Il cinema del reale di Gianfranco Rosi

Dal 27 giugno all’8 luglio 2026, alla Cineteca Milano Arlecchino l’omaggio al primo regista vincitore del Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia con un documentario (Sacro GRA)

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Sotto le nuvole

Il regista vanta anche un Orso d’Oro a Berlino  e una nomination all’Oscar per il miglior documentario con Fuocoammare

Il cinema di Gianfranco Rosi occupa un posto originale nel documentario contemporaneo. Le sue opere nascono da lunghi periodi di immersione nei luoghi e nelle comunità che sceglie di raccontare: Rosi vive per mesi, talvolta per anni, accanto ai suoi protagonisti, instaurando con loro un rapporto di fiducia che gli consente di osservare la realtà dall’interno. Il suo metodo si basa sull’assenza di commento esterno, interviste tradizionali o spiegazioni didascaliche. Sono le immagini, i dialoghi spontanei e la vita quotidiana delle persone a costruire il racconto. Per questo motivo i suoi film si collocano al confine tra documentario e cinema d’osservazione, privilegiando l’ascolto e l’esperienza diretta rispetto all’analisi esplicativa.

Pur trattando questioni politiche e sociali di grande rilevanza, il suo cinema evita la denuncia diretta e la presa di posizione esplicita. L’attenzione è rivolta soprattutto alle persone e alla loro esperienza concreta. I grandi eventi della storia emergono attraverso le conseguenze che producono nelle vite quotidiane. Premiato nei maggiori festival internazionali, Gianfranco Rosi ha contribuito a rinnovare il linguaggio del documentario contemporaneo, dimostrando come l’osservazione paziente della realtà possa diventare uno strumento privilegiato per comprendere il mondo in cui viviamo.

Con questa rassegna sarà possibile vedere Boatman (1993) che offre uno sguardo sulla vita sociale e religiosa sulle rive del Gange. I rituali, i pellegrinaggi, il lavoro e le relazioni umane si intrecciano in un racconto che mette in evidenza il legame tra la dimensione spirituale e la vita quotidiana. In Below Sea Level (2008) Rosi esplora il tema dell’esclusione sociale negli Stati Uniti contemporanei. Senza giudizi o commenti esterni, viene documentata  la nascita di una comunità informale composta da persone che, pur provenendo da percorsi differenti, condividono la necessità di ricostruire la propria vita ai margini della società.

Si cambia leggermente di prospettiva con El sicario. Room 1964 (2010) in cui il regista grazie a un’unica lunga testimonianza, costruisce un documento che consente di comprendere dall’interno i meccanismi che hanno alimentato per anni il conflitto dei cartelli nella regione di Ciudad Juárez in Messico. Gente comune e migranti sono al centro dei due documentari successivi. In Sacro Gra (2013) – Leone d’Oro a Venezia – attraverso storie indipendenti ma accomunate dallo stesso spazio geografico, il Grande Raccordo Anulare di Roma, Rosi costruisce un ritratto della periferia romana e delle trasformazioni sociali che la caratterizzano. Il documentario offre uno sguardo sulle realtà meno visibili della città. In Fuocoammare (2016) – Orso d’Oro a Berlino – senza utilizzare interviste o commenti esplicativi, il regista mette in relazione due realtà che convivono nello stesso territorio: quella della popolazione locale e quella dei migranti. Il risultato è una riflessione sulle migrazioni contemporanee e sulle conseguenze umane delle crisi che interessano diverse aree del mondo.

Si torna all’estero, in Medio Oriente, con Notturno (2020) che mostra gli effetti dei conflitti sulle persone e sulle comunità, soffermandosi sui processi di ricostruzione materiale e psicologica. Più che sugli eventi bellici, l’attenzione è rivolta alle tracce che essi lasciano nella vita quotidiana e nella memoria collettiva. In viaggio (2022) affronta temi centrali del dibattito contemporaneo , come le migrazioni, i conflitti armati, la povertà, le disuguaglianze sociali e la tutela dell’ambiente e ha per protagonista Papa Francesco e la sua visione del mondo e degli ultimi. Infine, Sotto le nuvole (2025), ambientato a Napoli e Premio speciale della Giuria alla Mostra del Cinema di Venezia, offre uno sguardo sulle trasformazioni sociali, culturali e ambientali di un’area in cui natura, memoria storica e vita contemporanea si intrecciano continuamente.

Questa rassegna rientra nell’ambito di “The Film Corner Clubs 2026–2028. From virtual to real”. Il progetto è cofinanziato da Creative Europe – MEDIA e coordinato da Fondazione Cineteca Italiana (Italia), con sei partner co-beneficiari e tre partner associati provenienti da tutta Europa.

Il programma della rassegna

Sabato 27 luglio, ore 21.00, Below Sea Level; domenica 28 giugno, ore 19.00, Boatman; Martedì 30 giugno, ore 19.00, El Sicario. Room 164; Giovedì 2 luglio, ore 15.00, In viaggio; Sabato 4 luglio, ore 17.00, Sacro GRA; Lunedì 6 luglio, ore 18.00, Fuocoammare; Martedì 7 luglio, ore 17-00, Notturno; Mercoledì 8 luglio, ore 19.00, Sotto le nuvole. A seguire incontro/dibattito con Gianfranco Rosi (ingresso libero con prenotazione obbligatoria su cinetecamilano.it)

Biglietto intero – 8,50 euro – Carnet – 15 euro per tutti i film

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pierfranco Bianchetti
Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente collabora a Diari di Cineclub, Grey Panthers, il Migliorista, Riquadro.com, pagina facebook Sncci Lombardia. Ha pubblicato nel 2021 per Aiep Editore “L’altra metà del pianeta cinema-100 donne sul grande schermo”, nel 2022 per Haze Auditorium Edizioni “Cinemiracolo a Milano. Cineclub, cinema d’essai e circoli del cinema dalla Liberazione a oggi” e nel 2026 per Algra Editore “Le grandi dinastie cinematografiche – Il cinema di padre in figlio”.

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