E i figli dopo di loro
di Ludovic e Zoran Boukherma
con Paul Kircher, Angelina Woreth, Sayyid El Alami, Louis Memmi, Ludivine Sagnier
Il film è passato a Venezia nel 2024. Racconta una guerra nella Francia degli anni Novanta in una valle nell’est dove le acciaierie hanno smesso di funzionare : il quattordicenne Anthony, ragazzo dinoccolato con un occhio strano, mentre vaga in compagnia del cugino incontra la ragazza Stephanie, bella e impossibile, è invitato a una festa, ci va con l’intoccabile Yamaha da cross della gioventù del padre e lì, dopo uno scontro con ragazzi arabi, gliela rubano e la bruciano. Padre arrabbiatissimo. Il mondo crolla addosso ad Anthony e continua a crollare per tutti, per 7 anni: lavori precari, delusioni sentimentali, conflitti sessuali, brutalità, povertà, la punizione durissima del ragazzo arabo, la disgregazione della famiglia, il futuro che si avvicina rapido e non promette niente di buono, mentre Anthony cresce, si trasforma, si prende le sue legnate e le sue dosi d’amore prima di andare volontario nell’esercito. I gemelli Ludovic e Zoran Boukherma hanno confezionato un’educazione sentimentale ruvida, survoltata dai fulmini dell’adolescenza, di quasi tre ore che guarda a un realismo proletario muscolare da scuola del dolore di Bruno Dumont, qualcosa dei Dardenne e tanto cinema nazionalpopolare anche straniero: si somministra lento e biblico e sembra non finire mai, con tanta musica emotiva. Dal romanzo di Nicholas Mathieu premio Goncourt 2018







































