Ottava edizione per il Festival delle Idee, dal 17 settembre al 30 ottobre 2026 a Venezia e Mestre, oltre 40 incontri e eventi spin-off sul tema Desiderio o dovere.
Tra le principali manifestazioni culturali italiane, cresce con nuove sezioni, nuovi luoghi, nuove voci, dentro un territorio con cui il Festival ha costruito, anno dopo anno, un legame sempre più profondo.
Festival delle Idee, promosso dalla Regione del Veneto nei Grandi Eventi, promosso dal Comune di Venezia, in collaborazione con Fondazione di Venezia, M9 – Museo del ‘900, Ulss3 Serenissima, Vela SpA, ideato da Marilisa Capuano per Associazione Futuro delle Idee, media partner Radio Capital.
I primi ospiti
Il Festival apre giovedì 17 settembre in piazza Ferretto a Mestre.
I primi ospiti: Massimo Recalcati, Alessandro D’Avenia, Dacia Maraini, Pietro Morello, Marco Cartasegna (progetto Torcha), Cesare Picco, Fiorella Mannoia, Paolo Borzacchiello, Vittorio Baraldi, Matteo B. Bianchi, Pablo Trincia, Stefano Nazzi, Paolo Nori, Viola Ardone, Francesco Costa, Stefania Andreoli, Daria Bignardi, Aldo Cazzullo, Chiara Francini, Gianmarco Tognazzi, Bianca Arrighini e Livia Viganò (progetto Factanza), Gloria Campaner, padre Guidalberto Bormolini, Federica De Paolis, Osvaldo Poli, Carlo Fuortes, Esmeralda Moretti, Emilio Mola, Pietrangelo Buttafuoco, Francesca Giannone, Giulia Vazzoler.
Alla conferenza stampa di presentazione dell’VIII edizione, tenutasi all’M9 di Mestre giovedì 25 giugno, hanno preso parte il sindaco di Venezia Simone Venturini, il direttore dell’Azienda Ulss3 Serenissima Massimo Zuin, il direttore generale di VE.LA Spa Fabrizio D’Oria, la direttrice di M9 – Museo del ‘900 Serena Bertolucci, il direttore generale di Fondazione di Venezia Giovanni Dell’Olivo, l’ideatrice e direttrice del Festival delle Idee Marilisa Capuano, oltre ai partner del progetto.
Il saluto del Sindaco di Venezia e le parole della direttrice del Festival
Le parole del sindaco di Venezia, Simone Venturini: «Voglio fare i complimenti a Marilisa Capuano e alla sua squadra per a convinzione e la tenacia con cui hanno fatto crescere questo, festival, uno degli eventi più importanti di Venezia e Terraferma. Uno degli aspetti che rendono unico questo progetto che non mira a dare soluzioni precostituite, ma pone domande, stimola la curiosità, lascia risposte aperte, coinvolgendo in questo dibattito sul presente le nuove generazioni. Lo definirei un Festival delle Idee… libere, perché capace di mettere a confronto tante idee e punti di vista diversi. È questo è un grande elemento di modernità. Come lo è il fatto che un festival culturale sappia anche avere un ruolo sociale, di riattivazione della comunità. Dove c’è cultura, le piazze e gli spazi si accendono a vantaggio di tutti i cittadini. E lì troviamo il vero senso di comunità».
La direttrice del Festival, Marilisa Capuano: «Il cartellone del Festival delle Idee 2026 si caratterizza per una estrema, inedita e originalissima varietà dell’offerta. La musica, la letteratura, gli organizzatori delle grandi macchine culturali, le giovanissime generazioni che si esprimono sul web e aprono dibattiti, la filosofia, la psicologia, la scienza. Un cartellone in cui si alternano uomini e donne, personalità di grande esperienza accanto a talenti del nuovo millennio. Il programma del Festival delle Idee 2026 si caratterizza dunque come un grande, libero, coraggioso ritratto dell’offerta culturale del nostro paese tra creatività e approfondimento, conferme e scoperte».
Novità
Creator: la cultura parla (anche) alle nuove generazioni
Il Festival apre le porte ad alcuni dei creator più seguiti e influenti del panorama digitale italiano e dai giovani — tra cui Marco Cartasegna (Torcha), Pietro Morello, Vittorio Baraldi, Esmeralda Moretti, Bianca Arrighini e Livia Viganò fondatrici di Factanza, Emilio Mola — per affrontare temi come il viaggio, la geopolitica, l’informazione e la cultura. Perché parlare al presente significa anche sapere dove e come si costruisce oggi il racconto del mondo.
Sezione Veneto Wave — uno sguardo sul territorio
Veneto Wave, la sezione del Festival dedicata a scrittori, autori, registi e produttori da tutte le province del Veneto (Venezia, Padova, Vicenza, Rovigo, Treviso, Belluno). Protagonisti che hanno scelto di restare, di raccontare la propria terra fuori dagli stereotipi e di portare avanti i propri progetti senza necessariamente guardare altrove. Storie di resistenza creativa, sfide quotidiane, sogni e visioni: una narrazione del territorio, un affresco inedito e autentico del Veneto che produce cultura. In programma incontri all’M9 con i registi Antonio Padovan, Michele Pellegrini e la casa di produzione Ginko Film: Chiara Andrich (produttrice), Maria Roveran (attrice), Joe Schievano (musicista); i registi Francesco Montagner, Alessandro Padovani, Alessandro Rossetto; gli scrittori Romolo Bugaro, Francesco Maino, Francesco Targhetta, Giulia Scomazzon.
Nuovi luoghi, nuove sinergie
Il Festival continua la sua esplorazione del territorio: a breve verranno annunciati nuovi luoghi e scenari di grande suggestione, che lo rendono parte integrante del paesaggio urbano e lagunare e interprete della sua identità.
Teatri: Sale Apollinee del Gran Teatro la Fenice, Teatro Malibran, Teatro Goldoni, Teatro Toniolo;
poli museali: M9 – Museo del ‘900; altri luoghi: Salone dell’Alto Artigianato Italiano all’Arsenale, Scuola Grande di San Marco, Ateneo Veneto, La Casa di The Human Safety Net alle Procuratie; piazza Ferretto, Biblioteca Civica VEZ, Emeroteca dell’Arte, Padiglione Rama ospedale dell’Angelo a Mestre.
Un programma costruito su misura del presente
Accanto ai graditi ritorni — ospiti consolidati che scelgono il Festival anno dopo anno, riconoscendone il rigore e il prestigio — il programma si rinnova con nomi frutto di una ricerca capillare e approfondita: tendenze, orientamenti culturali, sensibilità emergenti. Un lavoro di ascolto continuo che rende ogni edizione uno specchio fedele del momento in cui viviamo.
Il tema dell’edizione: Desiderio o Dovere
Finché restano separati, viviamo divisi: il desiderio senza dovere è capriccio, il dovere senza desiderio è schiavitù. L’armonia nasce quando ciò che desideriamo diventa ciò che sentiamo di dover compiere. Allora la volontà si unisce alla libertà, e l’agire non è più costrizione ma pienezza.
È questo il filo conduttore dell’VIII edizione: un viaggio tra due forze apparentemente opposte, per scoprire il punto in cui si incontrano, e si trasformano in vocazione, in senso, in vita vissuta, in un’epoca che sembra averne smarrito l’equilibrio.
Una domanda antica, quanto mai urgente oggi: in un’epoca che esalta il desiderio come unica bussola e riduce il dovere a peso da scrollarsi di dosso, cosa rimane quando si perde l’equilibrio tra i due? E cosa diventa possibile, invece, quando lo si ritrova?
Per cercare le risposte — o almeno le domande giuste – il Festival chiama a raccolta voci diverse e complementari: giornalisti, scrittori, filosofi, scienziati, artisti, imprenditori, musicisti. Persone che nel proprio lavoro e nella propria vita hanno fatto i conti con questo nodo. E hanno qualcosa di vero da raccontare.
I numeri del Festival
L’edizione 2025 ha confermato la forza e la crescita del Festival: oltre 60 eventi, 35.000 presenze, 6,6 milioni di visualizzazioni sui canali social e oltre 51.000 utenti unici raggiunti tramite il sito ufficiale. Numeri che tracciano la rotta per un’edizione ancora più ambiziosa.
Programma (in fase di ampliamento)
17 > 18 settembre – piazza Ferretto, Mestre
Dopo il successo di pubblico della scorsa edizione, il Festival apre anche quest’anno in piazza Ferretto a Mestre con due giornate di incontri.
23 > 24 settembre – M9, Mestre
Il 23 settembre Gianmarco Tognazzi porta al Festival il suo sguardo di attore e narratore, maturato tra cinema, teatro e memoria familiare. Un’occasione per riflettere su quel confine sottile in cui il desiderio incontra il dovere e le scelte diventano parte della storia che ciascuno costruisce per sé.
Paolo Borzacchiello ha un’ossessione: capire come funziona davvero il cervello quando parla, decide, si relaziona. Esperto di comunicazione e divulgatore scientifico tra i più seguiti in Italia, arriva al festival il 24 settembre con Restiamo Intelligenti, il suo progetto divulgativo sulla scienza delle interazioni umane, per spiegarci, dati alla mano, perché facciamo quello che facciamo. E come potremmo farlo meglio.
Il 24 settembre arrivano Bianca Arrighini e Livia Viganò, fondatrici di Factanza, arrivano al Festival per un incontro che dialoga con il tema Desiderio o dovere. Attraverso il progetto editoriale che ha saputo coinvolgere oltre un milione e mezzo di persone, avvicinando soprattutto i più giovani all’informazione e all’attualità, proporranno una riflessione sul rapporto tra consapevolezza, partecipazione e responsabilità.
25 > 26 settembre – M9, Mestre
Debutta al Festival la sezione Veneto Wave, dedicata a scrittori, autori, produttori e registi da tutto il Veneto. Il 25 e il 26 settembre due giornate che accendono i riflettori su un territorio che produce cultura con ostinazione e identità.
Il 25 settembre Pietro Morello porta al Festival il suo modo di attraversare il mondo: luoghi lontani, suoni raccolti in viaggio, incontri che si trasformano in racconto. Il mondo si ascolta sarà una conversazione su ciò che spinge a partire, su cosa ci chiama e cosa alla fine ci trattiene, tra desiderio di altrove e senso di appartenenza.
Il 25 settembre M9 ospita anche il concerto di Cesare Picco, pianista improvvisatore e compositore, creatore del celebre concerto al buio Blind Date. Il suo pianoforte è uno spazio in cui il suono non è mai scritto in anticipo, ma nasce nell’esatto momento in cui si tocca un tasto.
A seguire, con Per Elisa, la pianista concertista e divulgatrice Giulia Vazzoler presenta un progetto che intreccia musica e racconto. Parole e interpretazioni dal vivo di alcune delle pagine più amate del repertorio pianistico daranno forma a un percorso tra esperienza personale, memoria e potere evocativo della musica.
Guardare le stelle non è solo scienza: è un impulso antico e irrazionale. Il 26 settembre Vittorio Baraldi, ingegnere aerospaziale e “space influencer” noto come Astroviktor, condividerà il desiderio di esplorare come motore del progresso, il dovere della conoscenza come bussola.
Lo stesso giorno arriva Emilio Mola, giornalista e autore tra le voci più seguite dell’approfondimento online. Attraverso i suoi podcast e i suoi racconti quotidiani prova a rendere comprensibili i grandi temi del nostro tempo. Al Festival proveremo a capire con lui come orientarci nel presente e come le scelte collettive influenzino il nostro futuro.
30 settembre – M9, Mestre
Il 30 settembre Marco Cartasegna presenta il progetto Torcha, la piattaforma che ha costruito una community di milioni di giovani italiani intorno alla cultura, al viaggio e alla curiosità intellettuale. Scopriremo come si costruisce oggi uno spazio di senso per le nuove generazioni e cosa significa farlo con intenzione, quando il desiderio di informare è guidato dal dovere di farlo al meglio, combattendo le fake news.
Sempre il 30 settembre Matteo B. Bianchi – scrittore, editor e autore televisivo – proporrà una riflessione sul racconto di sé. Partendo da Il romanzo che hai dentro, esplorerà il potere della scrittura come strumento di conoscenza e il coraggio necessario per trasformare ricordi, paure e desideri in una storia.
1 ottobre – M9, Mestre
Il 1 ottobre Federica De Paolis partendo dal suo ultimo libro Il nemico esplora le tensioni che attraversano ogni esistenza: desiderio e potere, attrazione e paura, autenticità e tradimento. Un’esplorazione delle storie che ci abitano e quel confronto continuo tra ciò che vogliamo e ciò che sentiamo di dover essere.
Esmeralda Moretti lo stesso giorno porta la filosofia dove in pochi avrebbero pensato di cercarla: sui social, con la stessa precisione dei libri di testo e la leggerezza di chi sa che pensare bene è un piacere, anche attraverso la lente dei grandi pensatori, da Kant a Schopenhauer.
Il 1 ottobre ospite anche Carlo Fuortes, manager culturale tra i più significativi degli ultimi decenni, già Sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma, ex ad RAI e oggi alla guida del Maggio Musicale Fiorentino. Condividerà uno sguardo sulla cultura come sistema: tra vocazione, responsabilità pubblica e le scelte che definiscono il confine tra chi amministra e chi crea.
Quarta ospite della giornata del 1 ottobre, Francesca Giannone, tra le autrici italiane più amate degli ultimi anni, porterà al Festival le suggestioni del suo nuovo romanzo Gli anni in bianco e nero, intrecciando il racconto di un’Italia in trasformazione a una riflessione sulle scelte che cambiano una vita, sul peso delle convenzioni sociali e sulla ricerca della propria strada.
2 > 4 ottobre – M9, Mestre
Il 2 ottobre, Viola Ardone – tra le voci più apprezzate della narrativa italiana contemporanea – attorno al tema del Festival esplora quel confine sottile in cui il dovere verso gli altri smette di essere un obbligo e diventa una scelta profonda, capace di dare un nuovo senso alla propria vita.
C’è chi il tempo lo attraversa e chi lo racconta per tutti. Il 4 ottobre Dacia Maraini — scrittrice, drammaturga, testimone lucidissima del suo tempo — è al centro di un incontro che è anche un omaggio: alla scrittura come forma di resistenza, alla parola come atto necessario. In relazione al tema del Festival: una vita intera in cui il desiderio di capire non ha mai smesso di sentirsi un dovere.
3 > 8 ottobre – Teatro Toniolo, Mestre
Dall’antico Egitto fino a metà Novecento, la letteratura erotica non ha avuto vita facile. Il 3 ottobre Pablo Trincia ne racconta le principali tappe in Ascoltare. Godere. Un viaggio nell’evoluzione della letteratura erotica, un reading che ripercorre l’evoluzione della narrazione più audace fino al caso letterario che, appena cent’anni fa, ne ha liberato la voce. Il desiderio come territorio proibito — e la letteratura come unico luogo in cui farlo davvero esistere.
Confondere le persone con i loro governi, e i libri con le guerre, è un errore antico. Il 6 ottobre Paolo Nori — scrittore, traduttore, irriducibile amante della letteratura russa — presenta L’amore è una banana, accompagnando il pubblico in una riflessione ironica e insieme profondamente umana sui sentimenti, le relazioni e le stranezze della vita quotidiana. Con il suo stile inconfondibile, capace di far sorridere e pensare, esplora le molte forme dell’amore e il modo in cui esse orientano le nostre scelte.
Come si fa oggi a stare nel mondo? Il 7 ottobre Daria Bignardi — scrittrice e giornalista tra le voci più originali del panorama italiano — porta Nostra solitudine, un libro che parte dall’io per arrivare al mondo, dalla Cisgiordania all’Uganda, dal privilegio alla guerra. La solitudine non come mancanza ma come spazio da abitare con onestà, e da cui, forse, capire finalmente cosa si vuole davvero.
L’8 ottobre Francesco Costa – giornalista, autore e tra le firme più seguite del panorama italiano – torna al Festival con un incontro dedicato ai grandi temi dell’attualità. Attraverso il suo approccio che unisce analisi, racconto e capacità di contestualizzazione, accompagnerà il pubblico nella lettura e nella comprensione di un presente in continua evoluzione.
10 > 13 ottobre – Teatro Toniolo, Mestre
Il 10 ottobre Stefano Nazzi — giornalista de Il Post, ideatore del podcast Indagini, tra i più ascoltati in Italia — porta al Festival I profeti del buio, un viaggio nelle vicende che hanno segnato la storia criminale italiana e nell’opera di chi ha cercato di raccontarle, comprenderle e talvolta anticiparle. Attraverso fatti, personaggi e narrazioni, Nazzi esplora le zone d’ombra della società e dell’animo umano, interrogandosi su ciò che il male rivela di noi e del nostro tempo, là dove il desiderio, la paura, il potere e le fragilità si intrecciano in modi imprevedibili.
L’11 ottobre Stefania Andreoli — psicoterapeuta e scrittrice tra le più ascoltate sul tema dell’adolescenza e delle relazioni, in conversazione sul tema del Festival. Cosa succede quando i nostri desideri confliggono con quello che ci viene chiesto di essere? Una voce capace di mettere a fuoco, con precisione e calore, le fratture del nostro tempo.
Il 13 ottobre Pietrangelo Buttafuoco – presidente della Biennale di Venezia, giornalista, scrittore, conduttore – renderà partecipe il pubblico del suo sguardo sul mondo della cultura, della scrittura e dell’identità italiana. Questa volta conosceremo l’intellettuale scomodo e affascinante, che non ha mai smesso di scegliere da che parte stare.
18 ottobre – Teatro Toniolo, Mestre
L’adolescenza non è una malattia. Non è un morbo che porta con sé sensi di colpa e sofferenze, ma una stagione in cui i ragazzi possono maturare, se accompagnati bene. Il 18 ottobre Osvaldo Poli, psicologo e psicoterapeuta tra i punti di riferimento nazionali sul tema della genitorialità, porta in scena il suo spettacolo, pensato come un vero e proprio “aggiornamento del software genitoriale”, che invita ad accompagnare i figli a trasformare la crisi educativa in occasione di consapevolezza.
Sacerdote, antropologo e tanatologo, al Teatro Toniolo sarà ospite anche Padre Guidalberto Bormolini, che ha fatto della riflessione sulla vita, sulla morte e sul significato dell’esistenza il centro del proprio percorso. Al Festival proporrà uno sguardo sul desiderio e sul dovere come dimensioni complementari dell’esperienza umana, capaci di orientare le nostre scelte più profonde.
4 e 9 ottobre – Teatro Malibran, Venezia
Il 4 ottobre Fiorella Mannoia in concerto con Fiorella canta Fabrizio e Ivano: Anime Salve, un viaggio nel cuore del cantautorato italiano attraverso i brani di Fabrizio De André e Ivano Fossati, nel trentennale dell’album che li ha visti insieme per l’ultima volta. Canzoni che continuano a parlare al presente, portate dalla voce di un’artista che sa come tenerle in vita.
Il 9 ottobre Aldo Cazzullo — giornalista, scrittore e firma storica del Corriere della Sera — con Il genio italiano: una lezione scenica sull’identità di un paese nato non dalla politica o dalle armi, ma dalla bellezza. Da Dante a Fellini, da Leonardo a Paolo Villaggio: un filo che attraversa i secoli e che tiene insieme il dovere della memoria e il desiderio di stupirsi ancora.
16 ottobre – Sale Apollinee del Gran Teatro La Fenice, Venezia
Il 16 ottobre torna al Festival Gloria Campaner, pianista veneziana di fama internazionale, tra le più eclettiche della sua generazione, capace di muoversi tra classica, jazz ed elettronica con uguale padronanza. Brani al pianoforte e racconto si intrecciano sul tema del Festival, Desiderio o dovere: perché la musica, quella vera, nasce sempre in quel punto esatto in cui il talento sente di non poter fare altrimenti.
Sempre il 16 ottobre Chiara Francini, attrice, scrittrice, presenza televisiva tra le più riconoscibili della scena italiana. In arrivo anche un nuovo libro: una conversazione su cosa significa costruirsi un’identità propria quando il mondo ti aspetta sempre in un ruolo già scritto. Tra desiderio di essere sé stesse e pressione a restare nel perimetro.
10 e 24 novembre – Teatro Goldoni, Venezia
Cosa serve davvero per avvicinare i giovani, accenderli, restituire loro il senso di un desiderio che spesso non sanno ancora di avere? Il 10 novembre Alessandro D’Avenia — scrittore e insegnante, voce di riferimento per intere generazioni — torna al Festival con questa domanda, al centro dell’incontro L’arte di desiderare: quando il divino abita in noi.
Il 24 novembre torna Massimo Recalcati con una lectio magistralis creata appositamente per il Festival: La fatica di desiderare: il disagio giovanile contemporaneo. Lo psicanalista e saggista più letto in Italia suggella il programma con la domanda che ha attraversato tutta l’edizione: in un’epoca di libertà senza precedenti, perché così tanti giovani faticano a desiderare? Una lectio che è anche il sigillo perfetto di Desiderio o dovere: la risposta più lucida, e più necessaria, che potevamo cercare.
Accesso agli eventi
Il Festival propone alcuni eventi a pagamento e altri a ingresso libero su prenotazione.
Quelli a pagamento saranno in vendita da venerdì 26 giugno mentre gli incontri a ingresso libero saranno prenotabili a partire da martedì 18 agosto.
Info, prevendite e prenotazioni su www.festivalidee.it
Il Festival
Festival delle Idee VIII edizione, patrocinato dal Ministero della Cultura, promosso da Regione del Veneto nei Grandi Eventi, promosso dal Comune di Venezia, è ideato da Marilisa Capuano per Associazione Futuro delle Idee. È partecipato da Vela Spa, Azienda Ulss3 Serenissima e Circuito Teatrale Regionale Arteven. Partner sono: Gruppo Hera – Ascopiave Energie, Intesa Sanpaolo. Collaborano Fondazione di Venezia, M9 – Museo del ‘900, Ateneo Veneto, Fondazione Teatro La Fenice, Rete Biblioteche Venezia, Teatro Toniolo, Gruppo Coin, New Goose’s, Elite Hotel, Hotel Michelangelo. Media partner sono Radio Capital, Igers Italia.







































