Premio Amnesty International Italia, i finalisti della sezione Big

0
Premio Amnesty

Ci sono artisti e temi molto diversi fra i dieci finalisti del 24° Premio Amnesty International Italia, sezione Big, istituito nel 2003 da Amnesty International Italia e Voci per la Libertà per premiare la migliore canzone sui diritti umani pubblicata nell’anno precedente da un cantante italiano affermato.

Eccoli:

1. Bambole di pezza con Senza permesso (Dolci/ Piccirillo/ Rossi/ Cerri/ Ungarelli/ Spigaroli/ Conocchia)
2. Baustelle con Canzone verde, amore tossico (Bianconi/ Bazzoli/ Bianconi/ Brasini/ Nardelli)
3. Diodato con Non ci credo più (Diodato)
4. Ginevra con Femina (Lubrano)
5. Ibla con Rituale (Iacono)
6. Fiorella Mannoia con Eroi (Abbate/ Mannoia/ Rapetti Mogol/ Di Francesco)
7. Murubutu con Minuscola ( Mariani/ Gazzoli/ Flores/ Mariani)
8. La Niña con Figlia d’ ‘a tempesta (Moccia/ Maddaluno)
9. Piero Pelù con S.O.S. (Pelù)
10. Willie Peyote con Grazie ma no grazie (Bruno/ Vella/ Romeo/ Bestonzo)

Il riconoscimento vuole mettere in luce artisti e canzoni che possono sensibilizzare su temi di grande rilievo attraverso il linguaggio universale della musica. Questo in linea con quanto sottolineato nelle scorse settimane dal rapporto annuale di Amnesty International, che dice fra l’altro: “In un sistema in cui domina la guerra al posto della diplomazia, milioni di persone continuano a resistere. Oggi è più necessario che mai concentrarsi su ciò che deve essere difeso in via prioritaria e a tutti i costi per il bene dei diritti umani”.

La trentesima edizione del festival “Voci per la Libertà”

Il premio sarà conferito durante la 29a edizione del festival “Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty”, che unisce musica, arte e diritti umani e che si terrà a Rovigo dal 24 al 26 luglio con lo slogan “Fai sentire la tua voce”. Assieme al contest per emergenti, ospiti, incontri, testimonial e spettacoli, nella giornata finale verrà consegnato il premio al vincitore della sezione Big.

Ad assegnarlo sarà nelle prossime settimane una giuria composta da giornalisti, conduttori radiofonici e televisivi, intellettuali, addetti ai lavori del settore musicale. Ma anche referenti di Amnesty International Italia e di Voci per la Libertà.

Le dieci canzoni finaliste sono state scelte da Amnesty e Voci per la libertà a partire dalle numerose segnalazioni giunte dal pubblico e dagli addetti ai lavori. Ci sono diversi generi musicali ed età. Una selezione decisamente varia anche per le tematiche affrontate: crisi ambientale, identità e condizione femminile, protesta e solidarietà, migrazioni e resistenza e altro ancora.

Nelle precedenti edizioni hanno vinto il Premio Amnesty, sezione Big:

Il mio nemico di Daniele Silvestri (2003); Pane e coraggio di Ivano Fossati (2004); Ebano dei Modena City Ramblers (2005); Rwanda di Paola Turci (2006); Occhiali rotti di Samuele Bersani (2007); Canenero dei Subsonica (2008); Lettere di soldati di Vinicio Capossela (2009).

Poi, Mio zio di Carmen Consoli (2010); Genova brucia di Simone Cristicchi (2011); Non è un film di Frankie Hi-Nrg MC e Fiorella Mannoia (2012); Gerardo nuvola ‘e Povere di Enzo Avitabile e Francesco Guccini (2013); Atto di forza di Max Gazzè (2014); Scendi giù di Alessandro Mannarino (2015); Pronti a salpare di Edoardo Bennato (2016).

Ancora, Ballata triste di Nada (2017); L’uomo nero di Brunori Sas (2018); Salvagente di Roy Paci & Aretuska feat. Willie Peyote (2019); Io sono l’altro di Niccolò Fabi (2020); Dalle mie parti dei Negramaro (2021); nuovamente Carmen Consoli con L’uomo nero (2022); Severodonetsk di Manuel Agnelli (2023), La mia terra di Diodato (2024) e Onda alta di Dargen D’Amico (2025).

Premio Amnesty

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome