Attore simbolo ed affascinante dell’espressionismo tedesco
La storia del cinema è fatta di grandi storie, registi, attrici e attori non dimenticando anche gli interpreti e le interpreti che hanno prestato il volto, in modo magistrale, ai “cattivi”. Conrad Veidt (Postdam 1893 – Hollywood 1943), è stato un attore simbolo dell’espressionismo tedesco, capace di incarnare personaggi inquietanti, tragici, romantici e ambigui, Veidt attraversò le grandi stagioni del cinema europeo e hollywoodiano lasciando un’impronta indelebile. Dopo gli esordi nel teatro berlinese, raggiunse la fama mondiale durante la stagione dell’espressionismo tedesco grazie a interpretazioni entrate nella storia del cinema, come il sonnambulo Cesare ne Il gabinetto del dottor Caligari (1920) e il tormentato Gwynplaine ne L’uomo che ride (1928). Dotato di una presenza scenica intensa e di un volto straordinariamente espressivo, Veidt si specializzò in personaggi inquieti, tragici o ambigui, diventando una delle grandi star del cinema muto europeo. Con l’avvento del nazismo lasciò la Germania per il suo aperto dissenso verso il regime e si trasferì prima in Gran Bretagna e poi negli Stati Uniti, dove proseguì una brillante carriera cinematografica.
L’omaggio della Cineteca Milano si apre con Casablanca (1942) di Michael Curtiz, capolavoro della Hollywood classica ambientato durante la Seconda guerra mondiale, nel quale Veidt interpreta con raffinata eleganza il maggiore Strasser, rappresentante dell’autorità nazista che si oppone alla fuga dei protagonisti. Con Volto di donna (1947) di George Cukor, il pubblico segue il drammatico processo a una donna accusata di omicidio, segnata da una vita di sofferenze e da una grave deturpazione fisica, in un racconto che intreccia passione, colpa e redenzione. Ne Il ladro di Bagdad (1940) di Ludwig Berger, straordinaria favola avventurosa dai colori e dagli effetti visivi rivoluzionari, Veidt veste i panni del perfido visir Jaffar, antagonista del giovane re Ahmad e simbolo di un male seducente e spietato. Ne Il ladro di Bagdad (1940) di Ludwig Berger, straordinaria favola avventurosa dai colori e dagli effetti visivi rivoluzionari, Veidt veste i panni del perfido visir Jaffar, antagonista del giovane re Ahmad e simbolo di un male seducente e spietato. Tra i ruoli più celebri dell’attore spicca quello di Gwynplaine ne L’uomo che ride (1928) di Paul Leni, tratto dal romanzo di Victor Hugo. Il protagonista, sfigurato da un sorriso permanente, vive ai margini della società fino alla scoperta delle proprie nobili origini, che finirà però per rinnegare in nome della libertà e dell’amicizia. Un’interpretazione entrata nella leggenda e destinata a influenzare l’immaginario cinematografico successivo. Con La spia in nero (1939) di Michael Powell, Veidt interpreta un ufficiale tedesco impegnato in una pericolosa missione di spionaggio durante la Prima guerra mondiale, in un thriller elegante e ricco di tensione che riflette sulle ambiguità del conflitto. La rassegna comprende inoltre Il gabinetto del dottor Caligari (1920), capolavoro assoluto dell’espressionismo tedesco di Robert Wiene. Nei panni del sonnambulo Cesare, Veidt dà vita a una delle figure più iconiche della storia del cinema, al centro di un racconto visionario sospeso tra incubo, follia e manipolazione.
Chiude il ciclo Al di sopra di ogni sospetto (1943), avventura spionistica ambientata alla vigilia della Seconda guerra mondiale, nella quale una coppia di novelli sposi viene coinvolta in una rischiosa missione contro il regime nazista. Anche qui Veidt conferma il proprio talento nell’interpretazione di personaggi complessi e memorabili.
La rassegna è arricchita da due cineconcerti. Il primo si terrà martedì 14 luglio, alle ore 20.00 con Francesca Badalini che musicherà dal vivo il film L’uomo che ride di Paul Leni. Martedì 21 luglio, alle ore 21.30, Gino Lucente animerà con la sua musica Il gabinetto del dottor Caligari di Robert Wiene.
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