Rebuilding – Come l’acqua per il fuoco
di Max Walker-Silverman
con Josh O’Connor, Lily LaTorre, Kali Reis, Meghann Fahy, Amy Madigan
O’Connor è il cowboy Dusty (che può stare per Dustin ma anche per “polveroso”). Silenzioso, dinoccolato e disperato: il suo ranch è sparito negli incendi che hanno devastato il Colorado, vive in una roulotte (a tempo) accanto ad altri disperati contadini e allevatori impoveriti, ha dovuto vendere le sue mucche e tenta di continuare la routine di padre triste che porta a scuola col pick-up la figlia del matrimonio andato a pezzi e per farle usare il computer scolastico sosta vicino al wi-fi della biblioteca pubblica. La bambina lo ama e vorrebbe diventare una cow girl. Forse Dusty andrà altrove a cercare lavoro, per ora, con caschetto e gilet giallo, regola in silenzio il traffico delle mandrie degli altri. Gli è rimasta la terra, ma gli incendi l’hanno resa sterile per anni. Cosa si può fare per ricostruire e ricostruirsi (rebuilding)? È un tipico film da Sundance festival: mesto, con musiche meste e colori grigi (giustificati dagli incendi che han reso campi e boschi cenere) con storie di resistenza silenziosa alla depressione psichica ed economica (gente povera di buon cuore, anziani devastati, banche che non aiutano a rialzarsi, aiuti governativi allo stremo) che vengono convogliate verso un finale di tenerezza dove anche il colore indica una via per il futuro. Max Walker-Silverman si era fatto notare al Sundance con A Love Song, che era già un esempio di malinconia sentimentale e rurale.







































