Quando gli hotel fanno da sfondo al grande cinema – La rassegna Check-Out in 8 film

Dal 13 giugno al 29 luglio 2026 al MIC – Museo Interattivo del Cinema di Milano un ciclo di film dedicato all’hotel come luogo simbolico dell’immaginazione cinematografico, con le stanze, gli antri nascosti e i segreti che fanno da sfondo a tante storie

0
Psycho

Noir, thriller, commedie sentimentali e film da festival, sono molti i lungometraggi che devono il loro successo agli ambienti degli hotel

La curiosa rassegna del MIC – Museo Interattivo di Milano è incentrata sull’hotel come spazio simbolico e narrativo in opere molto diverse tra loro. In Four Rooms (1995) di Quentin Tarantino, una notte di Capodanno trasforma un albergo hollywoodiano in un teatro surreale di comicità grottesca, incontri assurdi e caos postmoderno. Grand Budapest Hotel (2014) di Wes Anderson rilegge invece l’hotel come luogo della memoria e della nostalgia: una fiaba malinconica sull’Europa perduta, costruita attraverso simmetrie visive, humour sofisticato e personaggi eccentrici. In Lost in Translation (2003), Sofia Coppola attraverso negli hotel e le notti di Tokyo ci racconta l’incontro fragile tra due solitudini incapaci di trovare un vero equilibrio nella propria vita. Altri film affrontano invece il rapporto tra individuo e violenza storica o sociale. Il portiere di notte (1974) Liliana Cavani mette in scena un legame disturbante tra vittima e carnefice sullo sfondo delle ferite ancora aperte del nazismo, interrogandosi sul desiderio, sulla memoria e sul trauma. Hotel Rwanda (2004) di Terry George è dedicato invece al genocidio ruandese attraverso la storia vera di un uomo comune che tenta di salvare centinaia di persone dalla violenza collettiva, trasformando un hotel in ultimo spazio di resistenza umana.

Dal thriller psicologico di Psycho (1960) fino alle distopie sentimentali contemporanee di The Lobster (2015) di Yorgos Lanthimos, questi film attraversano epoche, generi e stili differenti, mantenendo al centro figure isolate, spaesate o intrappolate in spazi chiusi che diventano metafora di paure, desideri e rapporti di potere. Con Psycho Alfred Hitchcock rivoluziona il cinema della suspense trasformando un anonimo motel in un luogo dominato dalla follia e dall’ambiguità dell’identità, mentre Stanley Kubrick in Shining (1980) porta all’estremo questa dimensione claustrofobica: l’Overlook Hotel diventa un labirinto mentale dove la violenza familiare e la perdita della ragione emergono progressivamente.

I film in programma

Sabato 13 giugno, ore 20.00, e domenica 12 luglio, ore 17.00, The Lobster; Domenica 14 giugno, ore 15.00 e sabato 11 luglio, ore 17.00, Grand Budapest Hotel; Venerdì 19 giugno, ore 20.00 e sabato 18 luglio, ore 17.00, Four Rooms; Domenica 12 giugno, ore 20.00 e Domenica 26 luglio, ore 17.00, Psycho; Venerdì 26 giugno, ore 20.00 e domenica 13 luglio, ore19.00,  Shining; Domenica 28 giugno, ore 15.00 e venerdì 24 luglio, ore 20.00, Il portiere di notte; Sabato 4 luglio, ore 17.00 e sabato 25 luglio, ore 20.00, Lost in Translation; Domenica 5 luglio, ore 19.00 e mercoledì29 luglio, ore 17.00, Hotel Rwanda.

 

 

 

 

 

Pierfranco Bianchetti
Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente collabora a Diari di Cineclub, Grey Panthers, il Migliorista, Riquadro.com, pagina facebook Sncci Lombardia. Ha pubblicato nel 2021 per Aiep Editore “L’altra metà del pianeta cinema-100 donne sul grande schermo”, nel 2022 per Haze Auditorium Edizioni “Cinemiracolo a Milano. Cineclub, cinema d’essai e circoli del cinema dalla Liberazione a oggi” e nel 2026 per Algra Editore “Le grandi dinastie cinematografiche – Il cinema di padre in figlio”.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome