L’evento è organizzato da Cooperativa Ruah con Lab 30 film
Il festival della durata di cinque giornate e 20 film, di cui dieci cortometraggi e cinque documentari in concorso e diversi titoli fuori concorso, propone anche 30 eventi complessivi tra proiezioni, incontri con registi e attori, spettacoli, mostre e workshop; più di 40 collaborazioni con enti e organizzazioni, istituzionali e non, del territorio ma anche d’Italia.
Tra i film in concorso, tutti in anteprima per la bergamasca, tre anteprime italiane assolute: Praye di Sofia Geweiler (Portogallo 2025), Halima di Linda Verweyen (Germania, 2025) e N.74 Senza nome di Davide Grotta (Italia, 2025).
Il programma deve qualità e vivacità anche alla nuova guida artistica di Maurizio Bousso, attore romano afrodiscendente conosciuto al grande pubblico, protagonista anche del cortometraggio in concorso Rise Up.
Film d’apertura fuori concorso, in collaborazione con Bergamo Film Meeting International Film Festival, Porte Gagage di Adbelkarin El-Fassi, vincitore della Mostra Concorso del 44° BFM e perfetta incarnazione dei temi IFF: regista dalla doppia appartenenza culturale e, al centro del racconto, identità, migrazioni e rapporto con le proprie radici (martedì 12 maggio).
Fuori concorso anche Every Day in Gaza di Omar Rammal, girato nella Striscia nel 2025, ha commosso il mondo (mercoledì 13). Legato a Gaza anche il documentario The Encampment degli statunitensi Workman e Pritsker: racconto dell’occupazione studentesca della Columbia University contro il genocidio palestinese e della violenta risposta istituzionale (giovedì 14).
Film cult è L’odio di Mathieu Kassovitz: tornano i tre ragazzi della banlieu parigina, di tre diverse etnie, che hanno stregato intere generazioni (sabato 16 – con talk in collaborazione con L’Università di Bergamo).
Tra le storie portate dai film in concorso anche l’ingiusto accanimento della giustizia italiana contro Maysoon Majidi, attivista curda, oltre a vicende di rotte migratorie, violenza di genere, desideri di pace, affetti lontani.
Tra gli ospiti il pluripremiato giornalista Gabriele Del Grande con il monologo multimediale Il secolo è mobile, viaggio tra storia e futuro delle migrazioni (mercoledì 13).
Presente anche l’artista romano di origini egiziane Mosa One con l’installazione Per andare oltre (da martedì 12) e un workshop su confini, identità e distanze (sabato 16 – su iscrizione).
Infine sarà affidata a Fatima Romina Ali, attrice e doppiatrice italiana di origini somale, la conduzione degli incontri con registi e attori.







































