Good Luck, Have Fun, Don’t Die

Sam Rockwell torna dal futuro a salvarci dall'AI

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Good Luck, Have Fun, Don’t Die
di Gore Verbinski
con Sam Rockwell, Juno Temple, Haley Lu Richardson, Michael Peña, Zazie Beetz

In un mondo dove tutti gli studenti sono zombi ipnotizzati dai cellulari (nelle scuole si spara a tempo pieno ma ti clonano i figli morti e costa meno “con la pubblicità”) entra in una caffetteria Sam Rockwell conciato come un senzatetto kamikaze (cellophan ed esplosivi), dice di venire dal futuro e tenta per l’ennesima volta di reclutare volontari per fermare il ragazzino che sta per inventare l’AI definitiva, quella che vuole sostituirsi agli umani come Skynet in Terminator ( e il Terminator veniva dal futuro per far fuori la mamma del ragazzino che avrebbe guidato la resistenza degli umani alle macchine). Per arrivare al piccolo nerd c’è un percorso di guerra da videogame (cani, assassini, filo spinato) grottesco e nelle intenzioni comico, dagli esiti anche splatter, il gruppo viene decimato, ed  emergono storie: Ingrid per esempio è allergica alla tecnologia (il wi-fi le fa uscire il sangue dal naso) e faceva la principessa per i compleanni dei bambini. Il fidanzato l’ha mollata per entrare in un videogame e.… Come nei vecchi film di Hollywood ognuno porta la sua storia personale verso il finale collettivo… E l’AI? Ovviamente crea gatti giganti assurdi fatti di gattini da video, ma anche il futuro di Gore Verbinsky è così, un po’ social, già vecchio:  un collage di citazioni che vengono dal passato… Comunque, buona fortuna, divertitevi e cercate di non morire. Verbinski quando non è allucinato dà il suo meglio nei Pirati dei caraibi

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