Ieri sera è toccato a Niccolò Fabi salire sul palco del Festival Aqua, per un concerto in riva al mare, al Lido di Jesolo, sull’arenile di fronte a Piazza Brescia.
Ancora prima dell’inizio del live, il colpo d’occhio era già notevole: 1.200 persone sedute sulla spiaggia, davanti ai loro occhi un palco ridotto all’osso che lascia spazio alla vista del mare al tramonto.
Alle 20:45 in punto Niccolò sale sul palco accompagnato dagli ormai fidati amici e compagni d’avventura: Roberto “Bob” Angelini, Alberto Bianco e Filippo Cornaglia. Insieme a loro anche per quest’esperienza Cesare Augusto Giorgini e Giulio Cannavale. Entrambi hanno partecipato alla registrazione di Libertà negli occhi, ultimo album del cantautore, nella baita di montagna in Val di Sole e che Niccolò ha conosciuto grazie all’esperienza presso Officina delle Arti Pierpaolo Pasolini, di cui è Responsabile della sezione Canzone.
Il concerto
Per quello che riguarda la scaletta, ci sono diverse novità rispetto all’ultimo tour teatrale e, in generale, rispetto ai live degli ultimi anni.
A partire da La promessa, che apre il concerto, Mimosa (con Fabi che scherza sul fatto che sono già passati 25 anni da quando ha scritto il brano) ed Oriente, che togliendo il concerto speciale con l’orchestra in Arena di Verona, non veniva eseguita dal vivo da quasi 10 anni.
E proprio in questi tempi in cui da quella parte del mondo la situazione geopolitica è tornata ad essere instabile, cantare “evviva un sogno di pace splendente” è una speranza a cui non possiamo e non dobbiamo rinunciare.
Gli arrangiamenti sono curati nei minimi dettagli, vestendo le parole importanti di Fabi come un abito di alta sartoria. Ma gli strumenti, ed il talento dei musicisti, hanno come d’abitutine ampi spazi in cui è solamente la musica a farla da protagonista.
Da sottolineare l’intro di Io sono l’altro, in stile arabeggiante, come a fare anche da collante di significato tra questo brano, le parole dette in chiusura (“siamo solo umani”) e il successivo, la già citata Oriente.
Ma forse il ritorno più gradito da parte del pubblico è quello di Attesa e inaspettata, eseguita solo una manciata di volte. La spiegazione la dà lo stesso Fabi: «questa canzone era legata ad una nascita, ma il destino ha voluto che quasi immediatamente venisse legata anche ad un’assenza e per questo non l’ho più suonata per tanti anni. Quest’anno ho deciso di tornare a suonarla solo come celebrazione di quella nascita».
Il riferimento è alla figlia Olivia, morta a 2 anni di meningite fulminante.
E davvero emblematico è stato un momento durante il bellissimo assolo di lap steel di Angelini sul finire del brano: Niccolò si siede dall’altra parte del palco in quegli ultimi scampoli di luce prima del tramonto, spalle al pubblico, a guardare il mare da solo mentre suona la chitarra, in un gesto estremamente intimo ed emozionante.
Un live d’altri tempi
Come sempre accade quando ci si trova ad un live di Niccolò Fabi, sembra di essere catapultati in un’altra dimensione, fuori dal tempo e dallo spazio. Quantomeno fuori dalla modernità e dalle sue derive più fastidiose, a cui ormai siamo abituati e che ci fanno sembrare stranezza atteggiamenti che ormai cataloghiamo come di altri tempi.
Oltre mille persone, tutte sedute, e non un cellulare che svetta tra le teste o qualcuno che si alza. Tutti che accompagnano sottovoce le parole delle canzoni, vivono il concerto nel presente coi propri occhi, non attraverso quelli elettronici di uno smartphone, e si lasciano emozionare.
Come se ognuno in quel momento stesse vivendo un proprio concerto intimo e personale, solo casualmente in compagnia di altre mille persone.
Il rompete le righe arriva solo alla fine: dopo quasi due ore accomodati sui teli adagiati sulla spiaggia, tutti si alzano sulle note di Una buona idea, preludio dell’immancabile chiusura con Lasciarsi un giorno a Roma.
Mentre il pubblico rende il giusto tributo finale ai musicisti che fanno l’inchino di rito sul palco, e la brezza della sera soffia sull’arenile, resta addosso la sensazione di aver preso parte ad un rito necessario.
In un mondo che corre e che consuma tutto troppo in fretta, la carezza terapeutica delle canzoni di Niccolò Fabi ci ricorda il valore della sosta e di un’emozione custodita insieme.
Ce ne andiamo dalla spiaggia di Jesolo un po’ più fragili, forse, ma decisamente più umani.
Il calendario dei concerti
Di seguito i primi appuntamenti estivi di Niccolò Fabi:
13 giugno – Caserta, Belvedere di San Leucio
15 giugno – Roma, Cavea Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone (Roma Summer Fest)
28 giugno – Susa (TO), Anfiteatro romano (Borgate dal vivo)
4 luglio – Verona, Teatro romano (Contaminazioni musicali)
5 luglio – Firenze, Parco mediceo di Pratolino (Musart Festival)
16 luglio – Porto Rotondo (OT), Anfiteatro Mario Cevoli
17 luglio – Cabras (OR), Anfiteatro Tharros (I giganti dell’arte)
18 luglio – Sarroch (CA), Villa Siotto
24 luglio – Arenzano (GE), Villa Figoli
25 luglio – Bra (CN), Parco La zizzola (Attraverso Festival)
27 luglio – Grottaglie (TA), Cave di Fantiano (Cinzella Festival)
30 luglio – Bard (AO), Forte
31 luglio – Gardone Riviera (BS), Anfiteatro del Vittoriale (Festival Tener-a-mente)
1 agosto – Arezzo, Fortezza medicea (Arezzo Music Fest)
3 agosto – Vico del Gargano (FG), Convento dei cappuccini (Festambientesud)
12 agosto – Sirolo (AN), Arena Parco della Repubblica
21 agosto – Zafferana Etnea (CT), Anfiteatro Falcone Borsellino (Etna in scena)
22 agosto – Agrigento, Teatro panoramica dei templi (Ellenic music festival)
5 settembre – Bertinoro (FC), Giardini della rocca (Entroterre Festival)
I biglietti ed il calendario aggiornato sono disponibili a questo link.
La scaletta del concerto di Niccolò Fabi a Jesolo
1. La promessa
2. Non vale più
3. Amori con le ali
4. Nel blu
5. Mimosa
6. Una somma di piccole cose
7. Casa di gemma
8. L’amore capita
9. Nessuna battaglia
10. Attesa e inaspettata
11. Solo un uomo
12. Al cuore gentile
13. Tradizione e tradimento
14. Io sono l’altro
15. Oriente
16. Scotta
17. Vince chi molla
18. Una mano sugli occhi
19. Costruire
20. Una buona idea
21. Lasciarsi un giorno a Roma







































