In programma la proiezione della versione restaurata di Alice nelle città, titolo che compone la rassegna insieme a L’amico americano, Lisbon Story, The Million Dollar Hotel e Non bussare alla mia porta
Il legame tra Anteo e Wim Wenders attraversa oltre quarantacinque anni di storia. La sala ha iniziato a definire la propria identità già poco dopo l’apertura, programmando con continuità il cinema europeo e, in particolare, il Nuovo Cinema Tedesco, proprio a partire da Alice nelle città, la cui programmazione in Anteo nel 1981 ha segnato l’inizio del successo della cinematografia di Wenders in Italia. Da allora, il percorso del regista tedesco e quello di Anteo si sono intrecciati più volte: con Buena Vista Social Club (1999), rimasto in programmazione per 137 giorni con una media di 315 spettatori al giorno; con Non bussare alla mia porta, presentato da Wenders al pubblico nell’ambito di una lezione di cinema dedicata ai colori; con Pina (2011), fino ad arrivare a Perfect Days (2023), che ha registrato 24.486 presenze in Anteo Palazzo del Cinema, rendendolo il primo cinema in Italia per numero di spettatori del film.
Il 22 giugno 2026 Wim Wenders sarà in collegamento video dal vivo con il pubblico dell’Anteo dialogando con Gianni Canova, che sarà presente in sala. Il primo film della Trilogia della strada di Wim Wenders, in versione restaurata è Alice nelle città. Protagonista è il giornalista tedesco Phillip Winter che vuole scrivere una storia sull’America, ma non riesce a fare altro che una serie di polaroid. Deluso, decide di rientrare in patria. E si trova a dover accompagnare in viaggio la piccola Alice, poiché la madre è dovuta rimanere a New York per affari. Arrivati in Europa Winter e Alice partono alla ricerca della nonna della bimba nella regione della Ruhr. La loro iniziale antipatia si trasforma gradualmente in affetto.
Tecnicamente, Alice nelle città è il quarto film di Wenders, ma lui stesso spesso lo definisce «il primo», perché fu proprio durante questo film che scoprì il genere del road movie. Fu anche il suo primo film ad essere girato in parte negli Stati Uniti e il primo a presentare il suo alter ego, Phillip Winter (Rüdiger Vogler). Alice viene spesso paragonato a Il monello di Charlie Chaplin. Nel 1974 vinse il Premio della critica tedesca.







































