Estate violenta e altri capolavori di Valerio Zurlini

Dal 26 luglio al 30 agosto 2026, alla Cineteca Milano Arlecchino, la rassegna dedicata al grande autore di un cinema malinconico e affascinante, di cui ricorrono i 100 anni dalla nascita

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Estate violenta

In programma sette film che hanno lasciato il segno nella storia del cinema italiano

Con Estate violenta, ambientato nell’estate del 1943 sullo sfondo della caduta del fascismo, Zurlini racconta la travolgente storia d’amore tra uno studente e una giovane vedova, mentre la guerra incombe sulle loro vite. In La ragazza con la valigia, protagonista è una ragazza fragile e senza punti di riferimento che incontra l’amore impossibile di un adolescente appartenente a un ambiente sociale diverso, in un racconto segnato dalle differenze di classe e dalla solitudine.

Con Cronaca familiare si ripercorre, attraverso i ricordi di un fratello, il legame intenso e doloroso che lo univa all’altro, componendo un ritratto intimo degli affetti e della perdita. In Le soldatesse durante la Seconda guerra mondiale, un ufficiale italiano accompagna un gruppo di giovani donne destinate ai bordelli militari, instaurando con loro un rapporto umano che mette in discussione il senso stesso della missione. Seduto alla sua destra, ispirato alle lotte anticoloniali africane, segue un leader indipendentista imprigionato e torturato, la cui forza morale finisce per trasformare anche chi gli sta accanto.

Con il bellissimo La prima notte di quiete, Valerio Zurlini racconta il tormento esistenziale di un professore disilluso che si innamora di una sua giovane allieva, senza riuscire a sfuggire al proprio destino.  La lavorazione del film fu molto travagliata per gli scontri tra il regista e il protagonista Alain Delon che  apporterà poi molte modifiche nella versione del film per il mercato francese uscito con il titolo Le professeur. Infine, Il deserto dei Tartari, tratto dal romanzo di Dino Buzzati, narra la vita del tenente Drogo, consumata nell’attesa di un nemico che sembra non arrivare mai: un’esistenza sospesa che si conclude proprio quando l’occasione tanto attesa si presenta, ormai troppo tardi.

Il cinema di Valerio Zurlini (Bologna 1926 – Verona 1982) occupa una posizione singolare nel panorama italiano del dopoguerra. Pur partendo dall’eredità del Neorealismo, se ne distacca presto per costruire un cinema profondamente lirico e intimista, interessato meno agli eventi storici in sé che alle loro conseguenze interiori sui personaggi. Le sue storie sono attraversate da un costante senso di malinconia, di precarietà e di occasioni perdute. Al centro della sua poetica vi sono figure spesso marginali o fuori posto: giovani incapaci di trovare una direzione, donne segnate dalla solitudine o dall’emarginazione, uomini che si confrontano con il fallimento, il rimpianto o l’impossibilità di realizzare i propri desideri. L’amore, nei suoi film, è quasi sempre destinato a scontrarsi con ostacoli sociali, morali o esistenziali, diventando il luogo in cui emergono con maggiore forza la fragilità e l’incomunicabilità degli individui.

Anche la Storia riveste un ruolo fondamentale nel suo cinema. La guerra, il fascismo, il colonialismo e il boom economico non sono semplici sfondi, ma condizioni che plasmano i destini dei personaggi. In film come Estate violenta, Le soldatesse o Seduto alla sua destra, gli eventi storici diventano il contesto in cui si rivelano le contraddizioni della società e le scelte morali dei protagonisti. Dal punto di vista stilistico Zurlini è autore di un cinema estremamente raffinato, caratterizzato da una grande attenzione alla fotografia, ai paesaggi e agli spazi, che riflettono gli stati d’animo dei personaggi. La musica, il silenzio e il ritmo contemplativo contribuiscono a creare un’atmosfera sospesa, in cui il tempo sembra dilatarsi e ogni gesto acquista un forte valore emotivo.

Il programma della rassegna

Domenica 26 luglio, ore 17.00 e martedì 18 agosto, ore 21.00, La prima notte di quiete; Mercoledì 29 luglio, ore 21.00 e sabato 22 agosto, ore 18.45, La ragazza con la valigia; Venerdì 7 agosto, ore 19.00 e giovedì 20 agosto, ore 17.00, Cronaca familiare;  Lunedì 10 agosto, ore 15.00 e mercoledì 26 agosto, ore 21.00, Seduto alla sua destra; Venerdì 14 agosto, ore 18.30 e lunedì 31 agosto, ore 16.30, Il deserto dei Tartari; Giovedì 13 agosto, ore 17.00 e domenica 23 agosto, ore 19.00, Le soldatesse.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pierfranco Bianchetti
Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente collabora a Diari di Cineclub, Grey Panthers, il Migliorista, Riquadro.com, pagina facebook Sncci Lombardia. Ha pubblicato nel 2021 per Aiep Editore “L’altra metà del pianeta cinema-100 donne sul grande schermo”, nel 2022 per Haze Auditorium Edizioni “Cinemiracolo a Milano. Cineclub, cinema d’essai e circoli del cinema dalla Liberazione a oggi” e nel 2026 per Algra Editore “Le grandi dinastie cinematografiche – Il cinema di padre in figlio”.

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