C’è un festival in Puglia che negli anni ha imparato a raccontare il territorio trasformandolo in esperienza, viaggio, emozione condivisa. Un festival che non si limita a portare la musica nei luoghi più belli della regione, ma che sembra cucirla addosso ai paesaggi, alla pietra, ai silenzi e alla luce dell’estate pugliese.
Succede così che un concerto possa prendere vita nel cuore delle Grotte di Castellana, tra pareti scolpite dal tempo e riverberi naturali che amplificano ogni nota. Oppure in un’arena naturale con sullo sfondo la straordinaria bellezza di Ostuni, la “città bianca” sospesa tra cielo e mare al tramonto. E poi ancora masserie, piazze, tenute vitivinicole immerse nella campagna della Valle d’Itria, fino al fascino magnetico e quasi mistico di Castel del Monte, l’enigmatico ottagono federiciano che sembra nato per accogliere musica e contemplazione, o all’incanto del Parco Archeologico di Egnazia, dove le note si intrecciano con la memoria millenaria della pietra.
È proprio questa una delle magie del Locus Festival: trasformare ogni concerto in un’esperienza multisensoriale, dove il viaggio verso il live conta quasi quanto il live stesso e dove la Puglia smette di essere semplice cornice per diventare parte integrante dello spettacolo.
Abbiamo visto il Locus nascere nel 2005 e crescere sin dalle prime edizioni di Locorotondo, quando già si intuiva la forza di una visione culturale capace di guardare oltre i confini regionali. Oggi, alla ventiduesima edizione, quella crescita appare impressionante, quasi simbolica della trasformazione vissuta dalla stessa Puglia negli ultimi vent’anni: una terra diventata destinazione internazionale, protagonista di un boom turistico che ha contribuito a ridefinire il volto dell’economia regionale, oggi tra le più dinamiche del Mezzogiorno.
Eppure, nonostante il successo internazionale e le dimensioni raggiunte, il festival non ha mai perso la propria identità originaria. Fin dalle prime edizioni le proposte artistiche sono state di altissimo livello, grazie a una direzione artistica lucida e coraggiosa affidata da anni a Gianni Buttiglione e a Bass Culture, realtà che ha saputo portare in Puglia artisti e produzioni di respiro mondiale senza mai snaturare il legame autentico con il territorio.
L’edizione 2026 conferma questa identità aperta e trasversale, capace di attraversare rock, soul, jazz, elettronica, cantautorato e ricerca sonora. Il festival si aprirà il 18 giugno a Molfetta con l’energia provocatoria dei Kneecap, ma uno dei momenti più attesi arriverà appena cinque giorni dopo a Bari, con David Byrne. L’ex leader dei Talking Heads torna infatti al Locus dopo l’indimenticabile concerto del 2009 alla Cantina Sociale di Locorotondo, rimasto nella memoria di molti come uno degli eventi simbolo della storia del festival.
Nel capoluogo pugliese arriveranno altri grandi nomi della scena internazionale come il progetto “BEAT 80’s dei King Crimson”, con musicisti del calibro di Adrian Belew, Steve Vai e Tony Levin. E ancora l’ormai leggendario bassista Marcus Miller che presenta “We Want Miles!”, omaggio all’universo di Miles Davis insieme a musicisti straordinari come Mike Stern e Bill Evans.
Sempre a Bari arriverà il rock degli Skunk Anansie (24 Luglio) Ma se le atmosfere soul e R&B sono più nelle vostre corde, nella stessa serata, pochi chilometri più a sud, tra le distese di ulivi pugliesi la voce sensazionale di John Legend vibrerà nella notte di Ostuni.
Dopo il concerto di Morrissey a Ostuni, — definito dallo stesso artista la migliore data del tour 2025 tanto da scegliere una foto del backstage come cover del singolo Make Up Is A Lie — il festival ospiterà l’altro artista che ha costituito il DNA degli Smiths, il chitarrista Johnny Marr atteso il 18 Luglio a Tenuta Bocca di Lupo, presso Minervino Murge.
Ma il cuore emotivo del festival continuerà a battere a Locorotondo, dove il Locus è nato e dove dal 7 al 14 agosto si ritrova ogni anno la sua anima più autentica. Incontri culturali, talk radiofonici con Radio Capital, proiezioni di film a tema e concerti a Masseria Ferragnano costruiscono un’atmosfera che va oltre la semplice dimensione del live.
Qui si alterneranno artisti molto diversi tra loro ma accomunati da una forte identità musicale: Marco Castello, Jalen Ngonda, Mannarino, gli Ezra Collective, i cantautori romani Fulminacci e Daniele Silvestri, Vinicio Capossela con uno speciale concerto ai 30 anni de “Il ballo di San Vito”, accompagnato dalla rivelazione dello scorso anno La Niña.
Sempre a Locorotondo l’atteso live di Thundercat, figura di culto della scena underground e “black” di Los Angeles celebrata sia dalla critica che dal grande pubblico, poi il gran finale della settimana con due nomi simbolo dell’elettronica dal vivo: Subsonica e The Orb, in una serata che promette di unire club culture, ricerca sonora e visione artistica.
Tra gli altri appuntamenti da segnalare, il live gratuito di Ditonellapiaga e Carolina Bubbico tra i trulli di Alberobello, il concerto acustico di Iosonouncane a Castel del Monte, l’esibizione solista di Alberto Ferrari, frontman degli Afterhours alle Grotte di Castellana e il suggestivo concerto all’alba di Cosmo nel Parco di Santa Maria di Agnano.
A chiudere il viaggio sarà il 2 settembre, nel Parco Archeologico di Egnazia, il concerto dei C.S.I. guidati da Giovanni Lindo Ferretti: una delle realtà più anticonvenzionali e amate della musica italiana, che continua a fare sold out con un pubblico fedelissimo.
Più che un semplice festival, il Locus continua a essere un modo di vivere la Puglia attraverso la musica: un viaggio tra pietra, luce, paesaggi e visioni sonore che ogni estate ridisegna la geografia emotiva della regione.
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