Lo Stadio Olimpico di Roma si è trasformato in una gigantesca festa a cielo aperto per accogliere Max Pezzali e il suo tour estivo. Davanti a decine di migliaia di spettatori, il cantautore pavese ha regalato oltre due ore di musica, emozioni e ricordi, confermandosi uno degli artisti più amati della scena italiana.
Fin dalle prime note è stato evidente come il concerto fosse molto più di uno spettacolo dal vivo: la cameretta dove Max, da giovane, suonava e sognava di vivere con la musica oggi è diventata uno stadio. Lui stesso è incredulo e lo dice al Max giovane in un simpatico siparietto proiettato sui maxi schermi.
Lo stadio canta dall’inizio alla fine
L’atmosfera all’Olimpico è stata quella delle grandi occasioni. Famiglie, gruppi di amici, fan storici degli 883 e giovanissimi hanno cantato ogni brano all’unisono, trasformando il concerto in un gigantesco karaoke emotivo.
Pezzali dimostra ancora una volta la straordinaria capacità delle sue canzoni di parlare a pubblici differenti mantenendo intatta la loro forza narrativa.
La scaletta coi grandi classici
Il viaggio musicale ha attraversato oltre trent’anni di carriera, pescando dal repertorio degli 883 e da quello solista. Una scaletta ricca di classici che ha accompagnato il pubblico in una lunga cavalcata tra ricordi e successi:
- Tieni il tempo
- Bella vera
- La lunga estate caldissima
- Sei un mito
- Viaggio al centro del mondo
- La regola dell’amico / Disco Inferno
- L’universo tranne noi
- Ci sono anch’io
- Hanno ucciso l’Uomo Ragno
- Non me la menare
- Rotta x casa di Dio
- Cumuli
- Un giorno così / Senza averti qui
- Ti sento vivere
- Eccoti
- Una canzone d’amore
- La regina del celebrità
- Nella notte
- Io ci sarò
- Come mai
- Nessun rimpianto
- La dura legge del gol
- Gli anni
- Lo strano percorso / Grazie mille
- Nord sud ovest est
- Tieni il tempo
- Con un deca
Particolarmente intensi i momenti dedicati a Come mai, Nessun rimpianto (totalmente cantata dall’intero stadio) e Gli Anni accompagnata da immagini di calciatori sul maxi schermo e dalle maglie di Francesco Totti (la numero 20 quella dell’esordio) e Siniša Mihajlović appese su una panchina da spogliatoio che faceva da scenografia sul palco.
Tra il pubblico anche molti volti noti
Ad assistere allo show erano presenti anche numerosi personaggi del mondo dello spettacolo e della musica. Tra i volti più riconoscibili avvistati sugli spalti figuravano Laura Pausini, Fiorello e Coez, testimonianza di quanto il repertorio di Pezzali continui a essere apprezzato e rispettato anche dai colleghi del panorama artistico italiano.
Uno spettacolo che va oltre la nostalgia
Sarebbe riduttivo definire quello di Max Pezzali un semplice concerto nostalgico. Certo, i brani che hanno accompagnato gli anni Novanta e Duemila restano il cuore pulsante dello spettacolo, ma la vera forza dell’artista risiede nella capacità di rendere quelle storie ancora attuali.
Le sue canzoni parlano di amicizia, sogni, amori, delusioni e crescita personale: temi universali che continuano a risuonare con la stessa intensità di allora.
Un successo che va oltre la singola serata
Il concerto romano rappresenta una delle tappe più significative di un tour che sta facendo registrare numeri impressionanti in tutta Italia. Da nord a sud, Max Pezzali continua a richiamare folle imponenti negli stadi, confermando un legame con il pubblico che, a distanza di oltre trent’anni dagli esordi, appare più solido che mai. E sulla lavagnetta che aveva dietro di sé appunta “Roma 23/06/2026” a segnare un’altro stadio conquistato.
La serata dell’Olimpico ha restituito perfettamente questa fotografia: migliaia di persone accomunate dagli stessi ritornelli e dalle stesse emozioni. Quando le luci si sono spente e il pubblico ha iniziato lentamente a lasciare lo stadio, è rimasta la sensazione di aver partecipato ad una festa tra amici. Torniamo a casa con il sorriso.
Grazie Max.






































