazione alla Berlinale. Un’opera rigorosa e potente sulla forza dell’affermazione della propria identità di fronte alla chiusura della società patriarcale che vede l’attrice tedesca nei panni di una donna pronta a scontrarsi con la furia delle dure leggi sociali. E sempre da Berlino arriva My Wife Cries di Angela Schanelec, dramma intimo sui movimenti misteriosi del cuore sullo sfondo di una Germania in rapida trasformazione. Uno dei grandi film di un’autrice che non smette di indagare l’insondabile mistero della vita, attraverso la recitazione straniata di una coppia di mirabili interpreti, Agathe Bonitzer e Vladimir Vulevic. Angela Schanelec sarà al Festival per l’anteprima italiana del film.
Tra gli ospiti internazionali ci sarà Gaspar Noé, regista che ha sovvertito più volte i canoni del cinema affrontando temi estremi senza mezze misure. L’autore sarà protagonista di una conversazione con Romeo Castellucci, visiting director del BFF, e presenterà i suoi ultimi due film Climax e Vortex. La giornata di chiusura sarà invece dedicata alla presentazione di due anteprime di film italiani: nel pomeriggio è presente l’attore Fausto Russo Alesi, protagonista di La bolla delle acque matte di Anna Di Francisca: una commedia lunare su un sindaco che sogna di salvare il proprio paese funestato dal terremoto aprendo un ristorante. In serata il cantautore Giorgio Canali accompagnerà la presentazione del documentario appassionato e familiare sulla sua carriera, Con la pioggia dentro diretto dal giovane regista Matteo Berruto.
Altri ospiti di questa edizione sono Romana Maggiora Vergano, attrice tra le più talentuose della sua generazione, acclamata da critica e pubblico per le sue interpretazioni dall’esordio con Paola Cortellesi in C’è ancora domani fino al più recente Portobello di Marco Bellocchio, per il quale riceverà il Premio Casa Rossa per la miglior attrice. Romana Maggiora Vergano sarà inoltre protagonista di un incontro in dialogo con Irene Dionisio con cui ha lavorato sul set di Idda, ultimo film della regista che la vede protagonista insieme a Tecla Insolia.
Il Premio Casa Rossa internazionale vedrà l’anteprima italiana di cinque film che hanno segnato l’anno cinematografico festivaliero, tutti accompagnati dai loro autori. A iniziare da Providence and the Guitar di João Nicolau, film su una coppia di artisti itineranti, libero e sorprendente, che celebra la resistenza dell’immaginazione e l’attualità dell’arte indipendente. Uno spazio a parte è quello cercato dalle tre donne protagoniste di Forest High di Manon Coubia, ambientato in un rifugio nelle Alpi settentrionali: una meditazione poetica sulla solitudine come scelta e sul rapporto con la natura, dove il gesto quotidiano diventa il centro nevralgico della narrazione. Nuove comunità sono quelle che si formano in On Our Own di Tudor Cristian Jurgiu, in cui un gruppo di adolescenti senza genitori diventano famiglia.
Infine due film che spalancano le prospettive del cinema verso i nuovi linguaggi sono Krakatoa di Carlos Casas, un’opera potente, sulla fine del mondo e il viaggio sensoriale verso il centro di un vulcano e Hair, Paper, Water di Nicolas Graux e Trương Minh Quý, vincitore del Pardo d’oro nella Concorso Cineasti del presente di Locarno Film Festival, che racconta la storia di una donna, tra le ultime a conoscere la lingua Rục, in un viaggio iniziatico con il suo nipotino verso la grotta in cui è nata.
Gli otto film del Concorso Gabbiano che mappano le forme del cinema indipendente contemporaneo sono il documentario impegnato di The Lunch: A Letter to America di Gianluca Vassallo, sulle recenti elezioni di Trump viste dalla gente comune in USA; End of Battle di Suranga D. Katugampala, continuazione della sua personale visione di uno Sri Lanka in via di trasformazione ; l’esilarante satira di Totò Cannibale di Demetrio Giacomelli; L’operaio di Tommaso Donati, con una straordinaria Sabine Timoteo e ancora l’opera sperimentale Objet d’énigme di Chiara Caterina, che decompone gli elementi del thriller in un film misterioso e suggestivo. Il documentario di famiglia è invece al centro del primo film di Bianca Vallino, Torneranno i lupi, su tre generazioni di donne a confronto, mentre il duo Enrico Zanetti e Ilaria Calcinari Ansidei esordisce con Come ci si sente a essere un pipistrello, un insolito racconto della provincia veneta, vista dalla prospettiva di un avatar. Infine Gaetano Crivaro torna con Cosa rimane quando il mare si muove, indagine visiva delle coste della Sardegna dopo lo svuotamento turistico dell’estate.
La sezione Gabbiano si chiude con un Evento speciale fuori concorso: Un mare molto piccolo di Luka Bagnoli e Elisa La Boria, documentario sul Delfinario di Rimini. Il film sarà preceduto dai corti: Filméi di Camilla Magrini e Songs of Salt di Isabella Bazoni.







































