Poche attrici hanno caratterizzato la storia del cinema come Marilyn Monroe, che nasceva esattamente un secolo fa, il 1° giugno 1926, a Los Angeles, come Norma Jeane Mortenson.
A dispetto della breve carriera, interrotta dalla precoce scomparsa, Marilyn è rimasta come l’icona indelebile della sua epoca, l’immagine immediatamente riconoscibile di una leggenda ancora oggi più viva che mai. Non a caso Marilyn fu scelta da Andy Warhol, alfiere principe della pop art, come icona della cultura di massa e della società americana, nel suo tentativo di proporre un nuovo tipo di arte, che parlasse della realtà e del suo tempo.
Gli esordi e il successo
Dopo un’infanzia difficile, appena sedicenne Norma Jeane si sposò con James Dougherty, che di anni ne aveva tre più di lei. Era il 1942 e quattro anni dopo la coppia divorziò. Nel frattempo Marilyn aveva iniziato a lavorare come modella, per poi approdare nel mondo del cinema.
Nel 1947 Dangerous Years di Arthur Pierson fu il primo dei trenta film girati dall’attrice durante la sua carriera. Tre anni dopo apparve quindi in film importanti come Giungla d’asfalto di John Huston ed Eva contro Eva di Joseph L. Mankiewicz. In pochi anni Marilyn divenne una star di prima grandezza, grazie a film come Niagara, Gli uomini preferiscono le bionde e La magnifica preda.
Nel 1954 sposò il campione di baseball Joe Di Maggio: insieme erano una coppia leggendaria, ma il matrimonio durò appena nove mesi. Il terzo (ed ultimo) matrimonio, quello con il commediografo Arthur Miller, sarebbe poi arrivato nel 1956, per concludersi con il divorzio nel 1961.
Nel mentre Marilyn girò altri film rimasti nella storia del cinema, come Quando la moglie è in vacanza, Fermata d’autobus e A qualcuno piace caldo. Pellicole di successo planetario.
Se la vita professionale dell’attrice era eccellente, altrettanto non si può dire di quella privata. Oltre ai tre matrimoni già citati, Marilyn Monroe ebbe una relazione importante con Frank Sinatra, ma fu anche l’amante del Presidente John Fitzgerald Kennedy e poi di suo fratello Bob Kennedy.
La morte prematura
In quel periodo, era l’inizio degli anni ’60, l’attrice iniziò ad accusare i primi seri problemi di salute, acuiti dalla dipendenza da alcol e psicofarmaci. Nel 1961 Gli spostati, di John Huston, fu l’ultimo film portato a termine da Marilyn, che l’anno dopo non riuscì invece a concludere la lavorazione di Something’s Got To Give, film di George Cukor rimasto incompleto, di cui resta nella memoria collettiva soprattutto la scena del bagno in piscina.
Marilyn Monroe fu trovata priva di vita il 4 agosto 1962 nella sua casa di Brentwood, a Los Angeles. La morte venne archiviata come un suicidio dovuto ad un’overdose di barbiturici, anche se negli anni il decesso è stato poi oggetto di molte diverse ipotesi.
Resta il fatto che quel giorno si spegneva per sempre la vita di Marilyn Monroe, all’età di 36 anni. Di lei ci restano una trentina di film, un paio di album e il ricordo di una diva unica. Marilyn resta forse il caso più eclatante di totale scissione tra l’immagine pubblica, quella di una donna solare e bellissima, e la vita privata, così piena di dolore e infelicità. Paradossalmente, anche questo aspetto ha contribuito a consolidare la sua leggenda.




































