Il bacio della donna ragno

Il remake del film mito di Babenco

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ho Il bacio della donna ragno
di Bill Condon
con Diego Luna, Tonatiuh Elizarraraz, Jennifer Lopez, Bruno Bichir

È un remake. Nasce da un romanzo di Manuel Puig del 76. È stato un film di Luis Babenco nel 1985 e un musical nel 1993. Il film di Babenco esce a due anni dalla fine della dittatura argentina, 85, ma non si identifica l’Argentina. In una cella durante una dittatura ci sono un omosessuale incarcerato per atti osceni , Luis Molina, e un politico militante di un gruppo di sinistra, Valentin Arregui. Nel film dell’85 Molina era William Hurt (Oscar – primo Oscar a un personaggio gay -ma era stato ingaggiato per interpretare Valentin) e Valentin era Raoul Julia (e doveva fare Molina, si erano scambiati i ruoli). Molina deve spiare Arregui per avere favori e sconti di pena. Arregui è il militante virile inscalfibile alle torture, Molina il gay che per vincere l’angoscia racconta ogni notte frammenti di un film immaginario (Il bacio della donna ragno) glam, kitsch e fantastico. Sonia Braga incarnava sia l’amore di Valentin, Marta, sia la donna ragno, sia Leni, la donna fatta di celluloide. Il film narrato nel film di Babenco era una fantasia sentimentale e di propaganda nella Francia invasa dai nazisti. I ruoli sessuali nella cella ondeggiano… Nella versione di Condon Molina è Tonatiuh Elizarraraz e Valentin Diego Luna: interpretano anche i personaggi della fantasia di Molina, che è hollywoodiana, musical, non nazista. Forse troppo musical… Jennifer Lopez ha il triplo ruolo dell’attrice nel film inventato, della donna della fantasia, della donna ragno. È anche l’ex  moglie di Ben Affleck (produttore con Matt Damon) e francamente qui sembra solo di ornamento. Con qualche variazione onirica il remake va verso un finale simile, ma non identico. La domanda che sorge, visto che l’originale negli anni 80 apriva strade nuove (riconsiderazione dei ruoli sessuali, contrapposizione militanza-riflusso) è: perché Condon si è confrontato con un mito? Vero è che Condon era partito rileggendo in chiave queer la nascita del Frankenstein di James Whale a Hollyood (Demoni e dei) e con le statistiche della rivoluzione sessuale in America (Kinsey)… Eccesso di confidenza con i miti?

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