Con la premiazione di ieri a Sestri Levante si è concluso il RIFF 2026. Il respiro internazionale della manifestazione è sempre più evidente e la risposta del pubblico cresce di anno in anno. Ritrovarsi un sabato sera in una sala cinematografica senza un posto libero a vedere un film tedesco con i sottotitoli è un’esperienza che forse solo al Riviera International Film Festival si può fare.
Péter Magyar
Del RIFF 2026 resteranno molte cose, ma soprattutto la serata inaugurale con Péter Magyar, nuovo premier ungherese. La sua presenza in sala è stata un colpo mediatico senza pari. Su questo non ci piove.
Sulla scelta di aprire il festival con un documentario fuori concorso, così “politico”, sono invece lecite opinioni diverse. Di per sé quello di Tamás Yvan Topolánszky è un buon lavoro, ma giocoforza “incompleto”. Il racconto della “discesa in campo” e della scalata al potere di Magyar funziona alla grande, manca invece totalmente il ritratto di chi fosse prima di lanciarsi in questa avventura. Un buco non da poco se a guardare il documentario è qualcuno che del politico ungherese conosce poco o nulla.
I film
Dieci film, sette dei quali europei e tre americani. Italia ancora una volta assente, come Africa, Asia e Oceania. Grande attenzione alla parità di genere, con sei film firmati da giovani registe. Due le commedie, due i film con elementi di azione, sei i drammatici (due dei quali, sia pure molto diversi fra loro, a tema violenza sessuale).
Questo il quadro di una selezione che ha offerto un livello mediamente alto, con almeno un paio di titoli che meriterebbero da subito una distribuzione importante.
Curiosità: su dieci edizioni, in nove occasioni ha vinto un film europeo. Unica eccezione, il primo anno, il successo del colombiano El abrazo de la serpiente. Quest’anno ha vinto Karla, un film tedesco, e così le vittorie della Germania salgono a due, come quelle dell’Ungheria. La Mitteleuropa va sempre forte al RIFF.
I premi
I verdetti delle giurie fanno sempre discutere ed anche quello di quest’anno non fa eccezione. I singoli premi sono tutti accettabili ed in qualche caso anche pienamente condivisibili.
È difficile credere però che sia stato quasi totalmente ignorato A Fading Man, film che un riconoscimento importante lo meritava, eccome. Il solo premio degli studenti sembra davvero un contentino o poco più.
Alla fine della fiera, sette film su dieci hanno ottenuto almeno un premio. Difficile immaginare un festival con una percentuale più alta. E a proposito di premi, allargando un po’ il discorso a tutte le sezioni, ieri ne sono stati consegnati, menzioni comprese, ventitré. Con tre premi nuovi di zecca, creati quest’anno. Anche questo è probabilmente un record.
L’ultima giornata
La premiazione non ha monopolizzato l’ultima giornata del RIFF 2026, che ha offerto anche molti altri momenti interessanti, come la masterclass di Silvio Soldini, l’incontro “Rising Stars: le nuove voci del cinema italiano” e quello con il cast di Gomorra – Le origini.
Molto bella è stata anche la scelta di proiettare come ultimo film all’Ariston, ovviamente fuori concorso, Santa Maradona, pellicola di Marco Ponti (presente in sala) che usciva esattamente 25 anni fa. Il film recentemente è stato restaurato dal Museo del Cinema di Torino.
Le dichiarazioni
«La cosa che più ci rende orgogliosi sono le presenze al cinema che certificano la fedeltà e la passione del pubblico – commenta il presidente del Riff Stefano Gallini Durante –. Il Festival è diventato una garanzia in termini di qualità grazie, in primis, proprio al livello eccezionale dei film. Un apprezzamento che ritroviamo nell’eco avuta sui media italiani e anche internazionali, a coronamento di dieci anni di incredibile lavoro da parte di tutti e mosso dalla passione per il cinema. Questo Festival ha ormai raggiunto un’altissima qualità artistica e culturale, e proprio per questo non posso che rinnovare l’appello alle istituzioni pubbliche affinché investano con sempre più convinzione e risorse sulla cultura, capace di attirare un pubblico di qualità e di elevare le menti e lo spirito delle persone».
«È stato il Festival della consacrazione, la decima edizione a coronamento di una scommessa “ribelle” lanciata nel 2017 e che, anno dopo anno, ha reso il Riff un appuntamento imprescindibile per i giovani talenti e un evento ormai riconosciuto dai media di settore per la forza dei suoi contenuti – riflette Vito D’Onghia, presidente della Fondazione Riviera International –. Vedere, poi, centinaia e centinaia di ragazzi riempire il cinema per tutta la settimana e le strade di Sestri Levante affollate di appassionati venuti apposta per seguire i talk e i panel e incontrare da vicino i loro idoli, è il più bel riconoscimento al lavoro svolto da tutto il nostro fantastico staff nell’arco dell’anno».





































