Supergirl
di Craig Gillespie
con Milly Alcock, Matthias Schoenaerts, Eve Ridley, Jason Momoa. David Krumholtz, Emily Beecham
In un universo che sembra un gigantesco bar di Guerre Stellari al mattino Superman dalla fortezza della solitudine chiama la cugina Supergirl (Alcock) che si lava i denti. È una ragazzaccia che di sera si picchia coi mostri per difendere i deboli, come la ragazzina Ruthye (Ridley) a cui il cattivo borchiato Krem (Schoenaerts) ha ucciso i genitori. Siamo sotto un sole rosso, quindi Supergirl non ha superpoteri, ma ha il cane Krypto che azzanna ai testicoli i cattivi. Però quando è sotto un sole giallo, allora è super… E come vuole la moda dei film di vendetta l’eroina come John Wick è arrabbiata perché le hanno quasi ucciso il cane. Sembra un film d’avventure galattiche un po’ vecchia maniera, ma il passato di Supergirl è terribile (a differenza di Superman lei ha assistito alla distruzione di Krypton) e il cattivo Krem è un trafficante di corpi . C’è anche Jason Momoa nel ruolo del cacciatore di taglie Lobo, doveva essere molto tosto, ma qui fa cose alla Bud Spencer. È difficile capire se il film è infantile o gioca su un doppio registro. In ogni caso il corpo di Supergirl dipende da che sole la illumina. Quello verde è letale come la kriptonite verde per Superman… Il regista è quello di Tonya (sa raccontare donne forti/fragili un po’ schizzate) e il superproduttore è James Gunn. Potete sentire profumi di Guardiani della Galassia o proseguire nella saga di Superman in formato femminismo cosmico muscolare.







































