I Dogstar di Keanu Reeves live a Roma: il rock prima della leggenda di Hollywood

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È stata Roma ad accogliere la prima tappa del tour italiano 2026 dei Dogstar. Ieri sera la band è salita sul palco della Cavea dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone nell’ambito del “Roma Summer Fest”, inaugurando la serie di quattro concerti italiani che proseguirà a Bari, Pordenone e Milano, inseriti nel più ampio tour europeo del trio. Un debutto molto atteso, che ha richiamato nella Capitale non solo gli appassionati del gruppo, ma anche numerosi curiosi desiderosi di vedere dal vivo Keanu Reeves nella sua veste di musicista.

Una band, non un attore con il basso

Il rischio era quello di sempre: che il nome di Keanu Reeves finisse per oscurare la musica. E invece, ancora una volta, i Dogstar hanno dimostrato che il loro progetto va ben oltre la curiosità di vedere una star di Hollywood imbracciare un basso. Sul palco della Cavea dell’Auditorium Parco della Musica, il trio ha offerto un concerto essenziale, sincero e privo di artifici, mettendo al centro un rock alternativo che affonda le radici negli anni Novanta ma continua a suonare sorprendentemente attuale.

Reeves, schivo come nella vita pubblica, è rimasto quasi sempre un passo indietro rispetto al frontman Bret Domrose, suonando il suo basso in maniera precisa. La voce e la presenza scenica appartengono soprattutto a Domrose, sostenuto dalla batteria solida e dinamica di Robert Mailhouse.

Un viaggio tra passato e presente

La scaletta ha attraversato l’intera storia della band, alternando brani storici a quelli tratti dagli ultimi lavori in studio, Somewhere Between the Power Lines and Palm Trees e All In Now. Il ritorno discografico dei Dogstar non appare come una semplice operazione nostalgica: i nuovi pezzi si inseriscono con naturalezza nel repertorio, mantenendo intatte le atmosfere che richiamano il rock alternativo americano degli anni Novanta.

Pochi effetti, molta sostanza

Nessun grande effetto scenico, nessuna ricerca dello spettacolo a tutti i costi. L’esibizione è stata costruita sulla forza delle canzoni e sull’intesa tra i tre musicisti.

Anche Reeves conferma l’approccio che lo contraddistingue da sempre: pochi gesti, molti sorrisi rivolti al pubblico e una partecipazione autentica, lontana da qualsiasi atteggiamento da celebrità. I momenti in cui si è avvicinato al bordo del palco per salutare i fan sono stati accolti da lunghi applausi, senza però alterare l’equilibrio dello spettacolo.

Il pubblico tra curiosità e passione

Alla Cavea erano presenti spettatori molto diversi tra loro. C’erano i fan della band, che seguono i Dogstar fin dagli anni Novanta o dalla reunion, ma anche molti appassionati di cinema attratti dalla presenza di Keanu Reeves. Con il passare dei brani, tuttavia, la curiosità iniziale ha lasciato spazio all’ascolto, segno che la musica è riuscita rapidamente a conquistare il centro della scena.

L’atmosfera è rimasta calorosa per tutta la serata, con applausi convinti e una partecipazione crescente fino ai bis finali.

Più di una reunion

Quello romano è stato il ritratto di una band che non vive della fama del suo componente più celebre. I Dogstar continuano a proporre un rock onesto, diretto e senza concessioni, capace di parlare tanto agli appassionati del genere quanto a chi li scopre oggi. In un’epoca in cui molte reunion sembrano costruite esclusivamente sulla nostalgia, i Dogstar dimostrano invece di avere ancora qualcosa da dire.

Live report di Stefania Rossi

 

La fotogallery del live
Danilo D'Auria
Classe 1983, vive a Roma dal 2002. In questa città alimenta la sua passione per la fotografia, che cresce giorno dopo giorno. Attratto dall'atmosfera dei concerti, di cui è sempre stato un assiduo frequentatore, dal 2013 è fotografo di musica live. Dal 2014 collabora con la rivista Classic Rock, inoltre scatta anche per La Repubblica XL e 100DECIBEL. Altre sue foto sono state pubblicate su Drum Club e su ExitWell. Per quest'ultima testata ha scattato anche alcune copertine. Ha firmato anche la copertina del numero 41/2014 del magazine americano VENTS.

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