Illusione
di Francesca Archibugi
con Jasmine Trinca, Michele Riondino, Angelina Andrei, Vittoria Puccini, Francesca Reggiani
Ragazzina vestita da modella, massacrata dalla mafia dell’Est sotto un cavalcavia a Perugia. Morta. No, viva. Nome Rosa, cognome Lazar (simbolico, torna dalla morte), sempre allegra. No, psicotica. Strana. Strana anche la mamma che l’ha affidata a un nipote che promette sfilate a Parigi e la porta tra le prostitute per i politici del Parlamento Europeo. Ma Rosa è così strana da diventare anche lì una leggenda, intoccabile: la Vergine Moldava. Ora, affidata allo psicologo Riondino, la Vergine fa di tutto per inguaiarlo (lei vive di visioni) ma lui fa di tutto per farsi inguaiare. Come psicologo è strano. Avrebbe bisogno di uno psicologo. Strani anche il vicequestore (Timi) e la sostituta procuratrice (Trinca), così rigida, asociale e snob (guarda male le famiglie, guida un’auto a due posti…), ma onesta… Strana anche la suocera dello psicologo e vedrete perché. Strano il film. Più che Illusione (della ragazza dell’Est che spera in una vita da film rosa all’Ovest) si potrebbe intitolare “allucinazione”. Perché nonostante tutte queste premesse sociopedagogiche propone un lieto fine e il trionfo della giustizia. Strano. E un po’ tedioso…





































