Da architetti, professori e operatori culturali un appello per tutelare Spirit de Milan

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Spirit de Milan
@Olga BSP

Dopo l’annuncio della chiusura dello Spirit de Milan, esponenti del mondo dell’architettura, dell’università, della cultura e dello spettacolo lanciano un appello per la tutela dello storico complesso di via Bovisasca 59 a Milano e della sua destinazione culturale.

Giovedì 18 giugno, l’Architetto Pierfrancesco Sacerdoti, storico dell’architettura, in collaborazione con Luciano Crespi, Professore ordinario fuori ruolo di design del Politecnico di Milano, hanno presentato l’appello inviato alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Milano per la tutela dello stabilimento sito in via Bovisasca 59 a Milano e del locale Spirit de Milan.

Il tutto coerentemente con la lettera inviata dal Sindaco di Milano Giuseppe Sala alla Soprintendente sul medesimo tema, per mantenere l’attenzione su un bene di pubblico interesse.

L’appello nasce con l’obiettivo di richiamare l’attenzione sul valore storico, architettonico e culturale dello stabilimento, raro esempio a Milano di complesso industriale del Novecento conservato nel suo assetto originario, e sul ruolo che lo Spirit de Milan ha svolto negli ultimi undici anni come luogo di incontro, socialità e produzione culturale.

I promotori Pierfrancesco Sacerdoti e Luciano Crespi sottolineano come la tutela di questo luogo non riguardi soltanto la conservazione di un importante edificio della memoria industriale milanese ma anche la salvaguardia della funzione culturale che negli anni ne ha consentito la valorizzazione e la restituzione alla città.

Lo Spirit de Milan, infatti, ha rappresentato un esempio riconosciuto di riuso e rifunzionalizzazione di spazi dismessi, diventando un punto di riferimento per la vita culturale della Bovisa e dell’intera area metropolitana grazie a un’intensa attività fatta di musica dal vivo, eventi culturali, iniziative sociali e momenti di aggregazione.

Stabilimento di via Bovisasca 59 e locale Spirit de Milan – Appello per la tutela

Fondato nel 1922 da Giovanni Balestrini come oleificio per usi alimentari e industriali, ampliato nelle sue forme attuali negli anni 1935-1936, divenuto sede dal 1964 delle Cristallerie Fratelli Livellara, lo stabilimento di via Bovisasca 59 è un raro esempio a Milano di complesso industriale di alta qualità architettonica conservato nel suo assetto originario.

Lo stabilimento è composto essenzialmente da tre parti: la palazzina degli uffici su via Bovisasca, degli anni Trenta, gli edifici produttivi sui bordi e al centro del lotto, anch’essi degli anni Trenta, e gli edifici produttivi sul fondo verso la ferrovia, risalenti a una fase precedente, tra inizio ‘900 e anni Venti.

La parte più rappresentativa è la palazzina degli uffici, che segue l’andamento sinuoso di via Bovisasca. L’orizzontalità della grande onda del corpo a due piani della palazzina, con ampie finestre con infissi a ghigliottina, fasce orizzontali, basamento rivestito in klinker, parapetti metallici di gusto navale, si contrappone alla verticalità della torre-pennone di gusto futurista, che richiama altri esempi dell’architettura moderna italiana ed europea. La forte espressività di questa parte ha condotto a un’errata attribuzione ad Antonio Sant’Elia, architetto futurista per antonomasia, che tuttavia non può esserne il progettista perché morto nel 1916, vent’anni prima del completamento della palazzina. Allo stato attuale delle ricerche risulta solo il nome del direttore dei lavori, l’ingegnere Eugenio De Micheli, attivo a Milano tra gli anni Venti e gli anni Sessanta, che probabilmente fu anche autore del progetto. Sulla facciata sopra l’ingresso principale campeggia la scritta “Fratelli Livellara” in grandi lettere blu di gusto liberty, aggiunta negli anni Sessanta.

Gli edifici produttivi degli anni Trenta, di più semplice architettura, presentano motivi di interesse nelle facciate scandite da lesene e grandi finestre, con raccordi curvi e testate che mettono in risalto i tetti a falde.

Gli edifici più antichi verso la ferrovia presentano anch’essi numerosi elementi di qualità, come lo spazio interno a impianto basilicale, con sottili ed eleganti strutture in cemento armato, e le pensiline esterne a struttura metallica.

In questa parte stabilisce la propria sede, dal 2015 fino al recentissimo sfratto, lo Spirit de Milan, che ha mantenuto gli spazi nel loro assetto originario, conservandone il carattere e per questo trovando spazio in pubblicazioni nazionali e internazionali come uno degli esempi più interessanti di approccio allestitivo alla rifunzionalizzazione delle architetture dismesse (cfr. Regeneration of Abandoned Space: a new Design Approach, Bentham Books, 2024). Nel corso del tempo è diventato un luogo di socialità grazie alle varie attività (mercato, gastronomia, musica e danza, eventi culturali anche in collaborazione con la vicina Scuola del Design) e un punto di riferimento non solo per il quartiere Bovisa ma per l’intera area metropolitana.

Nel caso dello stabilimento di via Bovisasca non si tratta solo di conservare un esempio significativo di architettura degli anni Trenta del ‘900, ma più in generale di salvare un raro e prezioso frammento di quel che fu la Bovisa, uno dei quartieri storici dell’industria a Milano, descritto anche da Ermanno Olmi nel suo romanzo autobiografico Ragazzo della Bovisa.

Utilizzato come set del film “Ladri di saponette” di e con Maurizio Nichetti, uscito nel 1989 e ispirato a Ladri di Biciclette di Vittorio De Sica, lo stabilimento di via Bovisasca ha anche un posto nella storia del cinema italiano.

La prospettata vendita dello stabilimento alla società Coima lascerebbe aperta la strada a ogni tipo d’intervento, tra cui la bonifica dell’area, la demolizione degli edifici e la loro sostituzione con nuovi fabbricati per residenze anche universitarie, come è avvenuto di recente in altre aree della Bovisa.

Sono ormai molti, in tutto il mondo, a riconoscere la necessità non di costruire nuove architetture ma di utilizzare al meglio quelle esistenti, per impedire nuovo consumo di suolo e valorizzare un patrimonio immenso di spazi dismessi con un alto contenuto di memoria. Lo Spirit de Milan è uno dei più eloquenti e originali esempi di questa nuova cultura del progetto.

Aderendo a questo appello Paolo Deganello scrive: “Condivido con entusiasmo questa battaglia. Sarebbe ora che la cultura architettonica contemporanea si impegnasse a progettare il riuso del già costruito invece di demolire e costruire il nuovo, soprattutto quando si demolisce una storia di qualità”.

Con questo appello si chiede una doppia tutela: sull’architettura dello stabilimento e sulla sua destinazione d’uso, che ha consentito a questo luogo di diventare un riferimento per la vita della Bovisa e della città nel suo insieme.

Milano, 19 giugno 2026

Gli aderenti

Paola Albini, presidente Fondazione Franco Albini, Milano
Anna Anzani, professore associato, Politecnico di Milano
Gianpaolo Balestrini, discendente di Giovanni Balestrini, fondatore degli Oleifici Balestrini e committente dello stabilimento, Milano
Luciano Balestrini, architetto, discendente di Giovanni Balestrini, fondatore degli Oleifici Balestrini e committente dello stabilimento, Milano
Maria RosaBibaBalestrini, discendente di Giovanni Balestrini, fondatore degli Oleifici Balestrini e committente dello stabilimento, Milano
Anna Barbara, professore ordinario, presidente di Polidesign, Politecnico di Milano
Alberico Barbiano di Belgiojoso, professore ordinario fuori ruolo, Politecnico di Milano
Marino Bartoletti, giornalista e scrittore, Milano
Andrea Bartoli, Farm Cultural Park, Favara
Luca Beltrami Gadola, direttore di “ArcipelagoMilano”, Milano
Enrico Bertolino, attore, Milano
Enrico Beruschi, attore
Alessandro Besentini, Ale del duo “Ale e Franz”, attore, Milano
Gianni Biondillo, scrittore, architetto e docente, Milano
Marco Biraghi, professore ordinario, Politecnico di Milano
Claudio Bisio, attore e regista, Milano
Luisa Bocchietto, architetto e designer, Milano
Alessio Boni, attore, Milano
Gisella Borioli, presidente di Superstudio Group, Milano
Paolo Bosisio, professore ordinario, Università agli Studi di Milano
Giampiero Bosoni, professore ordinario, Politecnico di Milano
Michele Caja, professore associato, Politecnico di Milano Sonia Calzoni, architetto, Milano
Barbara Camocini, professore associato, Politecnico di Milano
Gregorio Carboni Maestri, docente di composizione architettonica, Bruxelles Barbara Carnevali, professore ordinario, École des Hautes Études en Sciences Sociales, Parigi
Maurizio Carones, architetto, Milano
Martina Carpi, attrice e figlia di Fiorenzo Carpi, Roma
Giovanna Castiglioni, Fondazione Achille Castiglioni, Milano
Paolo Ceccarelli, docente emerito, cattedra UNESCO pianificazione e sostenibilità urbana
Luisa Collina, professore ordinario, Politecnico di Milano
Raul Cremona, comico, illusionista e attore, Milano
Luciano Crespi, professore ordinario fuori ruolo, Politecnico di Milano
Umberto Crespi, presidente accademia di danze irlandesi danze irlandesi Gens D’Ys, Milano
Paolo Dal Bon, presidente Fondazione Giorgio Gaber, Milano
Francesco De Agostini, architetto, ILAUD, esperto di progettazione e riqualificazione urbana, Milano
Paolo Deganello, architetto e designer, Milano
Michele De Lucchi, professore ordinario fuori ruolo, Politecnico di Milano
Marco De Michelis, professore ordinario fuori ruolo, IUAV Venezia
Rafael Didoni, comico e cantautore, Milano
Barbara Di Prete, professore associato, Politecnico di Milano
Nicola FasaniFaso”, musicista del gruppo Elio e le Storie Tese, Milano
Davide Fassi, professore ordinario, Politecnico di Milano
Manuela Alessandra Filippi, storica dell’arte, Venezia
Pier Francesco Forlenza, pianista e docente, Conservatorio Giuseppe Verdi, Milano
Leila Fteita, scenografa e costumista, Milano
Monica Fumagalli, Presidente Associazione Giancarlo Iliprandi, Milano
Angelo Gaccione, scrittore e direttore di “Odissea”, Milano
Laura Galluzzo, professore associato, Politecnico di Milano
Giulia Gerosa, professore associato, Politecnico di Milano
Enzo Iacchetti, attore e scrittore, Milano
Germano Lanzoni, attore, volto del Milanese Imbruttito, Milano
Ugo La Pietra, architetto e artista, Milano
Giovanni Lauda, architetto, Milano
Walter Leonardi, attore, Milano
Giovanni Levanti, architetto e designer, Milano
Serena Maffioletti, professore ordinario fuori ruolo, IUAV, Venezia
Fabio Martina, regista, autore del film Fuori condotta sui ragazzi della Bovisa, Milano
Ico Migliore, professore associato, Politecnico di Milano
Michele Mozzati, scrittore, autore televisivo e teatrale, Milano
Franco Mussida, fondatore e presidente del CPM Music Institute, Milano
Jacopo Muzio, architetto, Milano
Gabriele Neri, professore associato, Politecnico di Torino
Maurizio Nichetti, regista, autore del film Ladri di saponette, Milano
Franco Origoni, studio Origoni Steiner, Milano
Folco Orselli, cantautore
Alberto Patrucco, attore e cantante, Milano
Margherita Pellino, responsabile Fondazione Vico Magistretti
Antonella Penati, professore ordinario, Politecnico di Milano
Silvia Piardi, professore ordinario fuori ruolo, Politecnico di Milano
Francesca Picchi, architetto, storica del design, Milano
Giovanna Piccinno, professore associato, Politecnico di Milano
Simona Orsina Pierini, professore ordinario, Politecnico di Milano
Flavio Pirini, cantautore, Milano
AurelioCochiPonzoni, attore e cantante del duo “Cochi e Renato”, Milano
Alessandro Pozzoli, imprenditore e impresario teatrale e televisivo, Milano
Sara Protasoni, professore ordinario, Politecnico di Milano
Giuseppe Raboni, architetto, Milano
Agnese Rebaglio, Professore associato, Politecnico di Milano
Diego Repetto, architetto, Guarene
Elena Rizzi, già responsabile amministrativa del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala, Milano
Clara Rognoni, architetto, Milano
Paolo Rossi, attore e comico, Milano
Marco Sabetta, direttore del Salone del Mobile, Milano
Michele Sacerdoti, consigliere comunale, Milano
Pierfrancesco Sacerdoti, architetto, storico dell’architettura, guida turistica abilitata, Milano
Florinda Saieva, Farm Cultural Park, Favara
Renato Sarti, regista, drammaturgo, fondatore del Teatro della Cooperativa, Milano
Francesco Scullica, professore ordinario, presidente corso di studi di Interior and spatial design,
Politecnico di Milano
Anna Steiner, studio Origoni & Steiner
Roberto Tognetti, direttore Fondazione Riusiamo l’Italia, Novara
Alessandro Traldi, architetto, Milano
Andrea Valioni, già direttore dell’organizzazione della produzione del Teatro alla Scala, Milano
Victor Rafael Veronesi, storico dell’arte, Milano
Viviana Viganò, architetto, Milano
Luigi Vignali, scrittore, autore televisivo e teatrale, Milano
Francesco Villa, Franz del duo “Ale e Franz”, attore, Milano
Paola Viola, ingegnere, Milano
Riccardo Vitanza, fondatore e amministratore unico dell’agenzia di comunicazione Parole & Dintorni, Milano
Nicola Zanardi, Hublab, Milano
Mirko Zardini, architetto, ex direttore Canadian Centre for Architecture, Montréal
Francesco Zurlo, professore ordinario, preside della Scuola del Design, Politecnico di Milano

Base Milano, Rete spazi ibridi socioculturali, Milano
Campo Teatrale, Rete spazi ibridi socioculturali, Milano
Casa degli Artisti, Rete Spazi ibridi socioculturali, Milano
Cascina Cuccagna, Rete spazi ibridi socioculturali, Milano
CasciNet_AgroHub, Rete spazi ibridi socioculturali, Milano
Heracles Gymnasium, Rete spazi ibridi socioculturali, Milano
Lab Barona Repair Café, Rete spazi ibridi socioculturali, Milano
MaMu, Rete spazi ibridi socioculturali, Milano
Mare culturale urbano – Cascina Torrette, Rete Spazi ibridi socioculturali, Milano
Mare culturale urbano – Scirocco, Rete Spazi ibridi socioculturali, Milano
Mosso, Rete spazi ibridi socioculturali, Milano
Ribalta, Rete Spazi Ibridi Socioculturali, Milano
Rob de Matt, Rete spazi ibridi socioculturali, Milano
Santeria Milano, Rete spazi ibridi socioculturali, Milano
Scomodo – La Redazione, Rete Spazi Ibridi Socioculturali, Milano
Stecca 3, Rete spazi ibridi socioculturali, Milano
Terzo Paesaggio, Rete Spazi Ibridi Socioculturali, Milano

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