Medimex 2026. Quando una città diventa musica (17 -21 giugno a Taranto)

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Medimex
Foto © Press Regione Puglia

Ci sono festival che portano la musica in una città. E poi ci sono manifestazioni che riescono a fare qualcosa di più raro: trasformare un’intera città in musica. È questa la sensazione che ogni anno restituisce il Medimex. Nato a Bari nel 2011 e approdato stabilmente a Taranto nel 2018, il Medimex è diventato nel tempo molto più di un festival. È un luogo di incontro tra artisti, operatori, giornalisti, musicisti e appassionati.

È una manifestazione capace di raccontare la musica in tutte le sue forme, dal concerto alla fotografia, dal libro al racconto, dalla formazione professionale alle nuove tecnologie. E lo fa disseminando eventi in tutta la città: dal Caffè Letterario alle aule dell’Università, dalla corte del Castello Aragonese alle sale del MarTA, il prestigioso Museo Archeologico Nazionale, fino agli spazi affacciati sul lungomare dove il mare stesso sembra diventare parte della scenografia.

Qualche giorno fa, durante uno dei tanti appuntamenti culturali che accompagnano il cammino verso la settimana clou del festival, ascoltavo il coordinatore artistico Cesare Veronico dialogare con Franzi Baroni e Marcello Nitti, una coppia che rappresenta un pezzo importante della storia musicale della città dei Due Mari, tra radio, club e concerti.

Si parlava della straordinaria stagione musicale che negli anni Ottanta portò a Taranto artisti come Bauhaus, New Order, Simple Minds, Ultravox e Siouxsie and the Banshees e The Sound  sul palco del palazzetto del Tursport. Ascoltando quei racconti e poi il programma del Medimex ho rivissuto una sensazione che credevo dimenticata: Perugia in occasione della ventesima edizione di Umbria Jazz, la scoperta che una città possa diventare essa stessa palcoscenico e strumento musicale, che la musica possa uscire dai teatri e dai palazzetti per diffondersi nelle strade, nelle piazze, nei caffè e perfino nelle conversazioni.

È esattamente ciò che accade a Taranto durante il Medimex.

Puoi iniziare la giornata visitando la mostra fotografica dedicata ai cinquant’anni del punk e ai Ramones, il gruppo che più di ogni altro ha contribuito a definire l’estetica e il linguaggio di una rivoluzione musicale destinata a cambiare per sempre la cultura popolare. La mostra, firmata dalla fotografa Roberta Bayley, protagonista il 17 giugno di un incontro con Luca De Gennaro, conduce il visitatore conduce il visitatore negli anni della nascita del punk e nel cuore della New York del CBGB, il locale dove si forma tutta la scena downtown newyorkese: Patti Smith, Talking Heads, Blondie, Television, e naturalmente i Ramones.

Poi puoi assistere ad un incontro con  Carlo Massarini o con Eugenio Finardi dedicato ai giganti della musica contemporanea, partecipare ai panel professionali, alle masterclass, agli appuntamenti della Music Factory ospitati dall’università, oppure ascoltare i racconti di chi la musica la crea, la produce e la vive ogni giorno. Il Medimex è infatti anche formazione, confronto e networking per professionisti e giovani artisti con attività dedicate all’industria musicale italiana e internazionale.

Quando cala la sera, la città cambia ancora volto.

Le luci del lungomare si riflettono sul mare, il Ponte Girevole diventa parte della scenografia urbana e la facciata del Castello Aragonese si anima grazie ai videomapping che da anni rappresentano uno dei segni distintivi della manifestazione. Taranto mostra così il suo volto più suggestivo, diventando essa stessa un’opera da attraversare.

Poi arrivano i concerti.

L’edizione 2026 compie idealmente un viaggio dal punk al pop, attraversando cinquant’anni di musica contemporanea.

La novità più evidente riguarda la serata di sabato 20 giugno, costruita attorno a uno degli spettacoli più attesi dell’intera estate europea. Sul palco della Rotonda del Lungomare arriveranno infatti i Pet Shop Boys con Dreamworld – The Greatest Hits Live, prima data del tour estivo europeo ed esclusiva per il Centro-Sud Italia. Per ospitare uno show di queste dimensioni è stato necessario progettare un palco più grande del consueto, capace di accogliere una produzione scenica imponente. Il live, che raccoglie oltre quarant’anni di successi, è stato definito dal The Times «lo spettacolo pop più affascinante dell’anno».

Nella stessa serata spazio anche agli Agents Of Time, protagonisti dei principali festival elettronici internazionali e capaci negli ultimi anni di conquistare una dimensione globale collaborando e remixando artisti di primo piano della scena mondiale.

Domenica 21 giugno il Medimex celebrerà invece i cinquant’anni del punk con un evento concepito appositamente per questa edizione. La NYC Redux Band playing the music of Ramones, sarà un’anteprima mondiale prodotta dal Medimex e curata da Marc Urselli,  music producer, audio & sound designer tre volte vincitore del Grammy Award. Sul palco salirà un autentico supergruppo formato da musicisti provenienti da realtà fondamentali della scena americana, chiamati a reinterpretare integralmente il primo storico album dei Ramones.

A seguire  torneranno sul palco del Medimex gli Slowdive, assenti dalla manifestazione dal memorabile concerto del 2017 a Bari. Per gli appassionati di shoegaze rappresentano una delle band più influenti e amate degli ultimi decenni.

A chiudere la serata saranno i Suede tra i gruppi che hanno definito il britpop degli anni Novanta e che presenteranno sia i classici del loro repertorio sia i brani di Antidepressants, l’acclamato album pubblicato nel 2025.

E quando le ultime note si saranno spente e l’energia dei concerti continuerà ancora a circolare, l’appuntamento naturale sarà a Spazioporto. Uno spazio essenziale, quasi industriale, dove il vero valore aggiunto è la comunità che lo frequenta: musicisti, appassionati, operatori culturali e semplici curiosi che trasformano ogni serata in un’occasione di incontro e scoperta. Non un semplice locale ma uno dei motori della vita culturale tarantina, capace di proporre durante tutto l’anno una programmazione che attraversa musica, arti e innovazione senza mai piegarsi alle logiche più commerciali. Non è un caso che proprio qui abbia fatto tappa recentemente anche Manuel Agnelli con il progetto nazionale Suoni dal Futuro, dedicato alla valorizzazione dei nuovi talenti del rock italiano.

E proprio per Spazioporto arrivano anche alcune indiscrezioni dell’ultima ora. Tra i corridoi del Medimex circola infatti la voce  che al termine del concerto dei Pet Shop Boys sabato 20 giugno ci sarà la DJ Reborn, artista newyorkese e DJ ufficiale di Lauryn Hill. Una figura di riferimento della scena black internazionale, scelta nel corso della sua carriera da artisti del calibro di The Roots, Erykah Badu e John Legend. Al momento non esiste alcuna conferma ufficiale, ma se il rumor dovesse trasformarsi in realtà sarebbe un ulteriore tassello di prestigio per il programma off del festival.

Sarebbe però un errore pensare al Medimex soltanto come a una rassegna di concerti.
La sua forza sta nella capacità di mettere in dialogo spettacolo, formazione, memoria musicale e partecipazione, trasformando Taranto in un punto di incontro per artisti, professionisti e appassionati provenienti da tutta Italia. Un’esperienza resa possibile anche dal sostegno di Regione Puglia e Puglia Culture attraverso il progetto Puglia Sounds, che mantiene la manifestazione ampiamente accessibile: con tantissimi eventi gratuiti e con i concerti internazionali della Rotonda del Lungomare a prezzi notevolmente inferiori a quelli richiesti in eventi analoghi.

E forse è proprio questa la sua magia: mentre sul palco si esibiscono artisti di fama internazionale, nelle strade, nei cortili, nei musei e nei luoghi della cultura prende forma qualcosa di ancora più prezioso. Per qualche giorno Taranto rinnova la propria vocazione musicale e ogni strada, ogni piazza, ogni scorcio sul mare sembra contribuire alla stessa grande colonna sonora.

Angelo Oliva
Docente di informatica per mestiere, esploratore di concerti e festival per necessità emotiva. Dalla Valle d’Itria mi muovo in Puglia in cerca delle storie che nascono quando musica, luoghi e persone si incontrano nel modo giusto: un assolo sotto le stelle, un teatro, un palco tra gli ulivi o una canzone capace di accendere emozioni che credevi dimenticate. Scrivo per provare a fermare quell’istante prima che finisca l’ultima nota

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