La vincitrice della 23esima edizione del concorso L’artista che non c’era è la torinese Cecilia Lasagno, che in arte usa soltanto il nome di battesimo. Cecilia ha iniziato ad appassionarsi di musica già da bambina. Successivamente si è innamorata dell’arpa e si è diplomata al Conservatorio, dove veniva considerata una studentessa ribelle ma talentuosa.
Non è esattamente un’artista di primo pelo, infatti il suo primo tour risale al 2014 e l’anno successivo pubblicò il suo album d’esordio, Guest. Tra le molte esperienze che ha fatto, quella che le ha dato maggiore visibilità è aver accompagnato Max Gazzè a Sanremo nel 2018, quando l’artista romano presentò La leggenda di Cristalda e Pizzomunno.
Cecilia ha saputo unire il suono classico dell’arpa a sonorità pop-elettroniche, creando un genere che è stato definit “harp-core”. I due brani che ha presentato durante la finale del concorso L’artista che non c’era (svoltasi nel teatro del CPM di Franco Mussida) sono tratti dal suo album più recente, Edelweiss Eulogy.

A incoronarla vincitrice è stata una giuria molto vasta (circa 40 persone), della quale facevano parte anche personaggi noti come il poeta Vincenzo Costantino “Cinaski”, le cantautrici Aida Satta Flores e Anna Castiglia, l’autore di numerosi successi Franco Fasano, il cantautore genovese Federico Sirianni, gli artisti Michele Grazich e Marian Trapassi.
Durante la finale, è stato premiato anche il trio pugliese Yugen, vincitore nella sezione strumentale.
Dice Francesco Paracchini, ideatore e deus ex machina del Premio: «Ogni concorso ha un vincitore. Ma per me hanno vinto tutti. Perché sono tutti giovani, hanno tutti un po’ di strada alle spalle e tanta da fare, e hanno umiltà e rispetto e voglia di crescere. Credo sia stata un’edizione giovane e vitale de L’artista che non c’era».
Chi scrive era uno dei giurati. Per questo mi sia concesso fare alcune “menzioni d’onore”. In particolare alla romana Alice Caronna, al torinese Giorgio Nielud, ai napoletani Ianez e Matteo Trapanese e al gruppo fiorentino Zebra TSO (foto sotto).

Il concorso L’artista che non c’era è organizzato dall’Associazione Culturale L’isola della musica italiana, che quest’anno compie 30 anni. Per celebrare il compleanno tondo, nell’ambito del prossimo Premio Bindi (che si svolgerà a Santa Margherita Ligure dal 9 all’11 luglio) sarà allestita una mostra dedicata alla rivista che questa associazione ha pubblicato per parecchi anni, L’Isola che non c’era, realtà editoriale che ha saputo intercettare un’esigenza di approfondimento culturale legato ai padri fondatori della canzone d’autore e allo stesso tempo raccontare la nuova scena e le contaminazioni che hanno arricchito questa forma d’arte. Un lavoro di valorizzazione portato avanti fino al 2010 con una rivista periodica cartacea, proseguendo poi l’attività sulla piattaforma multimediale del sito unito alla presenza sui vari social.
La mostra, dedicata alle copertine più iconiche e rappresentative de L’Isola che non c’era, sarà composta da pannelli in formato A3: da Lucio Dalla alla PFM, da Daniele Silvestri a Carmen Consoli, da Pino Daniele a Francesco De Gregori, da Lucio Battisti a Vinicio Capossela, e molti altri.
L’esposizione, a ingresso gratuito, sarà allestita nel suggestivo Castello Cinquecentesco di Santa Margherita Ligure e verrà inaugurata il 9 luglio alle ore 18.30. Sarà visitabile il 10 e l’11 luglio dalle ore 10.30 alle 13 e dalle ore 16 alle 19 (in chiusura, la copertina del N. 2 della rivista L’Isola che non c’era (1977).







































