Negramaro, vent’anni dopo Capannelle è ancora casa: il racconto

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Il ritorno dove tutto è cominciato

«Una foto di Capannelle di 20 anni fa. Domani si torna su quel palco con un fuoco dentro che in questi anni è divampato con fiamme alte fino al cielo».

Con queste parole, affidate ai social alla vigilia del concerto, Giuliano Sangiorgi aveva preparato il pubblico romano a una serata speciale. Poche ore prima di salire sul palco, il cantante aveva condiviso un altro messaggio carico di emozione: «Sound check alla prima di Rock in Roma finito! Si parte alle 21 e 45! Io sono emozionato come la prima volta di 20 anni fa!».

Nel post, Sangiorgi ha ricordato anche il lungo viaggio che ha accompagnato le celebrazioni per il ventennale di Mentre tutto scorre, iniziate quasi tre anni fa: «Dai teatri in pietra agli stadi, dall’evento infinito del Campo Volo nella nostra terra ai palazzetti… dal Giappone a questo giro capillare nei festival di tutta Italia». Parole che raccontano il percorso di una band capace di attraversare generazioni mantenendo intatto il rapporto con il proprio pubblico.

E speciale lo è stata davvero. Il ritorno dei Negramaro sul palco del Rock in Roma, all’Ippodromo delle Capannelle, non è stato soltanto una tappa del tour Una storia ancora semplice, ma una celebrazione collettiva di vent’anni di musica, passione e condivisione.

È proprio a Capannelle che, all’inizio degli anni Duemila, la band salentina comprese per la prima volta la forza del proprio legame con il pubblico. Da lì sarebbero arrivati i palasport, gli stadi, l’Olimpico, i Fori Imperiali, il Circo Massimo, i grandi teatri e le tournée internazionali. Ma il rapporto con Roma è rimasto unico.

«Grazie sempre e per sempre Roma, la città del “sempre” che ho scelto come casa per la mia famiglia e per i miei sogni più grandi», aveva scritto Sangiorgi. E quella dichiarazione d’amore alla Capitale ha attraversato tutta la serata.

Una festa lunga vent’anni

L’inizio dello spettacolo è stato affidato a un suggestivo colpo d’occhio: giganteschi palloni a forma di luna hanno iniziato a rimbalzare sopra le teste del pubblico, sospinti da migliaia di mani e illuminati dalle luci del palco. Un’immagine scenografica e coinvolgente che ha accompagnato le prime emozioni della serata, trasformando Capannelle in un grande spazio condiviso tra musica e partecipazione.

Davanti a migliaia di spettatori, i Negramaro hanno costruito uno spettacolo capace di attraversare tutta la loro storia artistica. Dai primi successi alle produzioni più recenti, ogni canzone è diventata un tassello di una memoria condivisa tra palco e pubblico.

La voce di Sangiorgi è apparsa intensa e partecipe come nei momenti migliori, accompagnata da una band in grande forma che ha alternato energia rock e momenti di grande delicatezza emotiva.

A rendere speciale la serata è stata anche la compattezza di una formazione che, dopo oltre vent’anni di carriera, continua a esprimere una forte identità artistica. Insieme a Giuliano Sangiorgi, sul palco hanno dato vita al concerto Andrea Mariano, Andrea De Rocco, Danilo Tasco, Ermanno Carlà ed Emanuele “Lele” Spedicato, accolti dal pubblico con lo stesso affetto riservato al frontman.

Capannelle si è trasformata in un enorme coro collettivo sulle note di Mentre tutto scorre, Estate, Nuvole e lenzuola, Solo 3 minuti, Parlami d’amore, Via le mani dagli occhi e Meraviglioso, tra applausi continui e migliaia di luci accese sotto il cielo romano.

La sorpresa di Arisa

Tra i momenti più applauditi della serata c’è stato l’arrivo a sorpresa di Arisa. L’artista è salita sul palco accolta dall’entusiasmo del pubblico e ha condiviso con Giuliano Sangiorgi due interpretazioni particolarmente intense.

Il duetto su Solo per te ha regalato nuove sfumature a uno dei brani più amati del repertorio dei Negramaro, mentre La notte ha trasformato l’area concerti in un unico grande coro, con migliaia di persone a cantare ogni parola insieme ai due artisti.

Un incontro musicale elegante e coinvolgente che ha rappresentato uno dei punti più alti dello spettacolo.

Roma, la città della famiglia

Il concerto ha assunto anche un forte valore personale per Sangiorgi. Tra il pubblico erano presenti la sua famiglia e i suoi figli, protagonisti silenziosi di una serata che per il cantante aveva un significato particolare.

Roma, infatti, non è soltanto una tappa fondamentale della carriera dei Negramaro, ma è la città in cui l’artista ha costruito la propria vita familiare. Lo aveva ricordato lui stesso nel messaggio pubblicato alla vigilia del concerto, citando anche i figli Stella e Michele.

Sapere che ad assistere a questo ritorno simbolico c’erano le persone più importanti della sua vita ha aggiunto ulteriore intensità a una serata già ricca di emozioni.

Il pensiero ai bambini di Gaza

Uno dei passaggi più toccanti dell’intero concerto è arrivato quando Giuliano Sangiorgi ha dedicato “L’immenso” ai bambini palestinesi di Gaza.

Per qualche minuto la musica ha lasciato spazio alla riflessione. Le parole del cantante hanno richiamato l’attenzione sulla tragedia umanitaria che continua a colpire la popolazione civile, in particolare i più piccoli.

Quando le prime note del brano hanno iniziato a risuonare nell’area concerti, migliaia di luci hanno illuminato Capannelle in un’atmosfera sospesa e profondamente emozionante. Un momento di grande partecipazione collettiva che ha mostrato ancora una volta come la musica possa diventare anche strumento di vicinanza e sensibilizzazione.

Una storia ancora semplice

Il tour estivo Una storia ancora semplice rappresenta una delle ultime occasioni per vedere dal vivo la band prima della pausa annunciata dai Negramaro.

Proprio per questo il concerto romano ha assunto il sapore di una celebrazione, ma anche di un arrivederci. Vent’anni dopo quel primo abbraccio a Capannelle, il gruppo salentino continua a riempire piazze e arene mantenendo intatto il rapporto con il proprio pubblico.

E mentre Sangiorgi salutava Roma, la sensazione era quella raccontata nel suo messaggio della vigilia: la vita, qualche volta, riesce davvero a superare il sogno.


Live report di Stefania Rossi. 
Foto di Tommaso Notarangelo

La scaletta del concerto dei Negramaro al Rock in Roma:
  • Intro: Una storia semplice
  • Luna piena
  • Ricominciamo tutto
  • Contatto
  • Fino all’imbrunire
  • La prima volta
  • Per uno come me
  • Ti è mai successo
  • Nuvole e lenzuola
  • Sei
  • Attenta
  • Solo per te (con Arisa)
  • La notte (con Arisa)
  • Sing-Hiozzo
  • Outro strumentale
  • Solo 3 minuti
  • Cade la pioggia
  • Estate
  • L’immenso
  • Via le mani dagli occhi
  • Meraviglioso (con reprise)

Bis

  • Marziani
  • Mentre tutto scorre
  • Parlami d’amore

Outro

  • Una storia semplice Remix (Pink is Punk)
Danilo D'Auria
Classe 1983, vive a Roma dal 2002. In questa città alimenta la sua passione per la fotografia, che cresce giorno dopo giorno. Attratto dall'atmosfera dei concerti, di cui è sempre stato un assiduo frequentatore, dal 2013 è fotografo di musica live. Dal 2014 collabora con la rivista Classic Rock, inoltre scatta anche per La Repubblica XL e 100DECIBEL. Altre sue foto sono state pubblicate su Drum Club e su ExitWell. Per quest'ultima testata ha scattato anche alcune copertine. Ha firmato anche la copertina del numero 41/2014 del magazine americano VENTS.

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