The Lunch: A letter to America
di Gianluca Vassallo
Che triste l’America mentre si preparava a rivotare Trump. Uno specchio che si è rotto. Seguiamo i frammenti dello specchio nella settimana di novembre prima del voto del 2024. La campagna elettorale dove si dice che Kamala Harris importa stupratori dal messico. Il meccanico ispanico che spiega il duro lavoro dell’integrazione. Un repubblicano che aveva amato Reagan perplesso da Trump. Un film (Cuore solitario) dove Reagan ha fatto cambiare una frase quasi pensando a un futuro elettorale. Credenti che si chiedono delle profezie dove la Russia è alleata della Persia contro Israele. Un trumpiano zoppo che fa pipì e la doccia canticchiando The Boxer di Simon& Garfunkel e ancora folli, attivisti, millenaristi, fanatici. Il titolo, The Lunch, mostra che il duro lavoro di un cuoco messicano (un vitello che abbiamo seguito nel docu fino alla macellazione) viene servito sotto forma di hamburger al trumpiano zoppo che ringrazia contento. Le due parti dell’America, quella dei migranti che porterebbe “sangue infetto” e quella dei “nativi” che ritiene Trump “il pompiere” che salverà l’America in fiamme, sono collegate. E le unisce la lamentazione di un poeta, America, ti ho dato tutto e ora non sono nulla. Allen Ginsberg, America, profezia beat scritta nel 1956.







































