Gianni Morandi live a Padova: racconto e scaletta del “C’era un ragazzo 2026”

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gianni morandi
Foto: Virginia Bettoja - Marco Arici

Si è conclusa ieri sera alla Kioene Arena di Padova la prima parte del tour C’era un ragazzo 2026 di Gianni Morandi. Dieci appuntamenti nei palasport, con una reprise estiva già annunciata e di cui trovate il calendario più in basso.

Allo spegnimento delle luci parte un video in cui si vedono due mani che piantano una quercia, che poi cresce col passare del tempo fino a diventare forte e rigogliosa. Come spiegherà Gianni nel salutare il pubblico “porta fortuna ed è un segno di forza, di bellezza e di futuro”.

Una chitarra acustica scende dall’alto e arriva tra le mani di Morandi, che intona in acustico il brano che dà il nome al tour, scritto nel 1966 da da Franco Migliacci e Mauro Lusini, e che proprio quest’anno compie 60 anni.

Il motivo di questa scelta proprio in apertura lo racconta proprio lui: «C’era un ragazzo è una canzone che ho cantato mille volte, ma ogni volta sembra sempre che ci sia qualcosa di nuovo da raccontare.
Sono nato durante la guerra, e quando è arrivato il dopoguerra ho pensato che fosse finita per sempre. In realtà non è mai arrivato, se pensiamo che dopo 60 anni ci sono ancora tante guerre nel mondo e non siamo riusciti a cancellare questa parola.
È chiaro che non basta una canzone per fermare la guerra, ma averla cantata insieme ci ha fatto bene, ci ha dato speranza, come a dire che non ci rassegniamo. Cantare questa canzone è il nostro modo di dire “viva la pace”».

Ad accompaganre Morandi troviamo una superband, la cui direzione musicale è affidata a Luca Colombo, che suona anche le chitarre elettriche. La band è formata da: Ricky Quagliato (batteria), Sandro De Bellis (percussioni), Paola Zadra (basso), Maurizio Campo (pianoforte e tastiere), Michele Lombardi (tastiere, fisarmonica e programmazioni), Elvezio Fortunato (chitarre e mandolino), Ambrogio Frigerio (trombone), Camilla Rolando (tromba), Nicholas Lecchi (sax), Alessandra Kidra (voce), Silvia Olari (voce), Roberto Tiranti (voce e chitarra acustica).

Dal vecchio al nuovo, il balzo di sei decadi è immediato e arriva Monghidoro, l’ultimo singolo pubblicato il mese scorso e scritto, ancora una volta, da Jovanotti.
Il rimpallo tra passato è presente è continuo, a scandire 81 anni di vita e 64 di una carriera interminabile. A brani storici come Occhi di ragazza, Se perdo anche te, Un mondo d’amore e Bella signora si alternano L’attrazione, L’allegria, Solo insieme saremo felici.

Il ricordo di Lucio Dalla

Dopo aver eseguito un medley di Futura e Piazza Grande, con il maxischermo che per l’occasione si trasforma in un portico con vista su San Luca, Gianni ricorda il suo grande amico: «Lucio è stato un amico, follia, gioco, Bologna, complicità, risate, sana rivalità, stare sullo stesso palco, fare musica insieme, gli scherzi che ci facevamo.
Lui diceva sempre “tu sei il più grande cantante del mondo”. Lo diceva a tutti, era un bugiardo.
Ma è quello che mi ha sempre aiutato, anche nei momenti meno fortunati della mia carriera.

Mentre eravamo sul palco e cercavamo di tirar fuori il nostro meglio per superarci a vicenda, lo vedevo lì al pianoforte che mi guardava e, mentre mi impegnavo al massimo, mi diceva sottovoce: “al massimo puoi pareggiare”. Oppure, per prendermi in giro, mi diceva “fottiti”, sottovoce, mentre cantavamo.
Abbiamo passato tanto tempo insieme, è una persona straordinaria, un genio della musica.
Lo chiamavo “il ragno”, perchè era quello che tesseva sempre la tela, mentre lui mi chiamava “il pazzo di Monghidoro”. 
Per me Lucio rappresenta un pezzo di vita, tanta vita… Vita!»

E, ovviamente, parte il brano che ha rappresentato più di tutti il loro disco e successivo tour insieme del 1988, con Roberto Tiranti a fare le veci di Dalla.

Il grande ritorno negli anni ’80 grazie a Mogol

Con l’arrivo degli anni ’70 la carriera di Morandi sembra intraprendere una via discendente, ed è proprio lui a voler raccontare questa storia: «Erano arrivati i gruppi stranieri, tutto il mondo dei cantautori, e i cantanti della mia generazione, come me, Rita Pavone, Bobby Solo, Little Tony e tanti altri, si sono trovati un po’ in difficoltà. Non sapevo nemmeno se sarei andato avanti ancora a cantare, e cosa sarebbe successo.
Poi un giorno, all’inizio degli anni ’80 arriva una telefonata, e dall’altra parte è Mogol: “sei Gianni Morandi? Ma non canti più?”. Al che io gli rispondo “ma sai, qualche volta, in casa, con gli amici…”.
Da lì nacque l’idea per Canzoni stonate, che diede inizio alla nostra collaborazione, da cui poi sono arrivati altri brani, come Vita e come quello che sto per fare adesso…»
, e parte Varietà, canzone che dà il titolo all’album pubblicato nel 1989.

Un tuffo negli anni ’60

Dopo la proiezione di un video d’annata in cui Gianni canta con Mina Come porti i capelli bella bionda, arriva l’omaggio alla tigre di Cremona sulle note di Tintarella di Luna, brano che anche Morandi cantava nei suoi primi spettacoli.
È il momento giusto per una carrellata dei grandi successi, quelli che hanno consacrato il cantante di Monghidoro come uno dei re indiscussi degli anni ’60. Una dietro l’altra arrivano Non son degno di te, Se puoi uscire una domenica sola con me, La fisarmonica, Go-kart twist, Chimera, Andavo a cento all’ora, Tenerezza, In ginocchio da te, Belinda, e ovviamente a chiudere questo momento revival la canzone simbolo di quell’epoca: Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte.

Chiude la prima parte di concerto Uno su mille, canzone simbolo che ha dato il “la” alla seconda parte della carriera di Morandi.
Il gran finale, a luci accese e col pubblico che si accalca sotto il palco, è affidato a Scende la pioggia e a Banane e lampone. La Kioene Arena si trasforma di colpo in un’enorme sala da ballo, facendo scatenare gli spettatori, dopo due ore e venti seduti.

Sì, perchè a 81 anni suonati Gianni Morandi ha cantato per due ore e venti senza pause, con una voce che il tempo non ha scalfito e una grinta da far invidia a tanti ragazzi. Non è un caso, infatti, che sia proprio lui l’eterno ragazzo della canzone italiana, e che l’abbia dimostrato ieri sera per l’ennesima volta.
Le date del tour C’era un ragazzo estate 2026

31 agosto – Este (PD), Castello Carrarese
2 settembre – Vigevano (PV), Castello Sforzesco
4 settembre – Mantova, Summer Festival
8 settembre – Campobasso, Area Eventi Nuovo Romagnoli (nuova data)
10 settembre – Riccione (RN), Riccione Music City
12 settembre – Ostuni (BR), Arena Bianca
14 settembre – Barletta, Fossato del Castello
17 settembre – Palermo, Teatro di Verdura
19 settembre – Catania, Villa Bellini
22 settembre – Macerata, Sferisterio (nuova data)
24 settembre – Massa, Piazza Aranci
26 settembre – Torbole sul Garda (TN), Spiaggia alle Foci del Sarca
28 settembre – Bergamo, ChorusLife Arena
1 ottobre –Napoli, Arena Flegrea
4 ottobre – Locarno, Palexpo FEVI (nuova data)

I biglietti sono disponibili sui circuiti Ticketone e Ticketmaster.
Per la data di Locarno è possibile acquistarli sui circuti Ticketcorner.ch e Biglietteria.ch.

La scaletta del concerto di Gianni Morandi a Padova

1. C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones
2. Monghidoro
3. Occhi di ragazza
4. Se perdo anche te
5. L’attrazione
6. La mia nemica amatissima
7. Futura / Piazza Grande
8. Vita
9. Un mondo d’amore
10. Grazie perché
11. Bella signora
12. Solo insieme saremo felici
13. L’allegria
14. Canzoni stonate
15. Varietà
16. In amore
17. Apri tutte le porte
18. Se non avessi più te
19. Tintarella di Luna
20. Non son degno di te / Se puoi uscire una domenica sola con me / La fisarmonica / Go-kart twist / Chimera / Andavo a cento all’ora / Tenerezza / In ginocchio da te
21. Belinda
22. Fatti mandare dalla mamma
23. Canzoni
24. Uno su mille

25. Scende la pioggia
26. Banane e lampone

Andrea Giovannetti
Nato a Roma nel 1984, ma vivo a Venezia per lavoro. Musicista e cantante per passione e per diletto, completamente autodidatta, mi rilasso suonando la chitarra e la batteria. Nel tempo libero ascolto tanta musica e cerco di vedere quanti più concerti possibili, perchè sono convinto che la musica dal vivo abbia tutto un altro sapore. Mi piace viaggiare, e per dirla con le parole di Nietzsche (che dice? boh!): "Senza musica la vita sarebbe un errore".

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