David di Donatello 2026, tutti i vincitori categoria per categoria

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David di Donatello

Si è appena conclusa la cerimonia di consegna dei David di Donatello, i prestigiosi premi cinematografici assegnati dall’Accademia del Cinema Italiano sotto l’alto patrocinio della Presidenza della Repubblica giunti alla settantunesima edizione.

La serata è andata in scena presso il Teatro 23 di Cinecittà, inaugurato proprio in questa speciale occasione e destinato a diventare la casa dei David. A fare da ciceroni durante lo show, Flavio Insinna e Bianca Balti.

Conduzione, ci sia concesso di dirlo, tutt’altro che impeccabile. In particolare Insinna, tra gag diversamente divertenti, lanci raffazzonati, straripante autoreferenzialità e discutibili interruzioni, si è dimostrato spesso preda di un’ansia da cronometro degna del miglior Carlo Conti. Ritrovandosi più volte a scavalcare la sottile linea che separa una ironia forzata da una naturale sgradevolezza.

Trionfo Sossai, tonfo Sorrentino

Da David a Davide: Francesco Sossai con il suo “Le città di pianura” si conferma la vera rivelazione di questa stagione, portando a casa ben otto statuette — tra le quali Miglior film e Miglior regia — e di fatto mettendo fine, seppur momentaneamente, allo strapotere dei Golia del Cinema d’autore… a partire proprio da Paolo Sorrentino, che invece torna a casa a mani vuote: neppure un premio per “La grazia”, a fronte di 14 candidature.

La difesa del Cinema, occhi su Gaza

Nei discorsi di ringraziamento degli artisti premiati non sono mancati riferimenti all’attualità: tante le richieste di supportare e riconoscere con azioni concrete la dignità e la professionalità dei lavoratori dello spettacolo, perché un comparto che ha avuto un così forte impatto culturale, sociale e politico nella storia del nostro Paese non diventi oggetto di vendette e proterve affermazioni di potere da parte di classi politiche tanto stolte quanto poco lungimiranti.

Esplosiva e adorabile Aurora Quattrocchi, giovanissima ultraottantenne piena di talento e genuinità. Vincitrice del David come Migliore attrice protagonista, ha reso onore al titolo del suo film, “Gioia mia”, con un entusiatico appello a mantenere in vita il Cinema e la magia della visione in sala con ogni sforzo.

Spostando poi lo sguardo sul mondo, particolarmente rilevanti le parole del vincitore per il Miglior cortometraggio, Omar Rammal, regista palestinese che ha raccontato l’inferno vissuto dal popolo palestinese vittima di genocidio. E di Lino Musella, vincitore del David come Miglior attore non protagonista, che ha ricordato in modo accorato il valore dell’operazione umanitaria della Global Sumud Flotilla.

Entrambi hanno concluso il loro discorso con un altrettanto accorato “Palestina libera”, così come hanno fatto i vincitori del David per il Miglior suono.

Messaggio, dal punto di vista di chi scrive, mai sufficientemente reiterato. In particolare da parte di chi ha il potere di fare del proprio privilegio e della propria Arte amplificatori universali e potenti motori di solidale indignazione e di materiale impegno nel cambiare le sorti delle genti oppresse.

I momenti di spettacolo

Ad aprire la serata, un numero in stile Broadway con Annalisa che ha iniziato a cantare Bang Bang circondata da ballerini con abiti celebri della storia del Cinema. Per poi fonderla con la sua Esibizionista e chiudere di nuovo con il ritornello del brano di Cher.

Arisa ha omaggiato il genio di Charlie Chaplin e il capolavoro “Tempi moderni” con una emozionante ed elegantissima interpretazione di Smile. Poi, Tommaso Paradiso ha proposto la sanremese I romantici sullo scorrere delle immagini di amatissime pellicole italiane.

Infine, Francesca Michielin con Nessun grado di separazione ha accompagnato il segmento “In memoriam”.

David alla Carriera

Il David alla Carriera è stato assegnato a Gianni Amelio con la seguente motivazione: «L’Accademia del Cinema Italiano è onorata di assegnare il David di Donatello alla Carriera a Gianni Amelio celebrandone così l’immensa conoscenza del cinema, quasi una magnifica ossessione afferma in una nota Piera Detassis, Presidente e Direttrice Artistica dell’Accademia del Cinema Italiano.

La sua visione del mondo è profondamente umanistica e insieme intimamente immersa nella materia cinematografica. Nei suoi movimenti di macchina, nella densità delle inquadrature, nel rapporto quasi carnale con gli attori, tutti i più grandi, il cinema diventa forma viva, concreta, pulsante.

E a imporsi è l’emozione nei confronti degli esseri umani, soprattutto gli esclusi, i dimenticati, gli antagonisti. I teneri che non trovano casa nel mondo e che nel racconto assumono una levatura morale altissima.

Gianni Amelio è il cinema.[…] Il David alla Carriera vuol essere il ringraziamento per la vertigine narrativa che continuano a regalarci le sue opere».

David Speciale 2026

Il David Speciale 2026 è stato assegnato a Bruno Bozzetto. Queste le parole di Piera Detassis:

«“Carosello”, “Il signor Rossi”, “West and Soda”, “Allegro non troppo”: ci sono parole, personaggi e titoli che hanno il potere di riassumere magicamente il senso e la storia di un Paese, il nostro, tra boom italiano e rivoluzione dei costumi.

Li ha inventati e vissuti tutti, e non solo, Bruno Bozzetto, il signore — così gli piace definirsi — dell’animazione italiana, che l’Accademia del Cinema ha l’onore di celebrare con il David Speciale della 71ª edizione.
La sua è una storia straordinaria, interamente dedicata a un’arte, quella del cartoon, che in Italia meriterebbe più attenzione. E che, grazie a Bozzetto è diventata adulta e ottenuto riconoscimento internazionale.

Una carriera variegata, brillante e unica, che include tanti premi e una candidatura all’Oscar, l’uso della tecnica mista, le invenzioni pubblicitarie con slogan indimenticabili come Unca Dunca e Buc il Bucaniere corredati da veri e propri corti d’autore. Tra i tanti, un Oscar per Stock con la musica di Enzo Jannacci. […]

Una creatività che origina in casa, in famiglia, ma da lì arriva in tutto il mondo e oggi, grazie ai figli, si perpetua nell’iconico marchio Studio Bozzetto. […] Senza mai perdere di vista le proprie radici».

Il Premio Cinecittà David 71

Infine, a ricevere il Premio David Cinecittà 71, promosso da Cinecittà in collaborazione con l’Accademia del Cinema Italiano, dedicato alle personalità che con la propria opera hanno contribuito all’immagine del cinema italiano nel mondo, è stato il Maestro Vittorio Storaro, tre Premi Oscar e oltre 50 film in carriera.

Così Piera Detassis:

«Il riconoscimento Speciale Cinecittà David 71 all’autore della fotografia Vittorio Storaro rappresenta per l’Accademia del Cinema italiano un grande onore. E il modo più bello per festeggiare un immenso talento. E con lui, un anniversario speciale, i cinquant’anni di “Novecento”, il capolavoro di Bernardo Bertolucci.

La fotografia e la luce del maestro Storaro hanno scolpito per sempre nel nostro immaginario quella traversata magistrale attraverso la Storia d’Italia, dalla Grande Guerra al fascismo alla Liberazione visti con gli occhi degli umili, i contadini e i braccianti. E con il respiro dell’umanità. Grazie anche per questo».

Durante la consueta cerimonia di presentazione dei candidati al Quirinale, condotta martedì mattina da Claudio Bisio e arricchita dagli intermezzi musicali di Stefano Di Battista — che ha eseguito i temi di alcune indimenticabili colonne sonore insieme al suo Jazz Quartet —, è stato annunciata la consegna del David Speciale 2025 a Ornella Muti, che lo scorso anno non aveva potuto presenziare al gala.

In grassetto, i premiati categoria per categoria.

Film

Cinque secondi – Paolo Virzì
Fuori – Mario Martone
La grazia – Paolo Sorrentino
Le assaggiatrici – Silvio Soldini
Le città di pianura – Francesco Sossai

Regia

Mario Martone (Fuori)
Gabriele Mainetti (La città proibita)
Paolo Sorrentino (La grazia)
Silvio Soldini (Le assaggiatrici)
Francesco Sossai (Le città di pianura)

Attore protagonista

Valerio Mastandrea (Cinque secondi)
Claudio Santamaria (Il Nibbio)
Toni Servillo (La grazia)
Pierpaolo Capovilla (Le città di pianura)
Sergio Romano (Le città di pianura)

Attrice protagonista

Valeria Bruni Tedeschi (Duse)
Barbara Ronchi (Elisa)
Valeria Golino (Fuori)
Aurora Quattrocchi (Gioia mia)
Anna Ferzetti (La grazia)
Tecla Insolia (Primavera)

Attore non protagonista

Francesco Gheghi (40 secondi)
Vinicio Marchioni (Ammazzare stanca – Autobiografia di un assassino)
Fausto Russo Alesi (Duse)
Lino Musella (Nonostante)
Roberto Citran (Le città di pianura)
Andrea Pennacchi (Le città di pianura)

Attrice non protagonista

Valeria Golino (Breve storia d’amore)
Valeria Bruni Tedeschi (Cinque secondi)
Barbara Ronchi (Diva futura)
Matilda De Angelis (Fuori)
Milvia Marigliano (La grazia)
Silvia D’Amico (Tre ciotole)

Esordio alla regia

Ludovica Rampoldi (Breve storia d’amore)
Margherita Spampinato (Gioia mia)
Greta Scarano (La vita da grandi)
Alissa Jung (Paternal leave)
Alberto Palmiero (Tienimi presente)

Sceneggiatura originale

Cinque secondi – Francesco Bruni, Carlo Virzì, Paolo Virzì
Duse – Letizia Russo, Guido Silei, Pietro Marcello
Gioia mia – Margherita Spampinato
La grazia – Paolo Sorrentino
Le città di pianura – Francesco Sossai, Adriano Candiago

Sceneggiatura non originale

40 secondi – Vincenzo Alfieri, Giuseppe G. Stasi
Elisa – Leonardo Di Costanzo, Bruno Oliviero, Valia Santella
Fuori – Mario Martone, Ippolita Di Majo
Le assaggiatrici – Doriana Leondeff, Silvio Soldini, Lucio Ricca, Cristina Comencini, Giulia Calenda, Ilaria Macchia
Primavera – Ludovica Rampoldi

Produttore

Duse
Carlo Degli Esposti, Nicola Serra, Marco Grifoni per Palomar (Mediawan Company) – Benedetta Cappon per Avventurosa – Rai Cinema – Piperfilm, Alexandra Henochsberg, Pierre-François Piet per Ad Vitam Films

Gioia mia
Benedetta Scagnelli, Alessio Pasqua, Gianluca Arcopinto, Claudio Cofrancesco per Yagi Media – Paolo Butini, Ivan Caso, Filippo Barracco

Le assaggiatrici
Lionello Cerri e Cristina Mainardi per Lumière & Co. – Joseph Rouschop per Tarantula (Belgio) – Katrin Renz e Stefan Jäger per Tellfilm (Svizzera)

Le città di pianura
Marta Donzelli e Gregorio Paonessa per Vivo Film con Rai Cinema – Philipp Kreuzer per Maze Pictures, Cecilia Trautvetter

Un film fatto per bene
Andrea Occhipinti per Lucky Red – Marco Alessi per Dugong Films – Beatrice Bulgari per Eolo Film Productions

Autore della fotografia

Marco Graziaplena (Duse)
Paolo Carnera (La città proibita)
Daroa D’Antonio (La grazia)
Renato Berta (Le assaggiatrici)
Massimo Kuveiller (Le città di pianura)

Compositore

Franco Amurri (La città proibita)
Mauro Pagani (Le assaggiatrici)
Krano (Le città di pianura)
Fabio Massimo Capogrosso (Primavera)
Trent Reznor & Atticus Ross (Queer)

Scenografia

Duse
Scenografia: Gaspare De Pascali
Arredamento: Carlotta Desmann

La città proibita
Scenografia: Andrea Castorina
Arredamento: Marco Martucci

La grazia
Scenografia: Ludovica Ferrario
Arredamento: Laura Casalini

Le assaggiatrici
Scenografia: Paola Bizzarri, Igor Gabriel

Le città di pianura
Scenografia: Paula Meuthen
Arredamento: Emilia Bonsembiante

Canzone originale

Arrivederci tristezza
Titolo: Arrivederci tristezza
Musica di: Brunori Sas
Testi di: Brunori Sas
Interpretata da: Brunori Sas

Buen camino
Titolo: La prostata enflamada
Musica di: Luca Medici (in arte Checco Zalone), Antonio Iammarino
Testi di: Luca Medici (in arte Checco Zalone), Antonio Iammarino
Interpretata da: Checco Zalone

Follemente
Titolo: Follemente
Musica di: Claudia Lagona (in arte Levante)
Testi di: Claudia Lagona (in arte Levante)
Interpretata da: Levante

Le città di pianura
Titolo: Ti
Musica di: Marco Spigariol (in arte Krano)
Testi di: Marco Spigariol (in arte Krano)
Interpretata da: Krano

Queer
Titolo: Vaster than Empires
Musica di: Trent Reznor & Atticus Ross
Testi di: Trent Reznor, William Burroughs, Atticus Ross
Interpretata da: Caetano Veloso, Trent Reznor, Atticus Ross

Costumi

Ursula Patzak (Duse)
Susanna Mastroianni (La città proibita)
Carlo Poggioli (La grazia)
Marina Roberti (Le assaggiatrici)
Maria Rita Barbera – Gaia Calderone (Primavera)

Trucco

Maurizio Fazzini (Duse)
Paola Gattabrusi (La grazia)
Esmé Sciaroni (Le assaggiatrici)
Vincenzo Mastrantonio per il trucco, Adele Di Trani ed Emanuele De Luca per il trucco prostetico o special make-up (Primavera)
Fernanda Perez per il trucco, Jason Hamer per il trucco prostetico o special make-up (Queer)

Acconciatura

Marco Perna (Fuori)
Teresa Di Serio (Il maestro)
Samankta Mura (Le assaggiatrici)
Marta Iacoponi (Primavera)
Massimo Gattabrusi (Queer)

Montaggio

Vincenzo Alfieri (40 secondi)
Jacopo Quadri (Fuori)
Giogio’ Franchini (Il maestro)
Francesco Di Stefano (La città proibita)
Cristiano Travaglioli (La grazia)
Paolo Cottignola (Le città di pianura)

Suono

Fuori
Presa diretta: Maricetta Lombardo
Montaggio del suono: Silvia Moraes
Creazione suoni: Piergiorgio De Luca
Mix: Giancarlo Rutigliano

La città proibita
Presa diretta: Angelo Bonanni
Montaggio del suono: Giulio Previ
Creazione suoni: Mirko Perri
Mix: Michele Mazzucco

Le assaggiatrici
Presa diretta: Antoine Vandendriessche
Montaggio del suono: Daniela Bassani
Creazione suoni: Stefano Grosso
Mix: Giancarlo Rutigliano

Le città di pianura
Presa diretta: Marco Zambrano
Montaggio del suono: Francesco Mauro
Creazione suoni: Sebastian Pablo Poloni
Mix: Francesco Tumminello

Primavera
Presa diretta: Gianluca Scarlata
Montaggio del suono: Davide Favargiotti
Creazione suoni: Daniele Quadroli
Mix: Nadia Paone

Effetti visivi VFX

Itaca – Il ritorno
Supervisore VFX: Gaia Bussolati
Producer VFX: Enrico Bernocchi

La città proibita
Supervisore VFX: Stefano Leoni
Producer VFX: Andrea Lo Priore

La grazia
Supervisore VFX: Rodolfo Migliari
Producer VFX: Lena Di Gennaro

La valle dei sorrisi
Supervisore VFX: Giuseppe Squillaci
Producer VFX: Daniele Mischianti

Queer
Supervisore VFX: Marco Fiorani Parenzi
Producer VFX: Virginia Cefaly

Casting

Marco Matteo Donat-Cattin, Federica Baglioni (40 secondi)
Margherita Spampinato, Giulia Tarquini (Gioia mia)
Anna Maria Sambucco, Massimo Appolloni (La grazia)
Laura Muccino, Liza Stutzky (Le assaggiatrici)
Adriano Candiago (Le città di pianura)

Documentario – Premio Cecilia Mangini

Bobò – Pippo Delbono
Ferdinando Scianna – Il fotografo dell’ombra – Roberto Andò
Roberto Rossellini – Più di una vita – Ilaria De Laurentiis, Andrea Paolo Massara, Raffaele Brunetti
Sotto le nuvole – Gianfranco Rosi
Toni mio padre – Anna Negri

Film internazionale

Io sono ancora qui – Walter Salles
La voce di Hind Rajab – Kaouther Ben Hania
The Brutalist – Brady Corbet
Un semplice incidente – Jafar Panahi
Una battaglia dopo l’altra – Paul Thomas Anderson

Cortometraggio

Astronauta – Giorgio Giampà
Ciao, Varsavia – Diletta Di Nicolantonio
Everyday in Gaza – Omar Rammal
Festa in famiglia – Nadir Taji
Tempi supplementari – Matteo Memè

David giovani

40 secondi – Vincenzo Alfieri
La grazia – Paolo Sorrentino
Le assaggiatrici – Silvio Soldini
Le città di pianura – Francesco Sossai
Per te – Alessandro Aronadio

David dello spettatore

Buen camino di Gennaro Nunziante

David Rivelazioni Italiane

Lo scorso 6 marzo a Firenze, a Palazzo Medici Riccardi — dove la scultura originale in bronzo del David di Donatello, la cui riproduzione da oltre 70 anni premia il miglior cinema italiano, ha avuto la sua prima sede dal 1440 al 1495 —  è andata in scena la terza edizione dei “Davidini” riservati alle giovani promesse under 30 del nostro Cinema. A ricevere le statuette sono stati Giulia Maenza, Vincenzo Crea, Ludovica Nasti, Emanuele Maria Di Stefano, Alma Noce e Gianmarco Franchini.

A selezionare i vincitori per la qualità del loro lavoro è stata Piera Detassis, Presidente e Direttrice Artistica dell’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello, con il Consiglio Direttivo su una preselezione realizzata dall’Unione Italiana Casting Director U.I.C.D. in dialogo con le associazioni di agenti A.S.A. e L.A.R.A.

Il premio è organizzato da Fondazione Sistema Toscana con l’Accademia del Cinema Italiano Premi David di Donatello, sotto l’egida del Ministero della Cultura e con il sostegno di Regione Toscana, Comune di Firenze, Fondazione CR Firenze e Camera di Commercio di Firenze.

Questo è il sito ufficiale dei Premi David di Donatello.
Chiara Rita Persico
Classe ’83, nerd orgogliosa e convinta, sono laureata con lode in ingegneria dei sogni rumorosi ed eccessivi, ma con specializzazione in realismologia e contatto col suolo. Scrivo di spettacolo da sempre, in italiano e in inglese, e da sempre cerco di capirne un po’ di più della vita e i suoi arzigogoli guardandola attraverso il prisma delle creazioni artistiche di chi ha uno straordinario talento nel raccontarla con sincerità, poesia e autentica passione.

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