I quattordici film della rassegna sono l’essenza del profilo dell’autore di MASH, il film che lo ha reso celebre in tutto il mondo
Il cinema di Robert Altman ha attraversato generi e decenni costruendo un mosaico di storie e personaggi, a partire da MASH* (1970), dove un gruppo di medici militari affronta con ironia e anarchia l’assurdità della guerra di Corea, seguito nello stesso anno da Anche gli uccelli uccidono, racconto surreale di un giovane che sogna di volare mentre una serie di omicidi misteriosi sconvolge la città. Con I compari (1971) Altman rilegge il western attraverso la vicenda di un giocatore d’azzardo e di una donna che tentano di costruire un’impresa nel West, mentre Images (1972) sprofonda nella psiche di una scrittrice incapace di distinguere tra realtà e allucinazione. In Il lungo addio (1973) il detective Marlowe si muove in una Los Angeles ambigua e disillusa, preludio al grande affresco corale di Nashville (1975), dove musica, politica e vite individuali si intrecciano in un ritratto complesso dell’America. L’identità diventa fluida e inquieta in Tre donne (1977), mentre Quintet (1979) immagina un futuro gelido in cui la sopravvivenza passa attraverso un gioco mortale.
Negli anni ’80, con Follia d’amore (1985), Altman si concentra su una relazione ossessiva e autodistruttiva, e con Terapia di gruppo (1987) ironizza sulle nevrosi contemporanee e sul mondo della psicoanalisi. Il decennio successivo si apre con Vincent & Theo (1990), intenso ritratto del legame tra Van Gogh e il fratello, per poi proseguire con I protagonisti (1992), satira spietata dell’industria hollywoodiana, e America oggi (1993), grande mosaico di esistenze intrecciate nella Los Angeles contemporanea. Infine, con Gosford Park (2001), il regista costruisce un raffinato racconto corale ambientato nell’Inghilterra aristocratica, dove un omicidio porta alla luce tensioni sociali e segreti nascosti.
Robert Altman nacque il 20 febbraio 1925 a Kansas City, nel Missouri, in una famiglia benestante di origini tedesche e irlandesi. Dopo gli studi in collegi cattolici, durante la Seconda guerra mondiale presta servizio come pilota di bombardieri nella U.S. Army Air Forces, un’esperienza che contribuisce a formare il suo sguardo disincantato e critico nei confronti delle istituzioni e della guerra, evidente in seguito in film come MASH*. Terminato il conflitto, Altman si avvicina al mondo del cinema quasi per caso, iniziando a lavorare nella sua città natale per una compagnia di film industriali, la Calvin Company, dove realizza numerosi cortometraggi e documentari. Questa fase è fondamentale per sviluppare il suo stile pratico e sperimentale. Negli anni ’50 e ’60 si trasferisce a Hollywood, lavorando soprattutto in televisione e dirigendo episodi di serie popolari, tra cui Bonanza e Alfred Hitchcock Presents, ma senza ancora ottenere un vero riconoscimento autoriale.
ll successo arriva relativamente tardi, a 45 anni, con MASH* (1970), che lo rende una figura centrale della New Hollywood, il movimento cinematografico cui si deve la rivoluzione della cinematografia americana, facendo emergere registi come Altman, Francis Ford Coppola e Martin Scorsese tra gli altri. Nonostante il riconoscimento internazionale, Altman avrà sempre un rapporto difficile con l’industria cinematografica: indipendente e poco incline ai compromessi, alterna grandi successi a periodi di difficoltà produttiva, soprattutto negli anni ’80, quando lavora spesso in teatro e in produzioni minori. Il regista dal carattere anticonformista e da uno stile di vita libero ha sempre amato il jazz e della cultura popolare americana ed è stato sposato tre volte e ha avuto sei figli. Negli anni ’90 fonda anche una propria casa di produzione per mantenere maggiore controllo creativo sui suoi progetti.
Colpito da problemi di salute negli ultimi anni della sua vita, continua comunque a lavorare fino alla fine, dirigendo Radio America nel 2006. Nello stesso anno riceve un Oscar onorario alla carriera dall’Academy of Motion Picture Arts and Sciences, che finalmente ha riconosciuto la sua influenza sul cinema. Muore il 20 novembre 2006 a Los Angeles, lasciando un’eredità artistica fondamentale per generazioni di registi.
I film della rassegna:
Domenica 10 maggio, ore 18.15: America oggi; Martedì 12 maggio, ore 19.00: M.A.S.H; Venerdì 15 maggio, ore 14.45: Terapia di gruppo; Lunedì 18 maggio, ore 17.00: Images; Mercoledì ore 16.30: Follia d’amore; Sabato 23 maggio, ore 15: Il lungo addio; Lunedì 25 maggio, ore 21.00: Anche gli uccelli uccidono; Mercoledì 27 maggio, ore 18.345: Nashville; Sabato 30 maggio, ore 18.45: Quintet; Domenica 31 maggio, ore 16.30: Vincent e Theo; Lunedì 1 giugno, ore 17.00: I protagonisti; Venerdì 5 giugno, ore 17.00: I compari; Domenica 7 giugno, ore 18.45: Tre donne; Martedì 10 giugno, ore 21.00: Gosford Park.






































