Elisa live a Roma: un viaggio tra anima e luce

0
elisa roma

C’è qualcosa di profondamente autentico nei live di Elisa, e il concerto di ieri sera al Palazzo dello Sport lo ha confermato fin dalle prime note. Inserita nel calendario del Palasport Live 2026, la data romana si è rivelata uno dei momenti più intensi del tour partito da Jesolo a fine aprile.

Il pubblico, accorso numeroso, è stato subito immerso in un’atmosfera sospesa grazie a un’apertura suggestiva, costruita su arrangiamenti elettronici e luci minimali. Da lì in poi, lo spettacolo ha preso forma come un racconto in musica, alternando energia e introspezione.

Una scaletta capace di unire grandi classici e brani più recenti. Non sono mancati i pezzi iconici con Luce, L’anima vola e A modo tuo, accolti da cori collettivi, ma anche passaggi più intimi come Anche fragile.

Voce e presenza scenica: una certezza

Se c’è un elemento che continua a distinguere Elisa nel panorama italiano è la sua capacità vocale: tecnica impeccabile ma mai fredda, sempre al servizio dell’emozione, dimostrata anche sulle note di Zombie, tributo a Dolores O’Riordan dei Cranberries. Sul palco romano, la cantautrice ha mostrato una presenza magnetica ma misurata, lontana da ogni eccesso, perfettamente coerente con la sua identità artistica.

La band, solida e raffinata, ha contribuito a costruire un suono avvolgente, valorizzando ogni sfumatura del repertorio.

Uno dei momenti più significativi della serata è stato il dialogo continuo con il pubblico. Elisa ha più volte sottolineato il legame speciale con i fan italiani, trasformando il concerto in uno spazio condiviso più che in una semplice performance. Un rapporto che, negli anni, è diventato parte integrante della sua cifra stilistica. E sulle note de Gli ostacoli del cuore Elisa scende tra il pubblico ad abbraciare uno per uno i fan in transenna.

Elisa continua a scegliere la profondità. E il pubblico, ancora una volta, ha risposto presente.

Live report di Stefania Rossi

La scaletta del concerto di Elisa a Roma

Overture
Un filo di seta negli abissi
Stay
Labyrinth
Luce
O forse sei tu
Amore è
Heaven Out of Hell
Dancing
Yashal
Ogni istante
Broken
Ti vorrei sollevare
Anche fragile
Se piovesse il tuo nome
Medley rock
Vivere tutte le vite
L’anima vola
No Hero
Rainbow
Together
Eppure sentire
Gli ostacoli del cuore
A modo tuo

Danilo D'Auria
Classe 1983, vive a Roma dal 2002. In questa città alimenta la sua passione per la fotografia, che cresce giorno dopo giorno. Attratto dall'atmosfera dei concerti, di cui è sempre stato un assiduo frequentatore, dal 2013 è fotografo di musica live. Dal 2014 collabora con la rivista Classic Rock, inoltre scatta anche per La Repubblica XL e 100DECIBEL. Altre sue foto sono state pubblicate su Drum Club e su ExitWell. Per quest'ultima testata ha scattato anche alcune copertine. Ha firmato anche la copertina del numero 41/2014 del magazine americano VENTS.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome