Nel 2025 il sistema dello spettacolo, dell’intrattenimento e dello sport in Italia consolida il proprio peso nell’economia del Paese, registrando una crescita significativa della spesa a fronte di volumi sostanzialmente stabili. È quanto emerge dal Rapporto SIAE 2025, che fotografa un ecosistema capace di rafforzarsi sul piano economico, pur dentro una fase di trasformazione dei consumi culturali e di selezione dell’offerta.
Nel corso dell’anno sono stati realizzati 3.343.656 eventi, con 253.067.237 spettatori e una spesa complessiva di 4.299.846.591 euro, in aumento del 7% rispetto al 2024.
A fronte di una leggera riduzione degli eventi (–0,8%) e di un pubblico sostanzialmente stabile (–0,1%), il sistema mostra una crescente capacità di generare valore.
Crescono infatti tutti i principali indicatori economici: la spesa media per spettatore sale a 16,99 euro (+7%), l’introito medio per evento raggiunge 1.286 euro (+7,8%) e quello per locale arriva a 78.334 euro (+17,3%).
Il quadro restituisce l’immagine di un mercato più maturo, che riduce la dispersione e valorizza maggiormente ogni esperienza proposta. Il tessuto organizzativo si razionalizza: diminuiscono i locali attivi (–8,8%) e gli organizzatori (–10,9%), ma cresce la produttività media e si rafforzano i soggetti capaci di garantire continuità, qualità e capacità attrattiva.
A questo punto ci sia permessa una prima considerazione: il fatto che i locali attivi e gli organizzatori diminuiscano non è una buona notizia. Significa che ci sono meno locali dove si fa musica, e che la gestione della stessa è concentrata nelle mani di pochi grandi gruppi (per lo più stranieri), che possono fare il bello e il cattivo tempo.
Anche la presenza territoriale resta molto ampia, pur in lieve contrazione, con 6.629 comuni attivi pari all’84% dei comuni italiani.
Nel confronto con l’inflazione media annua, pari all’1,5%, la crescita della spesa non appare solo nominale: l’aumento del valore economico generato dal sistema risulta reale e segnala un pubblico disposto a investire di più in occasioni considerate significative, distintive e difficilmente sostituibili.
Il boom della musica live
Nel 2025 i Concerti superano per la prima volta la soglia simbolica del miliardo di euro di spesa, confermandosi il principale motore economico dello spettacolo italiano. Con appena il 2% degli eventi complessivi, il macro-settore concentra il 12,5% degli spettatori e il 27% della spesa totale dell’intero sistema. Il comparto chiude l’anno con 67.890 eventi (+3,6%), 31.512.325 spettatori (+8,7%) e 1.162.064.376,7 euro di spesa (+17,5%).
Crescono anche gli indicatori di rendimento: la spesa media individuale sale a 36,88 euro e l’introito medio per evento raggiunge 17.117 euro.
Qui concedeteci una seconda considerazione. Sono dati positivi, che però dovrebbero far riflettere: infatti gli introiti sono aumentati oltre 4 volte il numero degli eventi e oltre il doppio il numero degli spettatori. Questo significa che il costo medio dei biglietti è aumentato parecchio, molto più dell’inflazione, e questo nella maggior parte dei casi è dovuto all’ingordigia degli artisti e dei promoter.
Il rapporto SIAE specifica che a trainare è soprattutto il settore Pop, Rock e Leggera, che da solo raccoglie il 57,7% dell’offerta, l’83,8% del pubblico e il 91,6% della spesa del macro-aggregato.
Il live si conferma così sempre più centrale nel panorama culturale italiano, anche per la sua capacità di intercettare un pubblico ampio e trasversale e di generare un’esperienza non replicabile altrove.
Il ruolo delle grandi venue
Dopo la frenata dell’anno precedente, nel 2025 le grandi venue — stadi, arene e strutture da almeno 30 mila persone — tornano a essere uno dei motori più evidenti della crescita della musica live. Gli eventi aumentano del 28%, gli spettatori del 40% e la spesa del 34,2%, per un totale di 169 eventi, 5,4 milioni di spettatori e 378,9 milioni di euro di spesa.
Pur rappresentando appena lo 0,4% degli eventi del comparto, queste venue concentrano il 20,3% del pubblico e il 35,6% della spesa del Pop, Rock e Leggera.
La crescita del 2025 si accompagna anche a un rafforzamento del protagonismo degli artisti italiani nei grandi spazi: i concerti firmati da artisti nazionali nelle grandi venue crescono del 61,3%, passando da 80 a 129, mentre quelli degli artisti stranieri scendono da 39 a 30.
La classifica dei live
Nella classifica 2025 dei concerti di musica leggera per spettatori, il primo posto va all’evento di Ligabue alla RCF Arena – Reggio Emilia del 21/06/2025, con 87.938 spettatori; seguono Max Pezzali all’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari – Imola del 12/07/2025 con 82.446 presenze ed Ed Sheeran allo Stadio Olimpico – Roma del 14/06/2025 con 78.501 spettatori. Ai piedi del podio si collocano Linkin Park all’Ippodromo SNAI La Maura – Milano del 24/06/2025 con 78.354 spettatori.

Imagine Dragons nella stessa venue il 27/05/2025 con 77.208, e Dua Lipa ancora a La Maura il 07/06/2025 con 72.411 presenze. Completano la top ten AC/DC a Imola, due date dei Pinguini Tattici Nucleari allo Stadio Meazza – Milano e Bruce Springsteen and The E Street Band sempre al Meazza il 03/07/2025.
Per spesa al botteghino, la graduatoria vede invece al primo posto AC/DC all’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari – Imola del 20/07/2025, davanti a Ed Sheeran allo Stadio Olimpico – Roma del 14/06/2025 e ai Linkin Park all’Ippodromo SNAI La Maura – Milano del 24/06/2025; nelle prime dieci posizioni compaiono anche Kendrick Lamar e SZA, Imagine Dragons, Ligabue, Stray Kids, BLACKPINK, Max Pezzali e Bruce Springsteen and The E Street Band.

Il quadro conferma così un 2025 segnato dalla centralità delle grandi venue e dalla convivenza fra star internazionali e grandi nomi italiani, in un mercato live sempre più capace di concentrare pubblico e valore attorno agli appuntamenti di scala maggiore.
Cinema: la sala tiene, ma perde pubblico
Nel 2025 il Cinema conferma la propria tenuta economica, ma continua a registrare una flessione della partecipazione. Le proiezioni restano sostanzialmente stabili a 2.746.498 (+0,1%), mentre gli spettatori scendono a 71.750.837 (–2,3%); la spesa complessiva si attesta a 539,9 milioni di euro (+0,1%).
Gli incassi tengono soprattutto grazie al prezzo medio del biglietto, che sale a 7,52 euro (+2,5%), compensando in parte il calo delle presenze.
Ma il settore continua a scontare trasformazioni strutturali nei consumi culturali: l’accorciamento delle finestre di distribuzione, la crescita delle piattaforme di streaming, il miglioramento della qualità dei dispositivi domestici e una più generale trasformazione delle abitudini di fruizione.
In questo contesto, emerge però un segnale incoraggiante sul fronte del prodotto nazionale: nella top ten dei film più visti, 4 titoli su 10 sono italiani, e insieme raccolgono oltre 9,9 milioni di spettatori, pari al 46% delle presenze dei film in classifica. È un dato che segnala una rinnovata forza competitiva del cinema italiano, capace di presidiare il botteghino in un anno segnato da una minore spinta dei blockbuster internazionali.

Teatro in crescita
Il Teatro si conferma uno dei pilastri del sistema dello spettacolo italiano, sia per articolazione interna sia per capacità di generare valore. Nel 2025 registra 154.900 spettacoli (+1,2%), 29.747.210 spettatori (+5,3%) e 641.172.118 euro di spesa (+10,8%). Crescono anche la spesa media per spettatore, pari a 21,55 euro, e l’introito medio per spettacolo, superiore a 4.139 euro.
Pur rappresentando il 4,6% degli spettacoli complessivi, il teatro concentra l’11,8% del pubblico e il 14,9% della spesa totale, esprimendo così un peso economico nettamente superiore alla propria quota di offerta.
È un risultato che conferma la centralità del teatro nella vita culturale del Paese e la sua capacità di tenere insieme ampiezza di proposta e intensità di valore.
La Prosa resta la spina dorsale del comparto, ma segnali molto positivi arrivano anche da Arte varia, Rivista e Musical e Balletto. La Lirica, pur con volumi più contenuti, continua a distinguersi per il profilo premium, con la spesa media per spettatore più alta del macro-settore.
Sport: il calcio domina, ma gli sport individuali crescono
Nel comparto sportivo, il Calcio continua a occupare una posizione dominante, confermando la propria centralità culturale ed economica nell’esperienza sportiva del Paese. Nel 2025 vale l’82,6% degli eventi sportivi totali, il 75,1% degli spettatori e il 71,7% della spesa del macro-aggregato Sport.
La spesa complessiva raggiunge 626.246.807 euro, in crescita del 3,1%, mentre eventi e spettatori registrano una lieve flessione, soprattutto per effetto delle dinamiche di rilevazione delle partite delle categorie dilettantistiche e per il minor numero di competizioni internazionali giocate nei grandi stadi rispetto all’anno precedente.
Accanto al calcio, gli sport individuali si confermano però uno dei comparti a più alta intensità economica dell’intero sistema dello spettacolo e dell’intrattenimento. Nel 2025 registrano 2.962 eventi, 2.460.495 spettatori e 159.411.228 euro di spesa, in crescita del +13,6%.
Pur rappresentando solo il 3,9% degli eventi sportivi, generano il 18,3% della spesa del macro-settore Sport, con la spesa media per spettatore più alta dell’intero sistema: 64,79 euro.
A trainare il comparto è soprattutto il tennis, protagonista di un autentico boom nel 2025 anche sull’onda dei grandi risultati azzurri. Da solo raccoglie 893.092 spettatori (+30,7%) e 73.105.344 euro di spesa (+23,5%), confermandosi la prima disciplina per pubblico all’interno degli sport individuali.
Insieme all’automobilismo, tennis e motori concentrano il 65,6% degli spettatori e l’86,3% della spesa del settore.
Le mostre tengono bene
Nel 2025 il settore delle mostre conferma la propria capacità attrattiva, tra il richiamo dei grandi maestri e la crescita di format immersivi sempre più ibridi tra esposizione e intrattenimento. L’anno si chiude con 84.519 giornate di apertura, 16.278.462 visitatori e 157.543.567 euro di spesa: volumi in lieve calo rispetto al 2024, ma con una sostanziale tenuta sul piano economico.
A crescere è soprattutto il valore medio dell’esperienza, con una spesa per visitatore di 9,68 euro (+3,6%), mentre i comuni raggiunti salgono a 313, a conferma di una presenza territoriale ancora ampia e in lieve espansione.
Fiere, tra business e nuove community
Il settore delle Fiere continua a crescere e si conferma una piattaforma strategica per l’internazionalizzazione delle filiere produttive e per la valorizzazione del Made in Italy.
Nel 2025 accoglie 11.181.365 visitatori (+5,1%) e registra 94.287.182 euro di spesa del pubblico (+7,1%), a fronte di giornate di apertura sostanzialmente stabili.
Il comparto evolve anche nella forma: accanto al tradizionale ruolo commerciale e professionale, si rafforzano i modelli ibridi più vicini al festival diffuso, alla mostra-mercato e alle grandi community culturali e pop. È una trasformazione visibile anche nel successo di eventi dedicati a editoria, fumetto, gaming, benessere ed esperienze consumer, che ampliano il perimetro del pubblico fieristico.
La geografia del settore resta fortemente concentrata nel Nord, che raccoglie il 73% dei visitatori, ma nel 2025 emergono anche segnali interessanti dal Mezzogiorno, in particolare dalle Isole, dove la crescita del pubblico risulta particolarmente dinamica.
Parchi divertimento e attrazioni viaggianti
Nel 2025 il comparto dei parchi divertimento e delle attrazioni viaggianti conferma una sostanziale tenuta, con 36.944 spettacoli, 22,6 milioni di partecipanti e 339,3 milioni di euro di spesa.
I parchi divertimento concentrano oltre il 90% della spesa e degli ingressi del settore, mentre l’estate si conferma il momento centrale dell’anno, con circa il 61% del pubblico e della spesa tra giugno e agosto.
Sul piano territoriale, la Lombardia guida per numero di spettacoli, ma è il Veneto a primeggiare per pubblico e spesa. Un pubblico che cambia: meno quantità, più esperienza Il 2025 conferma una trasformazione profonda della domanda culturale.
Il pubblico complessivo resta stabile, ma si redistribuisce tra i diversi comparti: arretra leggermente nei grandi settori della partecipazione di massa più quotidiana, mentre cresce nelle esperienze dal vivo ad alta intensità simbolica, come concerti, teatro e alcuni eventi sportivi. Questa ricomposizione suggerisce una linea di fondo chiara: il pubblico premia sempre più le esperienze uniche, non facilmente sostituibili, capaci di generare coinvolgimento, appartenenza e qualità percepita.
In questo quadro, la musica live occupa una posizione sempre più centrale, mentre altri comparti – come il cinema – sono chiamati a ridefinire la propria capacità di attrazione dentro un ecosistema di intrattenimento sempre più competitivo.
Geografia dello spettacolo
La geografia dello spettacolo italiano continua a ruotare attorno ai grandi poli del Centro-Nord. Lombardia, Lazio ed Emilia-Romagna concentrano insieme il 39,6% degli spettacoli, il 44,2% degli spettatori e soprattutto il 49% della spesa nazionale.
La Lombardia, in particolare, si conferma il principale perno del sistema e detiene anche la spesa media per spettatore più alta d’Italia.
Allo stesso tempo, il Mezzogiorno si segnala come l’area più dinamica sul piano della crescita: nel confronto con il 2024, tutte le macro-aree aumentano la spesa, ma il Sud e le Isole crescono anche su eventi e pubblico. È un dato che segnala una progressiva espansione della partecipazione e del valore anche fuori dai poli storicamente dominanti.
Conclusioni
Il Rapporto SIAE 2025 restituisce l’immagine di un sistema dello spettacolo solido, resiliente e in trasformazione. La crescita della spesa a fronte di volumi stabili segnala un cambiamento strutturale: il valore si concentra, il pubblico seleziona, l’esperienza diventa centrale. È un’evoluzione che ridefinisce le gerarchie del settore, rafforza il ruolo delle esperienze dal vivo e conferma lo spettacolo come uno dei motori culturali ed economici più vitali del Paese.
Salvatore Nastasi, Presidente SIAE, dice: «Il settore dello spettacolo è chiamato ad affrontare sfide complesse: l’evoluzione tecnologica, i nuovi modelli di fruizione, la sostenibilità economica delle produzioni, la tutela dei diritti in un contesto sempre più globale. La cultura non è soltanto un settore produttivo: è un bene comune, un fattore di crescita civile e un elemento strategico per il futuro dell’Italia».
Il Presidente di AssoConcerti Bruno Sconocchia commenta: «I dati che emergono dal Rapporto SIAE 2025 per il genere Pop, rock e leggera testimoniano la solidità di un settore che continua a crescere anno dopo anno. Risultati straordinari che confermano il ruolo centrale dei concerti nella vita culturale, sociale ed economica del Paese. Questi risultati ci incoraggiano a guardare al futuro con fiducia. Continueremo a lavorare affinché la musica dal vivo possa consolidare ulteriormente la propria funzione strategica nel panorama culturale e dello spettacolo italiano».
Gli fa eco Carlo Parodi, Presidente di Assomusica: «I dati del Rapporto SIAE 2025 certificano un risultato di grande valore per tutta la filiera della musica dal vivo. Superare il miliardo di euro di spesa nei concerti rappresenta un traguardo storico, che conferma la solidità del settore. La crescita della musica popolare contemporanea, principale motore del comparto, testimonia l’impegno degli organizzatori nel proporre esperienze culturali di qualità, in grado di coinvolgere milioni di persone e di generare valore economico e sociale per i territori. Lo dimostra anche la stagione dei festival estivi, sempre più ricca e diffusa, che offre al pubblico un calendario di appuntamenti di altissimo livello in tutta Italia. È il risultato del lavoro di un’intera filiera che investe ogni giorno in professionalità, sicurezza e innovazione. Assomusica continuerà a sostenere questo percorso di crescita, affinché la musica dal vivo sia sempre più accessibile, diffusa e riconosciuta come una risorsa strategica per il Paese».







































