Bari in Jazz. Un’estate tra grandi nomi e luoghi sorprendenti

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Bari in Jazz continua a seguire una strada tutta sua, portando la musica non solo nel capoluogo pugliese ma anche in alcuni dei luoghi più suggestivi e inattesi della regione: castelli affacciati sul mare, dimore storiche, spazi d’arte immersi nella campagna, giardini e scorci che diventano parte integrante dell’ascolto.

Dal 10 luglio, con un’anteprima a Molfetta, fino al 26 settembre, la ventitreesima edizione del Festival Metropolitano Bari in Jazz proporrà ventiquattro appuntamenti distribuiti tra Bari, Fasano, Locorotondo, Mola di Bari, Monopoli, Putignano, Gravina in Puglia e altri centri del territorio.

Il filo conduttore dell’edizione 2026 è “Beyond Boundaries”, oltre i confini: un invito ad attraversare linguaggi, culture e tradizioni musicali, dove il jazz dialoga con soul, elettronica, blues, world music, cantautorato e nuove forme di sperimentazione, mantenendo uno sguardo aperto e contemporaneo.

Anche quest’anno il festival conferma la propria vocazione inclusiva, mantenendo prezzi particolarmente accessibili rispetto agli standard dei grandi eventi internazionali. Un risultato reso possibile grazie al sostegno del Ministero della Cultura – Fondi per lo spettacolo dal vivo e da Puglia Culture.

Bari in Jazz

Tra gli ospiti più prestigiosi spicca Billy Cobham (20 luglio, Arena del Castello Angioino di Mola di Bari), autentica leggenda della batteria e della fusion. A ottantadue anni il musicista nato a Panama continua a calcare i palchi di tutto il mondo portando con sé una storia che attraversa alcuni dei capitoli più importanti della musica contemporanea: dalla Mahavishnu Orchestra alle collaborazioni con Miles Davis e Carlos Santana. Continua a suonare con un’energia che lascia increduli, dimostrando come il tempo possa incidere sull’anagrafe molto meno che sul talento.

Altro artista da non perdere è Cory Henry & The Funk Apostles (31 luglio, Minareto della Selva di Fasano). Vincitore di Grammy Award, ex componente degli Snarky Puppy e collaboratore di artisti come Stevie Wonder, Bruce Springsteen, Rosalía, Kanye West e Jon Batiste, Henry rappresenta una delle figure più innovative della scena soul, funk e jazz contemporanea. Un musicista capace di muoversi con naturalezza tra gospel, funk, jazz e soul, trasformando ogni concerto in una continua esplosione di groove e improvvisazione.

Gli ultimi annunci hanno ulteriormente arricchito il cartellone con altri nomi di assoluto rilievo: il celebre compositore premio Oscar Nicola Piovani, protagonista il 16 settembre a Monopoli; il polistrumentista britannico Shabaka, tra le figure più influenti del jazz contemporaneo, che chiuderà il festival il 26 settembre a Bari; l’arpista Brandee Younger, prima donna afroamericana candidata ai Grammy nella categoria dedicata all’arpa; il pianista cubano Omar Sosa, oltre ai concerti di Tiromancino, Marina Rei e dell’anteprima affidata a Casadilego.

Tra i luoghi scelti da Bari in Jazz, capaci di rendere ogni appuntamento ancora più speciale, spiccano due location della Valle d’Itria. La villa Il Minareto della Selva di Fasano è una delle architetture più sorprendenti della Puglia. Costruita nel 1912 in stile moresco, la residenza si staglia tra la vegetazione della Selva come un miraggio orientale, con terrazze panoramiche, decorazioni arabeggianti e una torre che domina la valle fino al mare. Un luogo tanto affascinante da essere inserito dal FAI negli itinerari delle proprie giornate dedicate ai luoghi più significativi del patrimonio italiano.  

Il Granaio – Spazio Arte di Figazzano, creato dall’artista e designer Bernardo Palazzo, mette invece in dialogo arte contemporanea, architettura rurale e natura, offrendo agli artisti e al pubblico un contesto che esalta l’ascolto e la dimensione più autentica della musica dal vivo. Qui si terranno due concerti con la collaborazione nella direzione artistica di Ninni Laterza, effervescente e dinamico operatore culturale che ha contribuito alla nascita di esperienze ormai consolidate come Locus e Viva Festival. L’11 luglio arriverà Venna, sassofonista, compositore e produttore tra i protagonisti della nuova scena britannica. Vincitore di un Grammy Award per il contributo all’album di Burna Boy, nel suo lavoro MALIK fonde jazz, R&B, soul, rap e bossa nova e ha collaborato con artisti come Jorja Smith, Leon Thomas e Yussef Dayes. Il 17 luglio sarà invece la volta di Emma-Jean Thackray, tra le personalità più originali e creative del jazz britannico contemporaneo, protagonista di una data unica per il Sud Italia con Dear Miles – A Love Letter, omaggio a Miles Davis nel centenario della nascita.

Accanto ai concerti, il festival continua a coltivare anche il dialogo culturale con incontri e presentazioni, come quella del libro Il suono del Nord di Luca Vitali, dedicato alla scena jazz scandinava.

Quello presentato a Palazzo della Città di Bari il 3 Luglio è un cartellone che conferma la capacità di Bari in Jazz di coniugare artisti di fama internazionale, nuove scoperte e luoghi di straordinario fascino. Un risultato frutto della sinergia tra la cooperativa Abusuan, la direzione artistica di Koblan Bonaventure Amissah, il sostegno delle istituzioni e la collaborazione con numerosi partner culturali del territorio.

Un programma così ricco merita di essere esplorato con calma sul sito ufficiale del festival: accanto ai grandi nomi si nascondono spesso le sorprese più belle dell’estate. Concerti, anteprime, incontri e appuntamenti distribuiti nell’arco di oltre due mesi raccontano un festival che continua a crescere senza perdere la propria identità.

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