Fare di più e meglio del Concertozzo di Bassano dello scorso anno era difficile, come ha detto Elio a fine concerto dal palco, ma ieri sera in Piazza Falcone a Biella è stato superato ogni record: oltre 12.000 gli spettatori presenti, e le associazioni che hanno finito tutto il cibo a disposizione.
Già, perchè al netto della musica, il cuore del Concertozzo è proprio quello: è il primo evento al mondo in cui l’organizzazione, la gestione e la somministrazione del cibo e delle bevande per il pubblico è affidata ad Associazioni che si occupano di disabilità fisica e di autismo.
Uno dei progetti che l’edizione 2026 del Concertozzo si impegnerà a sostenere è CasAUTentica, volto alla ristrutturazione di unità abitative autonome con spazi comuni per favorire crescita e indipendenza. Un progetto che va oltre la semplice ricerca di alloggi e mira a creare un futuro concreto per i giovani.
Come ha ricordato Nico Acampora di PizzAut dal palco al momento dei saluti finali: «un nuovo nato ogni 77 è autistico: può accadere in qualsiasi famiglia. Dopo le diagnosi, soprattutto di autismo di livello 3, il 70% delle famiglie si sfalda, anche e soprattutto perchè non c’è un supporto adeguato da parte dello Stato».
E se in Italia, oggi, c’è un’attenzione alta sull’autismo, grossa parte del merito è anche dei concertozzi degli Elio e le Storie Tese e dell’enorme lavoro di Nico e delle altre associazioni che danno un futuro a questi ragazzi, che oltre ad aiutare la loro crescita personale come persone, inserendoli nel mondo del lavoro li trasformano da costo per lo Stato a lavoratori e contribuenti.
Il concertozzino
Ma il live degli Elio e le Storie Tese è stato solo il culmine di una giornata di musica. Infatti dalle 17 fino alle 20:30 è andato in scena il Concertozzino, presentato dal Trio Medusa insieme a Mangoni, che ha visto alternarsi KuTso, Pepp1, COMRAD, Planet Butter, La Superluna di Drone Kong (band di Nikki), VIADELLIRONIA, SARAFINE e la conclusione affidata a TonyPitony, accolto con entusiasmo dal pubblico.
Onore ai tanti che hanno deciso di esserci sin dall’apertura dei cancelli alle 16:30, sotto un sole cocente, e con l’asfalto della piazza che rimbalzava ulteriormente il calore.
Sono stati ripagati da oltre tre ore di ottima musica, prima del piatto forte della serata.
Il concertozzo
Come ogni concertozzo che si rispetti, c’è bisogno di una madrina per inuaugurarlo. Non essendo disponibile Geppi Cucciari, ci si è affidati ad un madrino d’eccezione, ovvero Valerio Lundini, che presenta uno ad uno gli Elio e le Storie Tese: oltre ad Elio troviamo Christian Meyer alla batteria insieme ai suoi due badanti Paolo Rubboli e Riccardo Marchese, Faso al basso, Cesareo alla chitarra, Vittorio Cosma e Jantoman alle tastiere, Paola Folli alla voce.
Artista a sé, ovviamente l’immancabile Architetto Mangoni, che dà sfoggio della sua versatilità artistica passando da Supergiovane a vari vitelli, ballerino d’eccezione per Tony Hadley, campione italiano di burlesque e animatore di trenini in platea.
L’inizio è il sogno di qualsiasi fan storico degli Elii: Ocio ocio, Cateto e Carro, per passare poi a Mio cuggino e T.V.U.M.D.B. tratte da Eat The Phikis.
I primi ospiti
Da buon madrino, il primo ospite è Valerio Lundini, che si presenta sul palco con un barattolo di pepe per omaggiare Biella, famosa in tutto il mondo per questa spezia (!), dopodichè “sostituisce” Elio in Cassonetto differenziato per il frutto del peccato.
Continua il rimpallo tra brani storici e altre perle, con la geniale Gimmi I., Servi della gleba, inno di intere generazioni, Burattino senza fichi e Gargaroz.
È il momento del secondo ospite, Carlo Amleto. La stima che gli Elii hanno per lui è data dal fatto che, oltre ad avergli lasciato completamente il palco per due pezzi (TG 0 Bomba latina e Trittaralla), al momento di riprendere in mano le redini del Concertozzo, Elio lo celebra così: «è una parola che viene abusata troppo spesso e a sproposito, ma lui sì che è un cazzo di genio».
E proprio a proposito di cazzo, Carmelo alias Vittorio Cosma, ci ricorda una delle cose preferite del pubblico del Concertozzo con un medley di grandi successi a lui dedicati tratte delle passate edizioni, e un finale inedito sulle note di Can’t Take My Eyes Off You di Gloria Gaynor. Appoggiamo (forse è proprio il caso di dirlo) la candidatura di questo medley come nuovo inno per le Olimpiadi, come auspicato dallo stesso Carmelo.
È il momento del supereroe che difende i giovani dai matusa: stiamo parlando ovviamente di Supergiovane, e di una performance epocale di Mangoni, che si arrampica sulla struttura del palco, seguita da un pezzo magnifico e troppo sottovalutato come Luigi il pugilista, tratto da L’album biango.
Un grande ospite d’onore: Tony Hadley
Il Concertozzo continua con Ignudi fra i nudisti, che merita una spiegazione a parte: il brano, contenuto in Studentessi, altri non è che Suspicious Minds di Elvis Presley “ribaltata” al contrario. C’è anche un indizio che ci spinge a capirlo: le note iniziali di piano della canzone sono quelle del ritornello di Rewind di Vasco Rossi (per capirci, il “la la la la la la la” prima di “fammi vedere”). Questo quindi ci suggerisce, appunto, di ascoltare la canzone al contrario (potete trovare il risultato qui).
Sulle ultime note del brano, però, irrompe sul palco Tony Hadley, dando prima dei barlafüs (incompetenti in dialetto milanese) alla band, e poi dicendo che quella non è la vera canzone.
E con un geniale «now we’re doing it in the right way», che vuol dire sia “ora la facciamo nel modo giusto”, ma anche “ora la facciamo nel verso dritto”, ha introdotto proprio Suspicious Minds.
Altro omaggio, stavolta a Simon & Garfunkel, con Bridge over Troubled Water, prima della celeberrima Gold degli Spandau Ballet. Data la nota ammirazione di Tony Hadley per Mangoni, quest’ultimo decide di ricambiare omaggiandolo di una performance di ballo in completo argentato, degna del miglior Roberto Bolle. L’entusiamo del pubblico è alle stelle, la voce di Tony, potente e perfetta come sempre fino a quel momento, si rompe per l’emozione di vedere Mangoni esibirsi solo per lui.
Il ritorno di Valerio Lundini e l’ultimo ospite: TonyPitony
Dopo l’uscita dal palco di Tony Hadley fa il suo ritorno Valerio Lundini, con la sua consueta ironia («sono sceso per vedere com’è il concerto: carino»), ma soprattutto per dire ad Elio che facendo un sondaggio tra il pubblico, tanti erano curiosi di sapere come finiva la storia del vitello dai piedi di balsa. Ed ecco allora che arriva il reprise, seguito da un altro pezzo storico come Uomini col borsello (ragazza che limoni sola).
È il momento di ballare sulle note del Pipppero® e di La visione, con annessa gag finale per ristabilire la par condicio tra genitali, data la quantità di volte che nella canzone viene nominata “la visione della figa da vicino”. Per farlo viene chiamato sul palco un esperto della materia, ovvero TonyPitony, che dopo aver suggerito di controbilanciare con “la visione della minchia da vicino”, canta un brano dedicato alle maschere. Ma non quella che indossa, bensì quella che fa Shpalman ai suoi nemici.
Il gran finale
Si va verso la fine e si continua con le hit: da Parco Sempione a Discomusic (con tanto di trenino nel parterre che vede Mangoni locomotiva), un pazzesco assolo di batteria e percussioni di Christian Meyer, Paolo Rubboli e Riccardo Marchese, e i saluti su Born To Be Abramo.
Come (purtroppo) ricordato spesso dal palco, la fine del concerto è tassativa per la mezzanotte, quindi dopo quella che più che un’uscita dal palco è stato un minimo allontanarsi per rientrare subito, c’è spazio per un solo bis, e ovviamente non poteva che essere Tapparella, che va a chiudere tre ore esatte di musica, con oltre 20.000 braccia al cielo a tenere il tempo su quell’infinito “Forza panino” finale.
Al momento dei saluti Elio chiama sul palco il mitico Rodolfo “Foffo” Bianchi, vero e proprio mago della console che da trent’anni ha seguito gli Elio e le Storie Tese, e che era al suo ultimo concerto. Visibilmente commosso, ha ricevuto una targa dalla band, e Faso per celebrare la sua immensa bravuta ha detto una cosa sacrosanta: «avete presente quando andate agli altri concerti e non sentite un cazzo? È perchè non hanno lui!». Chiunque sia mai stato ad un concerto degli Elio e le Storie tese può confermare senza pericolo di smentita che le parole di Faso corrispondono a verità.
Tra abbracci e foto di rito il prossimo appuntamento è già ufficiale: ci sarà un Concertozzo anche nel 2027.
La scaletta del Concertozzo 2026 di Elio e le Storie Tese
1. Ocio ocio
2. Cateto
3. Carro
4. Mio cuggino
5. T.V.U.M.D.B.
6. Cassonetto differenziato per il frutto del peccato (Valerio Lundini)
7. Gimmi I.
8. Servi della gleba
9. Burattino senza fichi
10. Gargaroz
11. TG 0 Bomba latina (Carlo Amleto)
12. Trittaralla (Carlo Amleto)
13. Il vitello dai piedi di balsa
14. Cazzo medley
15. Supergiovane
16. Luigi il pugilista
17. Ignudi fra i nudisti
18. Suspicious Minds (Tony Hadley)
19. Bridge over Troubled Water (Tony Hadley)
20. Gold (Tony Hadley)
21. Il vitello dai piedi di balsa reprise
22. Uomini col borsello (ragazza che limoni sola)
23. Pipppero®
24. La visione
25. Shpalman (TonyPitony)
26. Milza
27. Parco Sempione
28. Cameroon
29. El pube
30. Drum solo
31. Discomusic
32. Born to be Abramo
33. Tapparella







































